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È tossica la narrazione Messi versus Maradona

POSTA NAPOLISTA – Elencare i successi di Messi sarebbe stucchevole, non capisco perché anche voi del Napolista alimentate questo dibattito

È tossica la narrazione Messi versus Maradona
Argentina's forward #10 Lionel Messi sits on the ground during the Qatar 2022 World Cup Group C football match between Argentina and Saudi Arabia at the Lusail Stadium in Lusail, north of Doha on November 22, 2022. (Photo by Odd ANDERSEN / AFP)

Caro Napolista,

Premetto: la mia è una riflessione che nasce alla luce di una forte stima per il vostro giornale che, pur non essendo io di fede azzurra, non esito a spulciare e leggere in quanto ritrovo quasi sempre spirito critico e di analisi e sagacia non assolutamente banali.

Ieri, però, imbattutomi nel titolo dell’articolo su Arabia Saudita-Argentina, devo dire che sono rimasto un po’ deluso dal riferimento, inserito tra parentesi, al paragone tra Maradona e Messi.

E sono rimasto deluso per un motivo semplice: non capisco perché, nel 2022, si debba continuare ad alimentare una narrazione tossica, oltre che anacronistica, fatta di fazioni apparentemente antitetiche, di barricate contrapposte o di partiti inconciliabili. Vale per Messi-Ronaldo, “Giochisti”- “Risultatisti”, Messi – Maradona, eccetera eccetera eccetera.

Sono anni che ci penso, rimugino e proprio non arrivo a capire: perché svilire così il dibattito e lo spirito critico? Non posso pensare che il miglior allenatore del mondo sia Guardiola e che contemporaneamente il mio preferito sia Allegri senza che un esponente di uno o l’altro partito venga ad imputarmi qualcosa?

Ebbene, venendo al tema dell’articolo, scegliere un titolo del genere a mio avviso non fa altro che andare esattamente nella direzione tossica di cui prima. Elencare i successi di Messi sarebbe stucchevole, ed infondo non centrerebbe il punto visto che il mio, più che un discorso di merito, è un discorso che attiene palesemente al metodo. E allora mi domando: è mai possibile che anche i più attenti cultori ed analisti dello sport nazional-popolare per antonomasia non riescano una volta per tutte ad uscire da questo modo “stonato” di vivere ed intendere lo sport tutto?

Con immutata stima,
Luca Zaffiro

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