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Gulacsi il portiere dell’Ungheria che non è in linea col pensiero di Orban

Si è esposto in favore della comunità Lgbt e per questo è stato molto criticato in Ungheria. Ieri ha detto: «Sul tema sapete come la penso»

Gulacsi il portiere dell’Ungheria che non è in linea col pensiero di Orban

«Tutti sanno come la penso e cosa succede nel mondo». Sono le parole di Peter Gulacsi, 31 anni, portiere della Nazionale ungherese di calcio alla vigilia di Germania-Ungheria e in pieno caso politico per il no della Uefa all’Allianz Arena colorata arcobaleno. Notoriamente non in linea col pensiero del governo Orban sugli omosessuali. Lo disse e chiaro e tondo con un post sui social in compagnia della moglie in cui si disegnarono sulle mani il simbolo della comunità Lgbt ungherese: “Ciascuno ha diritto all’uguaglianza”. Post che provocarono anche molte critiche. È un caso pressoché isolato nel mondo sportivo ungherese. Rari i casi di sostegno. L’ex calciatore Janos Hrut­ka che, come scrisse L’Equipe, un mese dopo fu licenziato dalla Spiler TV. E la calciatrice Zsanett Jakabfi centrocampista del Wolfsburg e della nazionale ungherese, che sui social pubblicò la stessa foto.

Gulacsi scrisse che ogni bambino ha il diritto di crescere in una famiglia felice, indipendentemente dal sesso, dal colore o dalla religione. Annunciò il sostegno alla campagna “Family is family” che si batte per  i l’accettazione dei matrimoni omosessuali e dei diritti della comunità LGBTI+ (lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali) in Ungheria.

Ha giocato all’estero, in Inghilterra, Austria e ora in Germania dal 2015, al Lipsia. Disse:

Più tempo una persona trascorre all’estero o con persone diverse, più si rende conto che l’amore, l’accettazione e la tolleranza per gli altri sono i più importanti.

È il motivo per cui non ha mai esitato a difendere apertamente una causa per lui giusta. Quando l’Ungheria ha approvato la riforma che impedisce alle coppie dello stesso sesso di adottare, Gulacsi ha attaccato le politiche di Orban.

 

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