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La difesa di Bartomeu: «Il Barcellona non ha mai pagato nessuno per screditare propri tesserati»

Dichiarazione pubblica del presidente: «Rescinderemo il contratto con l’azienda responsabile di commenti negativi nei confronti dei nostri tesserati»

La difesa di Bartomeu: «Il Barcellona non ha mai pagato nessuno per screditare propri tesserati»

Giornata memorabile per il Barcellona. Il presidente Josep Maria Bartomeu è stato costretto a una dichiarazione pubblica per provare a tacitare lo scandalo lanciato da Cadena Ser secondo cui il club avrebbe pagato un’azienda per sc reditare sui social gli oppositori di Bartomeu compresi Piqué e Messi. Bartomeu ha preso la parola al Premio Internazionale di Giornalismo di Manuel Vázquez Montalbán, e lo ha fatto emulando Gianfranco Fini che ai tempi tenne una conferenza senza accettare domande.

«Il Barça non ha mai pagato un servizio per screditare qualcuno. Né un giocatore né un ex giocatore né un politico, un manager, presidente o ex presidente. È assolutamente falso. Ci difenderemo, se necessario, con tutti i mezzi e contro tutti coloro che ci muovono queste accuse. Ripeto, è falso che il club abbia assunto qualcuno per diffamare altre persone».

Bartomeu ha riconosciuto che la società I3 Ventures era stata assunta dal club per monitorare Internet e i social network.

«È vero che alla fine del 2017 il Barça ha acquisito servizi di monitoraggio per diverse aree del club sui social network, così come fanno in tanti in questo settore. Di fronte alla conferma che uno degli account collegati a una delle aziende fornitrici hanno espresso commenti inadeguati nei confronti dei nostri tesserati, questa mattina abbiamo dato istruzioni di recedere dal contratto con questa azienda».

Bartomeu ha voluto chiarire ulteriormente.

«Voglio chiarire una cosa. Alla domanda: se abbiamo commissionato il monitoraggio dei social media, la risposta è sì. E continueremo a farlo. È responsabilità del club sapere cosa sta succedendo e cosa si dice nel mondo del Barcellona. Alla domanda: se abbiamo commissionato di screditare persone o istituzioni attraverso i social network, la risposta è no e perseguiteremo tutti coloro che ci accusano di questo. Ancora una volta, ci difenderemo così come abbiamo fatto di recente, e con successo. Non è la prima volta che qualcuno diffama il Barcellona. Chi ci ha accusato di corruzione nell’affaire Paulinho, ha dovuto rettificare davanti ai tribunali e nel caso dello spionaggio ci hanno anche dato ragione».

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