Mesi fa il fondo Qsi, proprietario del Psg, si era interessato allo Stade de France. Oggi il termine ultimo per presentare un’offerta ma il progetto si è rivelato complesso

Il Psg non acquisterà lo Stade de France, non lo avrà nemmeno in concessione. Lo stadio in cui la nazionale francese ha conquistato la sua prima Coppa del Mondo, avrà un nuovo proprietario a partire da luglio 2025 ma non sarà il presidente Al Khelaifi. Ormai è scaduta la concessione trentennale al consorzio Vinci-Baouygues.
La manifestazione di interesse doveva essere presentata entro oggi a mezzogiorno all’ente pubblico Fin Infra, incaricato di sostenere il finanziamento delle infrastrutture.
Scrive Le Parisien:
“Dopo aver dichiarato il suo interesse qualche mese fa, il fondo qatariota Qsi, proprietario del Psg, alla fine ha rinunciato a presentare un’offerta. Dopo una lunga riflessione, i dirigenti preferiscono concentrarsi su altre due strade: l’acquisizione del Parco dei Principi o la costruzione di un nuovo stadio. Per quanto riguarda il Parco dei Principi, il Psg lo amplierà a condizione di diventarne proprietario. Gli accordi con il comune di Parigi non sono ancora stati rinnovati. Il percorso che porta allo Stade de France è stato seriamente studiato da Nasser Al-Khelaïfi e dai suoi consiglieri. Ma il dossier si è rivelato troppo complesso“.
Secondo quanto riporta il quotidiano francese, a cambiare le carte in tavola è stato l’ingresso nel club del fondo americano Arctos che è adesso azionista del Psg al 12,5%.
Il Psg vuole ampliare il Parco dei Principi e ha pronto un progetto che prevede l’ampliamento fino a quasi 60.000 posti. I costi del progetto potrebbero superare i 500 milioni di euro.
Sullo Stade de France rimane il consorzio Vinci-Bouygues, attuale concessionario. Interessati alla struttura ci sono poi “la società GL Events (il cui presidente è vicino a Emmanuel Macron) associata alla Paris Entertainment Company (che gestisce in particolare l’Accor Arena, la futura Adidas Arena de la Chapelle e il Bataclan, e di cui il Comune di Parigi è azionista di maggioranza)“.
Le Parisien continua:
“Fin Infra ora studierà tutte le candidature per qualche mese. I suoi esperti possono scegliere di dare priorità alla vendita o alla concessione o perseguire entrambe le opzioni contemporaneamente. Difficile stabilire il prezzo effettivo della struttura da 80.000 posti. I conti dello Stato mostrano una valutazione contabile di 647 milioni di euro, senza alcun collegamento con il suo valore reale. Bisognerà includere anche il prezzo dei lavori necessari per la ristrutturazione. La risposta definitiva è prevista entro la fine dell’anno“.