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Genova: pagherà Autostrade la nuova via Porro?

Presentato il progetto, non si chi finanzierà. I periti svizzeri confermano il ritardo nelle analisi dei reperti: rischia di slittare il secondo incidente probatorio

Genova: pagherà Autostrade la nuova via Porro?
Il viadotto Morandi visto da via Porro

È certo: i periti dell’Empa di Dübendorf non potranno consegnare il 5 dicembre il risultato dell’analisi sui 17 reperti del Morandi. Il Secolo XIX scrive che l’annuncio è arrivato ieri al gip Angela Maria Nutini.

Rischia il secondo incidente probatorio

La perizia avviene in sede di incidente probatorio e il ritardo rischia di allungare i tempi dell’inchiesta e il via al secondo incidente probatorio, quello sulle cause del crollo. il 17 dicembre ci sarà comunque l’udienza che servirà a fare il punto sui tempi.

Ritrovate due bombole sotto le macerie

Le indagini, però, non si fermano. Nelle ultime ore sono state ritrovate, sotto le macerie, due bombole che potrebbero contenere una miscela gassosa a base di acetilene.

Nelle prime settimane di indagini il “caso bombole” era stato sollevato da un testimone che aveva riferito di aver avvistato “non meglio identificati depositi di bombole”, forse contenenti acetilene, sotto il Ponte Morandi. La Procura aveva disposto le ricerche per escludere l’ipotesi – ritenuta comunque remota – che potessero aver provocato un’esplosione capace di causare il crollo.

Bucci e i tempi della demolizione

Il commissario per la ricostruzione, Marco Bucci, non sembra preoccupato dal possibile slittamento dell’incidente probatorio: “Con la procura c’è un dialogo costante e collaborativo – Il Secolo XIX riporta le sue dichiarazioni – Noi non abbiamo ancora chiesto il dissequestro del manufatto ma lo faremo non appena avremo individuato l’azienda che si occuperà della demolizione e questa avrà preparato il progetto che manderemo alla procura e al gip”.

Secondo il sindaco, i tempi per l’accesso alle aree e l’inizio dei lavori non devono necessariamente coincidere con lo svolgimento dell’incidente probatorio: “Studieremo insieme alla procura il modo di avviare i cantieri senza intaccare le esigenze di indagine”.

Anche il capo della procura Francesco Cozzi ha ribadito che “incidenti probatori e progetto di demolizione seguono strade differenti”.

Il progetto della nuova via Porro fa sognare gli sfollati

Ieri mattina, nel teatro Albatros di Genova, è stato presentato agli sfollati coordinati da Franco Ravera il progetto della nuova via Porro. Gli architetti che se ne occupano sono Alessandro Cristilli, Enrico Fossa, Simone Paoletti e lo studio Barreca & La Varra di Milano.

Tante le domande al termine dell’incontro. Su tutte una: chi pagherà? Autostrade? Gli sfollati naturalmente chiedono garanzie sul punto.

Gli architetti hanno spiegato che la copertura è quella garantita dal decreto, ovvero 2025 euro a metro quadro riconosciuti come indennizzo: ognuno potrà decidere se utilizzare quella somma per acquistare una casa in maniera indipendente o invece prendere parte a questo progetto che, però, richiede un numero minimo di adesioni, almeno 120 famiglie.

Autostrade – scrive Il Secolo XIX – per ora ha dato disponibilità a prendere in considerazione una proposta concreta, “un programma che dovrà necessariamente prevedere anche il pagamento dell’affitto per gli sfollati fino al momento dell’entrata nella nuova casa”.

I tempi di costruzione del nuovo centro, infatti, che si svilupperà intorno alla villa storica Spinola Parodi, non saranno rapidissimi: almeno 2 o 3 anni.

“Se siamo in grado di formulare un progetto a breve, entro 15-20 giorni vorremmo fare il bilancio delle risposte che riceveremo da voi – hanno detto gli architetti agli sfollati – possiamo già chiedere di avere i soldi entro dicembre. Si tratterebbe di un accordo privato tra gli sfollati e la società che ha causato il danno, in questo caso i tempi di avvio dell’operazione sarebbero molto più rapidi”.

Il progetto

Il progetto, battezzato dagli architetti “Abitare Gaia” prevede di ricostituire la comunità degli sfollati “in un quartiere composto da due nuclei di abitazioni che sorgeranno sulla collina di Fegino, in una zona verde che verrà integrata con l’aggiunta di giardini, orti, boschi. Nelle aree comuni è prevista la costruzione di campi da tennis, una piscina, servizi di vario tipo, come un asilo, l’ufficio postale e poi negozi e varie attività commerciali, concentrate soprattutto nella parte bassa. In alto, invece, a dominare il territorio, ci saranno le case, tutte con vista sulla vallata”.

L’architetto Barreca descrive il progetto: “È un sistema urbano fatto di corti aperte studiate per creare occasioni di vita comune e organizzate su livelli diversi per valorizzare il paesaggio collinare. Ogni famiglia avrà un dieci per cento in più di metratura rispetto alla superficie della sua attuale casa e inoltre, trattandosi di abitazioni che rientrano nella classe energetica A+, otterranno un risparmio pari all’80-90%”.

Ogni casa sarà dotata di cantina, balcone, pari al 20% della superficie calpestabile e parcheggio. Le spese di amministrazione relative alle aree comuni saranno esclusivamente a carico delle attività commerciali che, inoltre, garantiranno alle famiglie degli sfollati un pacchetto di assunzioni privilegiate.

Foto da Il Secolo XIX

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