Fair Play Finanziario, il Milan e il Tas si aspettano una pena «proporzionata»

Nuovo “viaggio” del Milan a Nyon, la sentenza arriverà entro fine anno e farà giurisprudenza: probabile una multa e la limitazione della rosa in Europa.

Fair Play Finanziario, il Milan e il Tas si aspettano una pena «proporzionata»
Il presidente del Milan Paolo Scaroni

Scrivono Gazzetta e Corsera

QUalcosa è cambiato rispetto all’ultima spedizione del 19 giugno, per esempio la proprietà. Dai cinesi ad Elliott, fa tutta la differenza del mondo. Ma il Milan continua a non trovare una propria stabilità economica. E oggi torna di nuovo all’Uefa, per capire quale sarà il suo destino in relazione al Fair Play Finanziario. La Gazzetta dello Sport spiega che la sentenza dei rossoneri sarà importante, farà giurisprudenza: «Al tempo del FPF non era mai successo che un club fosse punito dalla camera giudicante con l’esclusione dalle coppe internazionali e successivamente riammesso in Europa dal Tas».

Il club rossonero si aspetta una «pena proporzionata». Anzi, questa è una direttiva che giunge direttamente da Losanna, dal Tas. Quindi, una multa per le violazioni del periodo 2014-2017, l’ultimo segmento della proprietà Fininvest, sarebbe accettata. In caso contrario, scrive sempre la Gazzetta, il club rossonero «sarebbe pronto a ricorrere una seconda volta. Con la possibilità che il Tas si confermi al fianco dei rossoneri: vorrebbe dire screditare l’applicazione delle regole che la stessa Uefa ha imposto. Uno scenario ipotetico. Intanto, allegata alla multa la società si aspetta una seconda penalità, legata al numero di giocatori da inserire nelle liste per l’Europa».

La sentenza a dicembre

Il limite per capire quale sarà il destino del Milan è stato posto a fine anno. Possibile che la vicenda venga chiusa con un’ammenda, ma anche che vengano fissati dei parametri da rispettare per il futuro dei conti. «Mi auguro che la Uefa possa esprimersi in tempi brevi», queste le parole del presidente rossonero Paolo Scaroni raccolte dal Corriere della Sera. Insieme a lui, a Nyon c’era anche Gordon Singer, numero due del fondo Elliott. «In passato – scrive il quotidiano milanese – l’ex proprietario Yonghong Li non si era mai presentato alle udienze, e anche questo non aveva aiutato. Ma naturalmente la solidità di Elliott è già di per sé un elemento che induce l’Uefa a un diverso atteggiamento. Elliott ha potuto quindi ribadire il proprio impegno nel Milan nel medio termine (3-5 anni) e ha illustrato il proprio business plan, spiegando come intende rispettare le regole del pareggio di bilancio (sono consentiti 30 milioni di perdita nel triennio)».

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