Il dissidio shakespeariano degli ultras dell’Inter: «Contestiamo in campionato e tifiamo in Champions?»

Il meraviglioso comunicato della Curva Nord: "Non è stato facile dare fiducia incondizionata, ma col senno di poi la decisione di stare vicini alla squadra si è rivelata corretta"

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Db 25/09/2018 - campionato di calcio serie A / Inter-Fiorentina / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: tifosi Inter curva Nord ultras

Tifare o protestare, questo è il problema esistenziale degli ultras dell’Inter. Non sanno come farsi notare: da un lato vorrebbero contestare la squadra perché in campionato va un po’ così, dall’altro però sono quasi in semifinale di Champions… e come si fa? La cosa bella è che la Curva Nord ha scelto di comunicare questo dissidio interiore a mezzo comunicato, come usa da un po’. Producendo una nota che trasuda vero disagio.

Contro ogni pronostico l’Inter vince e convince a Lisbona (Non leggevamo un “vince e convince” dalle pagine delle serie minori locali degli anni 80… ndr). Ci troviamo ora in una situazione alquanto ambigua… siamo quinti in campionato e arrabbiati perché questa posizione non è consona alla rosa che abbiamo. D’altro canto siamo in semifinale di Coppa Italia con una partita di ritorno alla portata da giocare in casa e incredibilmente ci troviamo nelle prime otto d’Europa con un risultato nella gara d’andata che ci fa più che ben sperare. L’andamento altalenante tra coppa e campionato è la dimostrazione che con il giusto approccio e con la giusta mentalità l’Inter avrebbe potuto ambire a tutt’altro scenario in Serie A”.

Incazzati e felici, non sanno dove sbattere la testa.

“Arriviamo quindi a fare un attimo l’analisi della situazione e a spiegare alcune decisioni della Curva Nord… la Curva Nord è ben consapevole dei mezzi di questa squadra e ha sempre voluto aspettare a tirare conclusioni affrettate visto che nonostante il campionato stesse scivolando via le altre competizioni ci davano la possibilità di dimostrare il nostro valore e proseguire il cammino. Non è stato facile dare fiducia incondizionata in certi momenti, ma era necessario per dare serenità all’ambiente visto i palcoscenici che ci vedevano prorogasti. Col senno di poi la decisione di stare vicino a mister e squadra si è rivelata corretta, ovviamente non abbiamo nessuna garanzia il futuro potrebbe regalare trofei come potrebbe risolversi con in mano un pugno di mosche…”.

Cioé: gli ultras, quelli della “coerenza e mentalità”, che nella vita fanno questo di mestiere, quelli di “conta solo la maglia”, mettono nero su bianco il loro sacrificio nel dare “fiducia incondizionata alla squadra”. E che visto che sono quasi in semi di Champions, allora “col senno di poi la decisione di stare vicino a mister e squadra si è rivelata corretta“.

Ma vedi, cose di pazzi. Hanno rischiato, i tifosi dell’Inter: hanno tifato invece di contestare, e tutto sommato gli è andata bene. Per cui, da oggi, cari signori, “i giudizi e le critiche in questo momento della stagione lasciano il tempo che trovano, la squadra ha bisogno di ogni singola persona che tifa inter, dal tifoso da salotto all’ultras convinto…”.

Applausi.

 

 

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