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De Laurentiis, arriverà un quarto allenatore o finalmente cambierà management? (Corbo)

Hanno pensato di sostituire Kim con un brasiliano di 23 anni costato 10 milioni: Natan. Che va in panchina mentre in campo ci va Juan Jesus

De Laurentiis, arriverà un quarto allenatore o finalmente cambierà management? (Corbo)
Mg Napoli 02/04/2023 - campionato di calcio serie A / Napoli-Milan / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Aurelio De Laurentiis e la moglie
De Laurentiis, arriverà un quarto allenatore o finalmente cambierà management? Lo scrive Antonio Corbo nell’edizione napoletana di Repubblica.
Più che la squadra, la Champions sembra respingere la società. Dal presidente Aurelio De Laurentiis all’amministratore delegato Chiavelli ai direttori sportivi Meluso e Sinicropi.
Nessuno si è accorto dell’errore seriale che sconvolge la stagione del Napoli. Perso Kim, qualcuno ha pensato di sostituire il miglior difensore centrale del campionato, in lista di sbarco da febbraio al prezzo fisso di 50 milioni con un giovane, promettente, ma sconosciuto brasiliano. Natan Bernardo De Souza di San Paolo, 23 anni e 20 giorni, cartellino 10 milioni, un quinto di Kim, inchiodato alla panchina anche dal terzo allenatore. In quel ruolo gioca Juan Jesus, maturo brasiliano di 32 anni da Belo Horizonte, riserva l’anno scorso ma titolare oggi. È considerato, bontà sua, migliore di Natan. Il goffo errore che a pochi secondi dalla fine sottrae al Napoli la vittoria di un meritato rilancio rivela le sue impronte. Juan Jesus svanisce come un fantasma al centro dell’area, minuto 95, offrendo il gol all’angolano Luvumbo.
Dovrà subire altre critiche il presidente mai così bersagliato, arriverà un quarto allenatore o sarà finalmente migliorata la qualità del management, il personale che cura il casting dei nuovi talenti?

Pagella napolista su Juan Jesus e De Laurentiis

JUAN JESUS (E DE LAURENTIIS). Detto del fuoco amico contro Meret e della boiata finale, sul fronte della cronaca resta il quasi rigore ai danni di Pavoletti. Ma la colpa non è solo dello sciagurato Juan Jesus sul campo. Anzi, le responsabilità maggiori sono di chi ha consentito che ben tre allenatori lo schierassero titolare accanto a Rrahmani, quest’anno gregario spaesato e rovinoso. Ecco perché Juan Jesus è l’emblema, il simbolo del disastro familista del Duce Aurelio, che dopo il tricolore ha proclamato al popolo tripudiante: “Le Naples c’est moi”. Così il popolo continuava a fare festa e lui prendeva lo scarso e sconosciuto Natan in Brasile, quinta o sesta scelta dalla fatidica lista lasciata da Giuntoli buonanima, dopo che per giorni aveva fatto trapelare i nomi di Danso, Kilman, Le Normand, Theate. Coi soldi di Kim ha fatto l’intera campagna acquisti dell’estate, mentre l’Inter, per dire, andava a prendersi il centrale del Bayern, Pavard, e avendo già in organico Acerbi, De Vrij  e Bastoni. Infine, il Duce Aurelio si è dimostrato recidivo anche a gennaio, al punto di mandare all’aria l’affare di Nehuén Peréz per tenersi Ostigard. Solo che alla fine a giocare è sempre Juan Jesus. Per questo io me la prendo soprattutto con DeLa, il cui amore per il denaro è stato evidenziato anche da Luciano Spalletti nell’intervista alla Gazzetta dello Sport di sabato – 3 (per entrambi)

Il tuo giudizio, come il voto, non fa una piega, ma se il problema del Napoli fosse solo la difesa la vedrei più rosea di quanto non riesca invece a vederla – 3

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