Hanno pensato di sostituire Kim con un brasiliano di 23 anni costato 10 milioni: Natan. Che va in panchina mentre in campo ci va Juan Jesus

Pagella napolista su Juan Jesus e De Laurentiis
JUAN JESUS (E DE LAURENTIIS). Detto del fuoco amico contro Meret e della boiata finale, sul fronte della cronaca resta il quasi rigore ai danni di Pavoletti. Ma la colpa non è solo dello sciagurato Juan Jesus sul campo. Anzi, le responsabilità maggiori sono di chi ha consentito che ben tre allenatori lo schierassero titolare accanto a Rrahmani, quest’anno gregario spaesato e rovinoso. Ecco perché Juan Jesus è l’emblema, il simbolo del disastro familista del Duce Aurelio, che dopo il tricolore ha proclamato al popolo tripudiante: “Le Naples c’est moi”. Così il popolo continuava a fare festa e lui prendeva lo scarso e sconosciuto Natan in Brasile, quinta o sesta scelta dalla fatidica lista lasciata da Giuntoli buonanima, dopo che per giorni aveva fatto trapelare i nomi di Danso, Kilman, Le Normand, Theate. Coi soldi di Kim ha fatto l’intera campagna acquisti dell’estate, mentre l’Inter, per dire, andava a prendersi il centrale del Bayern, Pavard, e avendo già in organico Acerbi, De Vrij e Bastoni. Infine, il Duce Aurelio si è dimostrato recidivo anche a gennaio, al punto di mandare all’aria l’affare di Nehuén Peréz per tenersi Ostigard. Solo che alla fine a giocare è sempre Juan Jesus. Per questo io me la prendo soprattutto con DeLa, il cui amore per il denaro è stato evidenziato anche da Luciano Spalletti nell’intervista alla Gazzetta dello Sport di sabato – 3 (per entrambi)
Il tuo giudizio, come il voto, non fa una piega, ma se il problema del Napoli fosse solo la difesa la vedrei più rosea di quanto non riesca invece a vederla – 3