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Il Napoli con Armani e Burlon ultimo esempio del calcio “di moda” nel lusso (So Foot)

“I giocatori sono oggi figure molto stilizzate ed esibite con orgoglio durante le Fashion Week, lontane dall’immagine tradizionalista d’un tempo”

Il Napoli con Armani e Burlon ultimo esempio del calcio “di moda” nel lusso (So Foot)

Le maglie del Napoli di Emporio Armani, o la collezione firmata Marcelo Burlon sono solo l’ultimo esempio di come ormai il calcio sia diventato “di moda”. In una concatenazione ormai acclarata tra pallone e “lusso”. Lo scrive la rivista francese So Foot in uno dei suoi approfondimenti dedicati allo stile.

“Il 4 maggio il Napoli ha conquistato il secondo scudetto della sua storia, 33 anni dopo la sua ultima incoronazione. Un traguardo sportivo importante per i partenopei, e un posto in più sotto i riflettori conquistato da Emporio Armani. Fornitore del club dal 2021, la casa italiana è riuscita a perpetuarsi nel mondo dello sport, cosa rara per un microcosmo che fino ad ora si limitava solo a collaborazioni effimere”.

So Foot scrive che questi “crossover tra semi-lusso e calcio si sono in realtà stabiliti a lungo termine a partire dalla fine degli anni 2010. Approfittando della democratizzazione della cultura urbana – attraverso il rap e lo streetwear in particolare – i marchi sono riusciti a integrare il mercato sportivo numero uno, per allargare il proprio pubblico e staccarsi da un’etichetta elitaria difficile da sfidare”.

“Un piano a lungo termine, guidato da diversi fattori. Innanzitutto affidandosi all’influenza dei calciatori, nuove muse della moda, nella tradizione dello “sport-hip-hop” instaurato dai cestisti di inizio secolo. Poi rendendo i giocatori, figure molto più stilizzate ed esibite con orgoglio durante le Fashion Week, lontane dall’immagine tradizionalista”.

E quindi cita gli esempi dell’Adidas e il Real Madrid con la sua divisa di Champions League interamente disegnata dal giapponese Yohji Yamamoto, o come Nike con il brand Jordan legato al Psg, sostituendo eccezionalmente la Torre Eiffel dello stemma parigino con il logo di Jordan (alla fine la campagna fu respinta dai tifosi).

Ma il terreno di caccia dei designers è l’Italia perché “niente batte il paese della moda”. Kappa, per esempio “è riuscita a riconquistare un posto sul mercato grazie al suo rapporto con il gruppo di design italiano Fly Nowhere, poi con i tedeschi Bureau Borsche. Responsabile della ristrutturazione del Venezia Calcio, Kappa ha ottenuto un grande successo di marketing, permettendogli di vedere più in grande, con la collaborazione tra AS Monaco e Drôle de Monsieur”.

So Foot parla di “un intero processo, che è arrivato a fare dell’Italia un campo di sperimentazione, dal Milan vestito da Nemen e Koché, il Napoli e la sua collezione firmata Marcelo Burlon, il duo Roma-Aries, il Bari di LC23 o addirittura il Vicenza vestito da Diesel. Il mercato è ormai aperto, non resta che sfruttarlo, A riprova, se ce ne fosse bisogno, che il calcio è davvero diventato mainstream”.

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