Su Repubblica: meglio evitare slogan populisti come “il calcio non è in vendita”. Con la proliferazione di sigle, la boxe si condannò all’oblio

Il calcio eviti di avere una finale Superlega e una Champions, sarebbe molto triste. Lo scrive Paolo Condò che su Repubblica rievoca i possibili scenari di questa situazione e ricorda cosa è accaduto in altri sport tra cui il pugilato che
con la proliferazione delle sigle nel pugilato, si è condannato all’oblio.
Evitando magari slogan populisti come “il calcio non è in vendita”, perché al contrario non c’è nulla che sia stato venduto di più negli ultimi 30 anni — ed è una cosa positiva, perché al netto di alcune fisiologiche storture il football ha funzionato alla grande — la posizione di Ceferin resta salda. Il che potrebbe indurlo a trattare, come succede ininterrottamente da 30 anni, da quando la Coppa dei Campioni diventò Champions League, via via allargandosi. L’auspicio è che non si arrivi mai a uno scisma, perché il senso ultimo della competizione sportiva — ciò che la rende spettacolare, e in qualche modo etica — è il confronto tra i migliori. Immaginare una Superlega che si conclude con Real Madrid-Milan e il giorno dopo una finale Champions tra Manchester City e Bayern sarebbe una gran tristezza.
Superlega, Reichart sbugiarda i club: «Alcuni dicono no, poi mi telefonano e dicono di esserci»
Il ceo della A22, che ha in mano il progetto della Superlega, è stato intervistato da Cadena Cope, e ha parlato dell’adesione dei vari club al progetto.
Le parole di Reichart riportate da TuttoSport:
«Alcuni dei club che oggi dicono ‘no’ mi hanno chiamato per spiegarsi: ‘Diciamo no, però siamo qui‘»
«Il calcio di oggi non è né innamorato né leale fino in fondo al monopolio. Oggi molti club hanno fatto dichiarazioni in cui continuiamo a vedere il braccio lungo di un monopolio che dura da 70 anni. Dubitiamo che la Uefa faccia pressione sui club? Date loro tempo e lasciateci convincere i club. Lo faremo, convinceremo i migliori club d’Europa».
«Oggi ho parlato con molti club, ma non abbiamo cercato di negoziare per concludere accordi. Inizia un’altra era di dialogo e a un certo punto comunicheremo i club che costituiranno la Superlega. Non faremo forzature per costringere i club a dire oggi ‘io sono qui’. Non siamo qui per creare muri. Questo è per unire, non per dividere».