Delrio ascoltato in Procura sul Morandi: “Mai avuto segnalazioni dai tecnici”

Autostrade nega di aver denunciato i giornalisti: libertà di stampa pilastro fondamentale della democrazia

Delrio ascoltato in Procura sul Morandi: “Mai avuto segnalazioni dai tecnici”

Nessuna denuncia ai giornalisti. Solo una richiesta, alla Procura, di verificare la veridicità dei virgolettati degli interrogatori degli indagati pubblicati dai media. Lo scrive Autostrade in una nota pubblicata sul suo sito a proposito dell’esposto di cui abbiamo scritto ieri.

Libertà di stampa pilastro fondamentale

La società spiega di ritenere “la libertà di stampa un pilastro fondamentale della nostra democrazia” e che l’obiettivo dell’iniziativa è solo di tutelare i diritti degli indagati: “qualsiasi altra interpretazione è fuorviante e non rappresenta la volontà degli avvocati difensori degli indagati che hanno presentato l’esposto”.

La lettera del Mit ad Autostrade

In un’altra nota la concessionaria spiega di aver ricevuto una lettera dal Mit con la quale il Ministero le assegna un termine di 120 giorni “per fornire spiegazioni e approfondimenti ulteriori” sul Ponte Morandi, “nonché in ordine all’idoneità ed adeguatezza dei sistemi di valutazione e monitoraggio adottati, alle condizioni delle opere d’arte in concessione, anche in ragione della normativa tecnica applicabile, ed alle misure precauzionali adottate in relazione ai lavori in corso sul Ponte”.

Autostrade conferma la richiesta ricevuta dal Ministero circa “una propria valutazione” sulle possibili cause del crollo.

Delrio: “Mai avuto segnalazioni dai tecnici”

Ascoltato ieri in Procura, l’ex ministro Graziano Delrio ha dichiarato di non essere mai stato a conoscenza”dello stato di deterioramento del Ponte Morandi” e che nessuna delle relazioni tecniche ricevute conteneva informazioni che facessero pensare ad una situazione di rischio.

Eppure, scrive Il Fatto Quotidiano, nel 2015 e nel 2016 il senatore ligure Maurizio Rossi rivolse all’allora ministro Delrio due interrogazioni parlamentari in cui si parlava di “preoccupante cedimento dei giunti” del viadotto crollato che aveva reso necessaria “un’opera straordinaria di manutenzione senza la quale è concreto il rischio di una sua chiusura”.

In proposito Delrio dichiara: “Quelle interrogazioni non le conoscevo, non le ho viste prima del disastro. Ogni ministro riceve centinaia di interrogazioni e non c’è il tempo materiale per seguirle tutte. Anche se io sono stato uno dei ministri che ha risposto di più: il 40% delle interrogazioni”.

Organici carenti, ma abbiamo sbloccato le assunzioni

Delrio si è espresso anche sulle dichiarazioni rilasciate da Antonio Di Pietro: “Secondo Di Pietro esistono responsabilità politiche? Non so esattamente a cosa si riferisse nel dettaglio, occorrerebbe chiederlo a lui”, scrive Il Secolo XIX.

Le domande degli inquirenti, coordinati dai pubblici ministeri Walter Cotugno e Massimo Terrile, si sono concentrate sul rapporto fra la vigilanza del Mit e la concessionaria della rete: “Di sicuro gli organici della vigilanza, come di ogni altro ufficio ministeriale, sono da anni in forte carenza – ha dichiarato Delrio – Non è un mistero e infatti è stato oggetto di un intervento nel corso del mio mandato: abbiamo sbloccato 300 assunzioni nella pubblica amministrazione, 130 delle quali sono già state fatte,mentre le altre devono ancora essere realizzate”.

Gli autotrasportatori si costituiscono parte offesa nel processo

Cna Fita, associazione di categoria che rappresenta gli autotrasportatori, chiederà di essere riconosciuta parte offesa, o comunque vittima, quale ente di rappresentanza collettivo.

Il Secolo XIX riporta il testo di una nota diffusa ieri pomeriggio: “I fatti che progressivamente emergono dalle indagini condotte dalla Procura – vi si legge – stanno evidenziando gravi responsabilità dei soggetti che avrebbero dovuto vigilare e garantire la sicurezza dell’opera e la qualità e l’economicità dei servizi. A pagarne le conseguenze sono le imprese di trasporto su strada di persone e merci, e i loro dipendenti. Nonostante debbano versare ingenti somme per fruire dei servizi autostradali a concessionari che agiscono in regime di monopolio incontrollato”.

L’associazione è rappresentata dall’avvocato Carlo Golda.

FOTO REPUBBLICA GENOVA

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