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Il calcio stia attento a non fare la fine del pugilato, con una finale Superlega e una Champions (Condò)

Su Repubblica: meglio evitare slogan populisti come “il calcio non è in vendita”. Con la proliferazione di sigle, la boxe si condannò all’oblio

Il calcio stia attento a non fare la fine del pugilato, con una finale Superlega e una Champions (Condò)
Challenger Mike Tyson (R) looks down at his opponent, champion Trevor Berbick as referee Mills Lane (C) begins the count, after knocking him to the canvass in this 22 November, 1986 file photo during their WBC Heavyweight title bout in Las Vegas AFP PHOTO/FILES (Photo by AFP FILES / AFP)

Il calcio eviti di avere una finale Superlega e una Champions, sarebbe molto triste. Lo scrive Paolo Condò che su Repubblica rievoca i possibili scenari di questa situazione e ricorda cosa è accaduto in altri sport tra cui il pugilato che

con la proliferazione delle sigle nel pugilato, si è condannato all’oblio.

Evitando magari slogan populisti come “il calcio non è in vendita”, perché al contrario non c’è nulla che sia stato venduto di più negli ultimi 30 anni — ed è una cosa positiva, perché al netto di alcune fisiologiche storture il football ha funzionato alla grande — la posizione di Ceferin resta salda. Il che potrebbe indurlo a trattare, come succede ininterrottamente da 30 anni, da quando la Coppa dei Campioni diventò Champions League, via via allargandosi. L’auspicio è che non si arrivi mai a uno scisma, perché il senso ultimo della competizione sportiva — ciò che la rende spettacolare, e in qualche modo etica — è il confronto tra i migliori. Immaginare una Superlega che si conclude con Real Madrid-Milan e il giorno dopo una finale Champions tra Manchester City e Bayern sarebbe una gran tristezza.

Superlega, Reichart sbugiarda i club: «Alcuni dicono no, poi mi telefonano e dicono di esserci»

Il ceo della A22, che ha in mano il progetto della Superlega, è stato intervistato da Cadena Cope, e ha parlato dell’adesione dei vari club al progetto.

Le parole di Reichart riportate da TuttoSport:

«Alcuni dei club che oggi dicono ‘no’ mi hanno chiamato per spiegarsi: ‘Diciamo no, però siamo qui‘»

«Il calcio di oggi non è né innamorato né leale fino in fondo al monopolio. Oggi molti club hanno fatto dichiarazioni in cui continuiamo a vedere il braccio lungo di un monopolio che dura da 70 anni. Dubitiamo che la Uefa faccia pressione sui club? Date loro tempo e lasciateci convincere i club. Lo faremo, convinceremo i migliori club d’Europa».

«Oggi ho parlato con molti club, ma non abbiamo cercato di negoziare per concludere accordi. Inizia un’altra era di dialogo e a un certo punto comunicheremo i club che costituiranno la Superlega. Non faremo forzature per costringere i club a dire oggi ‘io sono qui’. Non siamo qui per creare muri. Questo è per unire, non per dividere».

 

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