Il Governo vuole prendersi la “cassaforte” del Coni

Il Sole 24Ore spiega l’articolo 48 della bozza di legge di bilancio: le gestione delle sovvenzioni alle federazioni passa dal Coni a una spa governativa.

Il Governo vuole prendersi la “cassaforte” del Coni

L’articolo del Sole 24Ore

«Sport e politica ai ferri corti. Come non mai». Scrive così, oggi, Marco Bellinazzo sul Sole 24Ore. L’articolo che racconta il nuovo strappo tra il Governo e il Coni si apre con una frase suggestiva, che però restituisce in pieno la situazione del rapporto tra le istituzioni politiche e sportive, che vivrà un importante e profondo mutamento. Alla base di tutto c’è l’articolo 48 della bozza di legge di bilancio, che modifica il modello amministrativo basato sul Coni. Leggiamo: «La “cassaforte” del Coni – circa 370 milioni annuali di contributi pubblici – sarà trasferita alla nuova “Sport e Salute”, costituenda Spa del ministero dell’Economia i cui vertici diventano di nomina governativa. Una novità che ha lasciato l’amaro in bocca al presidente del Coni, da poco eletto membro del Cio.

La reazione di Giovanni Malagò, presidente del Coni, non è stata ovviamente gioiosa: «La ragione di questo intervento? Penso che la risposta è di natura politica. Se lo sport italiano ne aveva bisogno? No, non lo penso proprio». Dal canto suo, il sottosegretario Giorgetti ha spiegato: «È una riforma, non una rivoluzione. È la democrazia della politica, non c’è alcuna volontà da parte della politica di mettere le mani su qualcosa, piuttosto di fare altre cose e meglio. ».

Come funziona il nuovo modello

Il pezzo sintetizza la nuova funzionalità del modello secondo Giorgetti: «Tutto si basa sul principio di autofinanziamento dello sport. Un concetto apprezzato comunque da Malagò. Dal 2019 il livello dei finanziamenti del Coni e della nuova Sport e Salute Spa sia parametrato «annualmente al 32 per cento delle entrate effettivamente incassate dal bilancio dello Stato, registrate nell’anno precedente, e comunque in misura non inferiore complessivamente a 410 milioni di euro annui, derivanti dal versamento delle imposte ai fini Ires, Iva , Irap e Irpef”, nell’ambito della gestione di impianti sportivi, palestre e dell’attività dei club sportivi».

La quantità di denaro: «Si parla di un gettito di circa 1,2 miliardi all’anno (di cui l’80% proveniente dal mondo del calcio). Di queste risorse almeno 370 milioni andranno alla Sport e Salute Spa, società del ministero dell’Economia (in cui confluirebbe l’attuale Coni servizi) i cui vertici, dal presidente ai componenti del cda, sono non più scelti dal Coni ma nominati dallo stesso ministero su designazione dell’Autorità di Governo competente in materia di sport. Peraltro gli incarichi di vertice del Coni e della Sport e salute spa vengono dichiarati “incompatibili”. La bozza di bilancio prevede che sia proprio Sport e Salute Spa a finanziare le Federazioni sportive nazionali, “in misura inizialmente non inferiore a 260 milioni di euro annui”, anziché il Coni».

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