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Il Montevetrano e Ancelotti: due fuoriclasse internazionali

Le “carriere” in parallelo dell’intuizione di Silvia Imparato e del giocatore e dell’allenatore che ha vinto tutto. Due eccellenze per Napoli e la Campania

Il Montevetrano e Ancelotti: due fuoriclasse internazionali

Agli inizi degli anni Novanta

Agli inizi degli anni ’90 Montevetrano era un luogo preciso ma fuori da ogni schema conosciuto del mondo del vino sino ad allora. Il Montevetrano era solo un’idea, il sogno di Silvia Imparato, il luogo dove fermarsi per ripartire con una sfida chissà se vincente, il desiderio di sperimentare, provare a fare, tentare nel riuscire a dare alla passione condivisa per il vino una forma e una sostanza quanto più simile ai riferimenti mitici del momento, i vini bordolesi.

Appena qualche anno prima, nei dintorni del Castello di Montevetrano, a San Cipriano Picentino nelle Colline Salernitane, in una vigna di appena due ettari di proprietà della famiglia Imparato sin dal 1940, dove si produceva frutta, nocciole, vino e olio per uso familiare, si erano reinnestate marze di aglianico di Taurasi, cabernet sauvignon e merlot sui ceppi vetusti di barbera, piedirosso e uva di Troia. Il 1993 è l’anno delle primissime bottiglie di questo straordinario rosso, davvero pochissime e destinate solo agli amici più stretti, bottiglie di cabernet al 70% ed aglianico al 30%. Così tutto ebbe inizio.

I Mondiali per Ancelotti

Erano quelli gli anni durante i quali, in un’altra parte dello stivale, Carlo Ancelotti salutava la sua straordinaria carriera da calciatore, con il terzo posto al mondiale del 1990 conquistato a Bari dopo la nuttata in bianco passata a Napoli, senza giocare, nella semifinale con l’Argentina di Maradona: a pensarci bene proprio all’ombra del Vesuvio Carletto subisce uno smacco incredibile per uno che veniva da una serie di successi straordinari sino ad allora, tra Scudetti e decine di Coppe vinte tra Roma e Milan. Così è la vita!

Si lasciava quindi alle spalle un mondiale giocato in campo, ne avrebbe cominciato subito uno in panchina da vice del CT Sacchi in quello di USA ’94. Si mette poi in proprio ripartendo dalla sua Parma, poi va alla Juventus, quindi al Milan per otto lunghe stagioni. Con la squadra rossonera ha vinto praticamente tutto: uno Scudetto, una Coppa Italia, una Supercoppa italiana, due Champions League, due Supercoppe europee e un Mondiale per club. Esaggerat!

Montevetrano è un vino che in pochi anni conquista tutti, appassionati, critici, esperti, mettendo in bacheca anno dopo anno decine e decine di riconoscimenti nazionali ed internazionali: TreBicchieri, Medaglie d’Oro, International Wine Awards e medie punteggi mai raggiunte prima di allora da vini campani, qualcosa che ha dell’eccezionale, portando alla ribalta un territorio sino ad allora misconosciuto, giocandosela spesso alla pari con altri grandissimi vini italiani dal taglio internazionale, come il Sassicaia, e molti cosiddetti SuperTuscan prodotti a Bolgheri o in altre aree storiche toscane.

Insomma, Silvia Imparato ha contribuito a dare a questa zona viticola campana sopravvissuta a vini modesti e venduti alla buona sul mercato locale la massima espressione territoriale che un vino possa rappresentare, con l’assemblaggio definitivo di Cabernet Sauvignon con una percentuale più bassa di Aglianico e l’introduzione del Merlot ne ha fatto un grande vino godibile senza fargli mancare personalità e carattere da smussare e maturare con attenta evoluzione in bottiglia.

Chiusa l’esperienza milanista tra il 2009 e il 2011 ‘’il nostro’’ è stato sulla panchina del Chelsea, anche qui vincendo subito la Premier e l’FA Cup. Poi si trasferisce a Parigi, nella stagione 2011-2012, subentrando sulla panchina del Paris Saint-Germain dove vince l’ennesimo titolo nazionale nel 2013. Alla fine di quella stagione va al Real Madrid dove vince la Coppa del Re e la Champions League, La Decima per i blancos. Non contento, approdato al Bayern Monaco nel 2016, vince la Bundesliga prima di salutare tutti e bye bye. Carlo Ancelotti è uno dei cinque allenatori al mondo ad aver vinto il massimo campionato in 4 paesi diversi (Premier League, Serie A, Bundesliga e Ligue 1) oltre a detenere con pochi altri il privilegio di aver vinto la Champions sia da calciatore che da allenatore, in quest’ultimo caso ben 3!

Ebbene, cosa ci faccia uno così a Napoli se lo sono domandati un po’ tutti quando il presidente Aurelio De Laurentiis ne annunciava l’accordo triennale, la scorsa estate. E a parte qualche tifosotto vedovo di Sarri che se lo sta ancora a domandare, non si sa per quale ragione, forse bisognerebbe ripartire proprio da qui per spegnere sul nascere ogni dubbio e perplessità sul futuro del Napoli, ma come al solito un concetto così banale a Napoli e per i napoletani pare diventare difficilissimo se non impossibile da comprendere, boh: c’è un fuoriclasse internazionale, proprio come il Montevetrano, che dopo quasi 25 anni di onorata carriera, come Silvia Imparato, sceglie questa terra e questi colori per ripartire, ecco, magari chissà, non per svernare e godersi la pensione ma per continuare a vincere ed affermarsi.

L’Arcante

 

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