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Mazzone: “Misi Pirlo davanti alla difesa, così è diventato il regista più forte del mondo”

A Repubblica il racconto di quando al Brescia cambiò posizione al nuovo allenatore della Juve: “Lo ascolteranno, farà bene”

Mazzone: “Misi Pirlo davanti alla difesa, così è diventato il regista più forte del mondo”
Foto LaPresse Torino/Archivio storico Archivio storico 17-11-1996 Roma Sport Nella foto Carlo Mazzone e Leonardo Menchini allenatore in secondo di cagliari Neg: 96291. Busta: N° 49 Photo LaPresse Turin/Archives historical 17-11-1996 Rome In the photo: Carlo Mazzone and Leonardo Menchini.

Pirlo, prima di Mazzone,

“era un trequartista come tanti, diventò il regista più forte del mondo”.

Non se ne prende i meriti Sor Carletto, ma quando a Brescia piazzò quel giovane talento davanti alla difesa

“gli spalancai un mondo nuovo. Era il suo ruolo, era lì che doveva giocare”.

L’ex allenatore di Catanzaro, Cagliari, Roma, Bologna eccetera, 797 partite ufficiali, lo racconta a Repubblica. Ora che Pirlo è il nuovo allenatore della Juventus Mazzone lo descrive facilmente come

un campione assoluto, uno che ha il calcio nel dna, sarebbe successo comunque. Era già allora uno che comandava il gioco, lo «vedeva» prima degli altri. Da giocatore ha accumulato tanta esperienza, gli servirà anche adesso che comincia questa nuova avventura».

Subito in panchina, senza aver mai allenato. Un rischio? Anche no.

«Andrea è un ragazzo perbene, sa essere credibile quando parla, alla Juve lo ascolteranno. Io credo farà bene. E poi da qualche parte bisogna cominciare, no?”.

Mazzone  è rimasto un mito per i tifosi ma anche per i suoi giocatori:

“Ho mantenuto un bel rapporto con tanti ragazzi che ho allenato. Baggio l’ho sentito pochi giorni fa per le condoglianze, è morto suo padre, poveretto, mi è dispiaciuto tanto. Guardiola si ricorda sempre di compleanni e ricorrenze, ci messaggiamo spesso, è molto affettuoso con me. Francesco Totti  è come un figlio, adesso si è messo a cercare talenti ma io gli ho detto scherzando: “guarda che uno forte com’eri tu in giro non lo trovi”. A molti di loro ho voluto bene e sapere che mi citano come un maestro mi fa felice”.

Mazzone conclude l’intervista scherzando sul suo eventuale “coccodrillo”.

“A mia moglie ogni tanto dico: Mannì, vedrai, quando succederà e me ne andrò mi ricorderanno tutti per quella corsa da matto che ho fatto verso la curva dei tifosi, vedrai che andrà a finire così, le televisioni faranno vedere quella corsa e quello sarà Mazzone”.

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