Ancelotti, dovevi fermare la partita. Ora ferma gli alibi morali

A Milano ci sono stati gli insulti e non sei intervenuto. I nostri hanno perso la testa e sono ripresi i revisionismi. Dai tu l’ordine, come per la punizione di Milik

Ancelotti, dovevi fermare la partita. Ora ferma gli alibi morali

È una lunga battaglia

Caro Mr Carlo,

ti parlo da umile tuo scudiero. Come sai, gli scudieri servono in battaglia. E questa è una lunga battaglia che, come in ogni occasione che si rispetti, ha le sue regole. La prima è riconoscere e rispettare il kairos, come dicevano i greci: il tempo giusto nel quale accade ciò che conta. Nella vita è un attimo, o lo si coglie o svanisce e non esiste più prima o dopo, tutto fluisce indistinto. Hai iniziato una lotta audace contro la maleducazione nello sport italiano, questo sfogatoio nazionale per frustrati perenni. Hai annunciato che avresti chiesto di fermare una partita se fossero piovuti insulti inaccettabili. A Milano ci sono stati, ma nessuno è intervenuto, né l’arbitro né tu. Sai meglio di me cosa accade dopo – il kairos si scioglie nel nulla, i nostri perdono la testa e due, scioccamente, finiscono fuori. Ti ho visto gonfiare la vena. Allora iniziano gli alibi morali, le revisioni storiche, nuovi sfogatoi ammorbanti. Si dimentica che siamo stati molli, che a Milano si può perdere, che può girare anche male, a volte. E vince la battaglia chi ha invocato addirittura l’eleganza nel mondo del calcio, dopo aver fatto orecchie da mercante.

La chiamata è la tua, come per la punizione di Milik

Allora, Mr Carlo, da scudiero ti dico che noi siamo pronti. Ma il cenno devi darlo tu. Noi ti seguiremo. Ma la chiamata è tua. Come per la punizione di Milik. Se ci credi e ritieni questa una battaglia di civiltà, sostienila senza timori. Oppure lasciala nel dimenticatoio. Perché ora toccherà rieducarne mille facendo loro capire che non abbiamo perso per gli insulti ma perché eravamo sul filo e sul filo, a volte, si capitola.

Sei un leader calmo perché non sei un tiepido e l’Apocalisse recita “Oh, fossi tu freddo o caldo! Così, perché sei tiepido e non sei né freddo né caldo, io sto per vomitarti dalla mia bocca”.

Sii freddo o sii caldo. Noi ti seguiremo. Ma usciamo dal guado nel quale non siamo niente. Tu lo sai bene. Un cenno, leader calmo. Fallo. E seguiremo.

ilnapolista © riproduzione riservata