Il Sole 24 Ore: «Solo la cosmesi contabile permette alla Roma di iscriversi al campionato»

«Tifosi e azionisti della Roma (e non solo) potrebbero chiedersi come può essere iscritta al campionato una società che ha un patrimonio netto negativo».

Il Sole 24 Ore: «Solo la cosmesi contabile permette alla Roma di iscriversi al campionato»

Il bilancio 2017/2018

Una fotonotizia in prima pagina, insomma una roba grossa. La Roma è in difficoltà economica, e il grande percorso nella Champions 2017/2018 non ha aiutato. In realtà abbiamo già scritto del bilancio giallorosso (qui) e di una condizione finanziaria complicata da anni (qui), ma l’impatto di un pezzo del Sole, tra l’altro sparato in apertura del giornale in edicola questa mattina, è decisamente maggiore. Anche perché alcune frasi sono davvero eloquenti.

Iniziamo a leggere: «Meno perdite, ma più debiti. I conti della Roma  sono rimasti in rosso (con una perdita netta consolidata di 25,5 milioni di euro, diminuita rispetto ai 42,3 milioni della stagione precedente), ma nel primo bilancio dopo l’abbandono al calcio di Francesco Totti alcune criticità strutturali si sono accentuate».

Come nasce il deficit

«A livello consolidato, i debiti finanziari netti hanno continuato a salire, da 192,5 a 218,8 milioni. I debiti hanno quasi raggiunto il fatturato, nonostante questo sia aumentato di 75 milioni, toccando il record nella storia giallorossa, a quota 250,87 milioni (escluse le plusvalenze, conteggiate a parte). L’altro fattore di debolezza nel progetto di bilancio al 30 giugno 2018, approvato dal consiglio di amministrazione, è il patrimonio netto consolidato, rimasto negativo e peggiorato, da -88,9 milioni del giugno 2017 a -105,4 milioni a giugno scorso. Questo vuol dire che il gruppo As Roma ha perso tutto il capitale, quest’indicatore è sottozero di 105 milioni».

La condizione economica della Roma è davvero particolare, anzi sfiora il “drammatico”. Lo spiega il Sole: «Con la perdita dell’ultima stagione, le perdite accumulate dal gruppo As Roma negli ultimi tre bilanci salgono a 82,1 milioni. Il deficit era stato messo in conto dalla società, negli ultimi tre anni il club ha contabilizzato 225 milioni di plusvalenze nette. Tuttavia c’è uno squilibrio patrimoniale e finanziario. I debiti finanziari netti derivano in larga parte dal finanziamento con l’operazione Goldman Sachs-UniCredit del 12 febbraio 2015. Il patrimonio netto consolidato è negativo malgrado in giugno si sia conclusa la ricapitalizzazione per 100 milioni. La Roma ha raccolto meno dei 115 milioni richiesti ai soci. Pertanto il denaro fresco entrato nelle casse della società nell’ultimo esercizio è di soli 9,5 milioni».

La cosmesi finanziaria

Una situazione che ha del paradossale, ma che comunque ha un suo fondamento giuridico: «Tifosi e azionisti della Roma (e non solo) potrebbero chiedersi come può essere iscritta al campionato una società che ha un patrimonio netto negativo. La ragione è che la Figc non considera il bilancio consolidato, che dà la rappresentazione più completa dei conti, ma il bilancio di esercizio della sola Spa capogruppo. Poiché anni addietro la Roma ha fatto operazioni di scorporo del marchio e del ramo d’azienda commerciale, conferendoli a due nuove società controllate, ha iscritto nei conti plusvalenze derivanti da operazioni infragruppo, come se avesse fatto una rivalutazione dei propri cespiti. Nel bilancio consolidato le plusvalenze infragruppo vengono annullate. Invece nel bilancio “separato” della capogruppo questi proventi vengono contabilizzati, secondo il codice civile. E appare, come per magia, un patrimonio netto positivo per 30,9 milioni».

Il Sole chiude l’articolo spiegando che questo tipo di trucco tiene in vita non solo la Roma, ma anche altri club di prima fascia. Leggiamo: «È un’operazione di cosmesi contabile. Però la Figc accetta questo tipo di soluzione e consente l’iscrizione al campionato. Lo stesso è stato fatto dalla Figc per altre squadre in una situazione simile, Inter e Milan, almeno fino all’anno scorso».

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