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Ceferin scarica Rubiales: «Mi chiedeva cose assurde per le figlie, ho detto no a tutto»

“È difficile… Era vicepresidente Uefa, un attimo fa sedeva al nostro tavolo e ora nessuno vuole nemmeno guardarlo”

Ceferin scarica Rubiales: «Mi chiedeva cose assurde per le figlie, ho detto no a tutto»
Spanish Football Federation (RFEF) president Luis Rubiales (C) poses with FIFA president Gianni Infantino (R) and UEFA president Aleksander Ceferin along with an Adidas Telstar 18 ball on the sidelines of the RFEF general assembly at its headquarters in Las Rozas, northwest of Madrid, on July 24, 2018. (Photo by PIERRE-PHILIPPE MARCOU / AFP)

Aleksander Ceferin scarica (con poca classe) Luis Rubiales. Lo racconta come un appestato, dopo la squalifica per il caso Hermoso e l’indagine in corso in Spagna sui contratti della Federcalcio spagnola. Il presidente della Uefa ne ha parlato in un’intervista alla rivista croata Nacional: “Rubiales mi chiedeva ripetutamente cose, dopo la sospensione. Dopo la caduta, si è lamentato della situazione in cui si trovava. Di quanto sarebbe stato difficile per lui. Mi ha scritto dei messaggi: le mie tre figlie non hanno niente, non hanno questo, non hanno quello, puoi aiutarmi? Ad un certo punto gli ho chiesto: come posso aiutarti?”.

Però, continua, “Ho detto no a tutto quello che mi ha chiesto, perché le sue idee erano assurde. Ha chiamato anche altri e ha chiesto loro se potevano aiutarlo in questo o quello. Ma niente che riguardasse il calcio. Chiaramente non potevo aiutarlo, ma ho risposto alle sue telefonate. È difficile, sai? Era vicepresidente, fino a poco tempo fa, sedeva con tutti allo stesso tavolo e ora nessuno vuole nemmeno guardarlo. Se quello di cui lo accusano si rivela vero, è davvero un disastro. Ma su questo dovremmo lasciare che sia il tribunale a decidere “, dice riguardo alla situazione attuale di Rubiales.

“Ho saputo di tutte le accuse contro di lui dai giornali e mi hanno sorpreso. Lo conoscevo abbastanza bene, ma non ero a conoscenza di quelle cose . Però, come avvocato, so cos’è la presunzione di innocenza. Quindi, Dovrei difendermi in tribunale. Né la Uefa né io abbiamo nulla a che fare con questo caso, poiché nessuna di queste questioni ha a che fare con il suo precedente ruolo di vicepresidente della Uefa”.

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