Il giudice Sandulli: «Capisco Koulibaly, ma le regole sono regole»

Per il giudice della Corte federale d’Appello, «abbiamo comunque lanciato un segnale, le norme vanno modificate»

Il giudice Sandulli: «Capisco Koulibaly, ma le regole sono regole»

Il rispetto delle Regole

Va bene la solidarietà ma la legge è la legge, La loi, c’est la loi, recitavano Totò e Fernandel in un film del 1958 ed allora come oggi la solidarietà umana non può essere una giustificazione per violare la legge. Il messaggio è del giudice della Corte federale d’Appello, Piero Sandulli, all’indomani della sentenza sul caso Koulibaly e sulla decisione di confermare le due giornate di squalifica al difensore senegalese reo di aver perso la pazienza nei confronti dell’arbitro dopo aver subito 90′ di buu razzisti.

«Nel bilanciamento operato nella decisione di ieri, ha prevalso il rispetto delle regole. – ha detto il giudice Piero Sandulli a CalcioNapoli24 Live e a Radio CRC – La solidarietà umana, che noi abbiamo inteso mostrare al calciatore anche attraverso il colloquio con lui, è un valore da proteggere ma che non può sconfinare in comportamenti lesivi del corretto svolgimento di un evento. Se è concesso ad un calciatore un comportamento irrispettoso del direttore di gara, si legittimano anche episodi che possano sfociare nella violenza verso l’arbitro»

L’analisi del ricorso segnale che occorre cambiare

«Determinare le regole non spetta ai giudici. Abbiamo voluto dare comunque un segnale: di solito il ricorso contro una sola giornata di squalifica non viene neanche considerato ammissibile. Se non avessimo voluto focalizzare l’attenzione su un tema delicato, avremmo rigettato l’istanza. Invece abbiamo voluto comunicare l’esigenza che un cambiamento è necessario, ma non è nella fase di giudizio che questo deve avvenire. Non si giudica un uomo dal colore della pelle».

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