“È difficile… Era vicepresidente Uefa, un attimo fa sedeva al nostro tavolo e ora nessuno vuole nemmeno guardarlo”

Aleksander Ceferin scarica (con poca classe) Luis Rubiales. Lo racconta come un appestato, dopo la squalifica per il caso Hermoso e l’indagine in corso in Spagna sui contratti della Federcalcio spagnola. Il presidente della Uefa ne ha parlato in un’intervista alla rivista croata Nacional: “Rubiales mi chiedeva ripetutamente cose, dopo la sospensione. Dopo la caduta, si è lamentato della situazione in cui si trovava. Di quanto sarebbe stato difficile per lui. Mi ha scritto dei messaggi: le mie tre figlie non hanno niente, non hanno questo, non hanno quello, puoi aiutarmi? Ad un certo punto gli ho chiesto: come posso aiutarti?”.
Però, continua, “Ho detto no a tutto quello che mi ha chiesto, perché le sue idee erano assurde. Ha chiamato anche altri e ha chiesto loro se potevano aiutarlo in questo o quello. Ma niente che riguardasse il calcio. Chiaramente non potevo aiutarlo, ma ho risposto alle sue telefonate. È difficile, sai? Era vicepresidente, fino a poco tempo fa, sedeva con tutti allo stesso tavolo e ora nessuno vuole nemmeno guardarlo. Se quello di cui lo accusano si rivela vero, è davvero un disastro. Ma su questo dovremmo lasciare che sia il tribunale a decidere “, dice riguardo alla situazione attuale di Rubiales.
“Ho saputo di tutte le accuse contro di lui dai giornali e mi hanno sorpreso. Lo conoscevo abbastanza bene, ma non ero a conoscenza di quelle cose . Però, come avvocato, so cos’è la presunzione di innocenza. Quindi, Dovrei difendermi in tribunale. Né la Uefa né io abbiamo nulla a che fare con questo caso, poiché nessuna di queste questioni ha a che fare con il suo precedente ruolo di vicepresidente della Uefa”.