Che cosa prevede il decreto Genova

I soldi, le nomine, la demolizione, la ricostruzione, il ruolo di Autostrade, il dissequestro delle aree. La replica di Autostrade su Monteforte Irpino

Che cosa prevede il decreto Genova

A tre mesi dal crollo del ponte Morandi, Genova ha il suo decreto dedicato. La notizia è, naturalmente, su tutti i giornali (insieme al pugno alzato da Toninelli in segno di vittoria).

La conversione in legge del decreto

Alle 10.50 di ieri il Senato ha dato il via libera alla conversione in legge del testo: 167 voti favorevoli, 49 contrari e 53 astensioni. Mancano 10 voti tra i 5 Stelle, scrive Il Sole 24 Ore, ma Fdi di Giorgia Meloni si è schierato a favore e Forza Italia si è astenuta, “per segnare la sua opposizione e per segnalare che, sul decreto, restano molte perplessità” dichiara il presidente della Regione Giovanni Toti a Il Secolo XIX, aggiungendo anche che lui avrebbe votato a favore. Contrari gli esponenti del Pd, che in una nota giudicano il provvedimento “totalmente insufficiente e inadeguato” e “in ritardo, con i genovesi stanchi e alle prese con pesanti difficoltà”.

I numeri  

Il decreto Genova destina alla città (e a Bucci per la gestione) 900 milioni di euro, cui la legge finanziaria potrebbe aggiungerne altri 250. Non ci soffermiamo, per ovvi motivi di spazio, sui dati relativi alle singole voci, dalle imprese al trasporto pubblico al porto.

La squadra di Bucci  

Con il decreto, il sindaco Bucci vede finalmente operativi tutti i suoi poteri da commissario. Già ieri sera ha pubblicato i suoi primi cinque decreti, come scrive Il Secolo XIX.

Innanzitutto ha nominato la sua squadra: i due sub commissari che lo affiancheranno sono Piero Floreani, magistrato della Corte dei conti, e Ugo Ballerini, a lungo direttore generale di Filse, la finanziaria della Regione.

La Repubblica Genova si sofferma lungamente sui compiti attribuiti ad entrambi e sulle loro figure.

Floreani, attualmente consigliere della Seconda sezione giurisdizionale centrale di appello a Roma, è stato in precedenza procuratore regionale del Piemonte e ancora prima viceprocuratore della Corte in Liguria. A lui sono affidate “le deleghe inerenti l’attività di indirizzo e coordinamento per tutte le questioni di carattere giuridico ed amministrativo, della gestione della contabilità speciale ed amministrazione delle risorse finanziarie, della gestione delle procedure di acquisizione delle aree e di liquidazione degli indennizzi”. Floreani, così come anche Ballerini, avrà anche “il potere di sottoscrizione dei relativi atti in nome e per conto del Commissario straordinario”.

A Ugo Ballerini viene invece affidata la “gestione del personale della struttura commissariale e le collaborazioni esterne “ e poi ancora “gestione del sito web, della comunicazione” degli adempimenti relativi “all’amministrazione trasparente, antiriciclaggio, sicurezza, privacy, anticorruzione”.

Per entrambi è stato deciso “di rinviare a successivi provvedimenti la determinazione del relativo compenso”.

In un altro provvedimento sono indicati gli altri componenti del team: dirigenti e funzionari selezionati tra gli enti pubblici e in particolare in Comune (guidati da un direttore generale, Roberto Tedeschi) e un pool di cinque esperti esterni. La squadra commissariale ha come quartier generale il Matitone.

Anche qui le notizie dell’edizione genovese di Repubblica sono molto precise. Tra i nomi ci sono: Maurizio Michelini presidente dell’Ordine degli Ingegneri; Giovan Battista Poggi funzionario di lungo corso dell’urbanistica e attuale program manager per l’emergenza Morandi; Roberto Tedeschi dirigente del  settore demanio di Tursi; Stefano Pinasco dirigente di Tursi per le opere idrauliche; l’ufficiale della Capitaneria Domenico Napoli responsabile della Sicurezza Portuale.

Gli altri componenti, alcuni dei quali esterni alla pubblica amministrazione sono: Cinzia Laura Vigneri e  Giovanni Librici (direttori amministrativi e finanziari), Paolo Arvigo, Sara De Mayda, Alessandra Figliomeni, Gianluca Roggerone, Chiara Tartaglia,  Katia Chiappori, Andrea De Napoli, Emanuela Marighella, Giuseppe Materese, Erika Falone, Luciano Grasso, Sergio Abbondanza, Ginevra Beverini, Simone Gimelli.

La demolizione del Morandi e la costruzione del nuovo ponte

In un altro documento sono fissate le modalità di affidamento dei lavori, sia per quanto riguarda la demolizione che la ricostruzione. In un altro ancora si richiedono le specifiche tecniche, che saranno vincolanti perla ricerca di mercato partita in queste ore.

Il ruolo di Autostrade

Per la nuova legge, sottolinea la Repubblica, Autostrade potrà occuparsi delle cosiddette “opere propedeutiche” (articolo 1), ovvero demolizione e comunque preparazione delle aree.

Aspi, secondo la legge, è tenuta a pagare tutte le opere e anche la ricostruzione, dalla quale ancora la legge invece la esclude. Se Aspi non pagherà, il commissario ha un tesoretto di 300 milioni (30 milioni per dieci anni) con cui finanziare comunque il ponte e poi rivalersi sulla concessionaria.

La ricostruzione

Per gli affidamenti sarà utilizzato l’articolo 32 della direttiva Ue sugli appalti 2014/24, cioè la procedura negoziata senza previa pubblicazione di bandi. In sostanza, sarà una gara a inviti.

Il commissario ha già inviato una serie di lettere di invito a imprese ritenute adatte a costruire il nuovo viadotto.

Tra queste ci sono i principali specialisti di ponti italiani e alcuni tra i più grandi gruppi attivi nelle costruzioni: tra i nomi spiccano Cimolai, Fagioli, Fincantieri, Leonardo, Siag (specializzata in opere di demolizione) e Salini Impregilo.

Il termine per inviare le proposte è il 26 novembre. Chi non è stato chiamato, potrà comunque fare un’offerta. Autostrade potrebbe inviare ugualmente una nuova proposta, visto che ne ha già fatta una.

Il dissequestro delle aree

Bucci ha dichiarato che procederà immediatamente a chiedere il dissequestro delle aree ancora vincolate dall’autorità giudiziaria, a cominciare dal moncone di Ponente, quello sospeso sopra le attività produttive (l’area confina con Ansaldo).

Una volta smontato il moncone di Ponente (le operazioni potrebbero iniziare, secondo Bucci, il 15 dicembre), le operazioni si sposteranno su quello di Levante, dove è necessario l’uso di cariche esplosive, mentre a Ponente si comincerà a costruire.

L’inizio della ricostruzione è ipotizzato per aprile 2019, la conclusione per il mese di dicembre. Il collaudo nei primi mesi del 2020.

Nascerà una zona nera che comprenderà i palazzi da abbattere (otto su undici), tra quelli evacuati tra via Porro e via Fillak. La zona nera sarà una nuova area di emergenza oltre la zona rossa, cui la legge Genova destina 45 milioni per indennizzare le imprese e le attività economiche. Nascerà anche una zona arancione che il commissario delimiterà nelle prossime ore. Per questa ha una dotazione di soli 10 milioni, giudicata dagli operatori troppo scarna per ristorare un’area vastissima.

I soldi per gli sfollati

Per gli sfollati, il commissario Bucci ha a disposizione 72 milioni e la cosa non soddisfa i diretti interessati.

Il Secolo XIX riporta lo scontento di Franco Ravera, coordinatore degli sfollati, che lamenta l’assenza delle indicazioni relative ai soldi necessari per l’emergenza. Il comma 2 dell’articolo 1 bis prevede 2.025 euro a metro quadro, più 45mila di indennità per l’esproprio, più 36mila per l’improvviso sgombero, “peccato – dichiara Ravera – che però al comma 5 si dica che a pagare deve essere Autostrade e che se non lo farà sarà il Commissario straordinario a indennizzarci, rivalendosi poi sulla società”.

Ravera è fiducioso che Autostrade paghi, ma nel caso non lo faccia? Il decreto prevede che il commissario attinga al fondo di garanzia: “30milioni l’anno. È sufficiente per indennizzare 260 famiglie cash? Perché se quei soldi ce li danno a rate, noi la casa come la compriamo, a fette?”.

Non solo. Ravera lamenta il fatto che il testo parli solo di proprietari ed affittuari e non degli inquilini: “Inviai al Parlamento un foglio word molto semplice, diciamo a prova di scemo come me. In uno schemino spiegavo che le categorie sono tre: proprietari residenti, proprietari non residenti, inquilini, e che a ognuna spettavano cifre differenti”.

Le azioni civili contro Autostrade

Centinaia di cause civili contro la concessionaria per i danni subiti in seguito al crollo. È Il Secolo XIX a paventarle. Di sicuro arriveranno da imprese e negozianti, ma forse anche da singoli cittadini.

Il motore della battaglia per il risarcimento è il comitato “zona arancione ponte Morandi”, che raccoglie le istanze di un’area larghissima che va dall’anello limitrofo alla zona rossa agli anelli più lontani, da tutta la Valpolcevera a Sampierdarena a Sestri Ponente.

Alle prese con lo studio di pratiche e modalità ci sono lo studio legale Mortara, civilista, e i penalisti Caruso e Delfino.

In casi del genere non è possibile fare una causa collettiva, per cui saranno tutte cause singole: “”L’idea – spiega a Il Secolo Massimiliano Braibanti, portavoce del comitato – è che chiunque possa dimostrare, carte alla mano, di aver subito un danno, abbia il diritto a chiedere un risarcimento”.

È vero, infatti, che ci sarà un riconoscimento attraverso il modulo AE della Camera di Commercio, che ha già quantificato in 422 milioni di euro la cifra complessiva, ma il modulo “contempla alcune voci e ne tralascia altre – spiega l’avvocato Andrea Mortara – chiede di indicare il calo di fatturato parametrato sullo stesso periodo di quest’anno e dell’anno scorso, prevedendo un indennizzo. Noi chiediamo invece un risarcimento, perché non si possono definire i danni calcolando solo una mera quantificazione del fatturato: un’azienda può aver perso clienti o aver dovuto licenziare dipendenti corrispondendo loro il Tfr, e questa onda lunga va tenuta in considerazione”.

Una strada non esclude l’altra, continua Mortara: “Si può chiedere l’indennizzo col modulo AE e farsi risarcire da Autostrade i restanti danni”.

Più complessa la partita che riguarda i privati. Ad esempio, dichiara Braibanti, “se marito e moglie avevano organizzato la gestione dei figli in base ai rispettivi orari di lavoro, con le ore di traffico che hanno intrappolato per ore la città potrebbero aver speso soldi in babysitter, ricevendo quindi un danno economico”. Allo stesso modo “pensiamo si possano rivolgere a noi coloro che risiedono al confine con la zona rossa ma sono rimasti esclusi dalla zona arancione individuata dalle istituzioni per il risarcimento in quanto “interferiti” dal cantiere del nuovo ponte”.

La precisazione di Autostrade

Autostrade risponde a Il Fatto Quotidiano che ieri si soffermava sulle barriere posizionate su 11 viadotti della A16. “Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici non ha escluso la possibilità di utilizzo del sistema di ancoraggio “a barre filettate” adottato dalla società per barriere new jersey in calcestruzzo bordoponte, come si riporta in alcuni articoli – si legge in una nota – Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, invece, ha semplicemente ritenuto che “non risulti sufficientemente documentata la sostanziale equivalenza di prestazioni tra il dispositivo modificato” e quello cosidetto Liebig utilizzato in precedenza, richiedendo approfondimenti riguardanti un presunto eccesso di rigidità nel caso di urto con autovettura.

La Direzione di Tronco di Cassino decise di modificare l’ancoraggio al cordolo della barriera, precedentemente collegata al fondo di una cavità che poteva determinare una concentrazione di sali antigelo potenzialmente molto aggressivi, con una soluzione “a filo” che impedisce ogni accumulo di sale a contatto con il bullone di ancoraggio: la cosiddetta “barra filettata”. Questa soluzione è stata adottata sulla base di pareri di autorevoli esperti della materia, che hanno verificato mediante approfondite prove numeriche e modellazioni l’equivalenza di questo tipo di soluzione al sistema Liebig. E contrariamente a quanto riportato in alcuni articoli, la resistenza di questa soluzione è stata verificata con prove di crash test.

L’assoluta correttezza e adeguatezza in termini di sicurezza della soluzione tecnica adottata è stata rappresentata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti fin dal 2016”.

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