Un Napolista al Camp Nou – Il San Paolo (seppur deserto) sa essere più incisivo

UN NAPOLISTA (e 11 amici) AL CAMP NOU – PARTE SECONDA: uno stadio freddino che non si scalda nemmeno al gol su rigore di Messi

Un Napolista al Camp Nou – Il San Paolo (seppur deserto) sa essere più incisivo

Il “fattore campo”

Lo chiamano “fattore campo”. Al Fantacalcio equivale a un +2 (punti) per la squadra di casa. Si presuppone, infatti, che giocare tra le mura amiche dia sempre e comunque un consistente vantaggio. Ma è sempre e dovunque così? E se non lo è, in che misura? E soprattutto perché?

Il caso specifico: Barcelona-Valladolid

Tra le cose che più ci hanno impressionato, nel corso della nostra “esperienza blaugrana”, c’è infatti il comportamento del pubblico di casa, sempre estremamente composto. Attenzione, non stiamo dicendo che avremmo voluto vedere ultras con le mazze o esagitati, ma un po’ di calore e partecipazione in più. Pur comprendendo che l’assistere a un’unica gara del Barcelona non può consentirci di tracciare giudizi definitivi, sentiamo la necessità di raccontarvi “freddamente” quello che abbiamo visto e provato al Camp Nou nel corso della sfida col Valladolid, sabato 16 febbraio 2019.

Un Napolista al Camp Nou

Una gara “tiepida”, come gli hot dogs

Veniamo al racconto della nostra serata, partita non benissimo a causa di alcuni hot dog piuttosto freddini che abbiamo comprato in fretta e furia prima di andarci a sedere al nostro posto. Freddini come gli spettatori del Camp Nou.

È stato evidente sin dai primissimi minuti quello a cui stavamo assistendo: uno stadio che, abituato ai migliori calciatori di sempre e a tifare per una squadra bella e vincente, non si emoziona più di tanto per una gara, peraltro giocata in modo non memorabile, col Valladolid. Niente di strano, direte. Se allo stadio non ci fossero state oltre 67.000 persone, forse, potremmo anche comprenderlo. Ma invece lo stadio più grande (e a volte silenzioso?) d’Europa poteva contare su una nutrita folla di “aficionados”, più che di “fanaticos”. Sono questi, infatti, i due termini che più si usano in spagnolo per definire i tifosi di una squadra.

La spinta (inesistente) alla squadra e la pressione (inesistente) sugli avversari

Quella allenata da Valverde, sabato sera, non ha potuto godere della spinta incondizionata del suo stadio. Persino la reazione all’unico gol della partita è stata tiepida: quella venuta dopo il rigore segnato da Messi (come potrete vedere voi stessi dal video che segue).

E la pressione sugli avversari? Anche quella, ovviamente, inesistente. Il Valladolid sembrava più galvanizzato dalla possibilità di esibirsi nella “silente Scala del calcio spagnolo” che preoccupato o teso. La ragione? Sempre la stessa. Il pubblico di casa, a differenza da quello che accade a Napoli anche in gare non di cartello e con lo stadio semivuoto, non ha fatto pesare la sua presenza. Se non quando qualche decisione dell’arbitro non lo convinceva o qualche calciatore del Barcelona veniva sfiorato da un avversario.

Atto di lesa maestà.

Ma di questo parleremo nella “parte terza” del nostro reportage “Un Napolista al Camp Nou”. Il tema principale, infatti, sarà quello della sudditanza psicologica degli arbitri nei confronti del Barcelona. Titolo? “Altro che Juve, guai a sfiorare un blaugrana: è rigore”.

 

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