Genova: il supermanager di Autostrade fa scena muta davanti ai pm

Anche lui si avvale della facoltà di non rispondere. Bucci accelera per far pagare Autostrade. L’intervista del Corriere della Sera a Castellucci

Genova: il supermanager di Autostrade fa scena muta davanti ai pm

La Procura non si sbagliava quando prevedeva nuovi silenzi da parte degli indagati convocati a testimoniare. Ieri a fare scena muta davanti agli investigatori, scrive Il Secolo XIX, è stato Michele Donferri Mitelli, direttore Maintenance e investimenti esercizio di Autostrade, una delle figure principali attorno a cui ruota l’inchiesta sul crollo del Ponte Morandi.

Il supermanager di Autostrade non risponde ai magistrati

Manager di lungo corso della società concessionaria, partecipò, negli anni Novanta, al primo progetto di ristrutturazione del viadotto, quello che rafforzò le pile 10 a e 11 ma che non intervenne sulla numero 9, quella crollata lo scorso 14 agosto.

Negli ultimi tre anni Donferri Mitelli ha continuato a essere una figura di primo piano: “Portano la sua firma le missive con cui, nell’arco del 2018, Autostrade chiedeva al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di velocizzare l’iter del nuovo progetto di retrofitting, i cui cantieri non hanno mai visto la luce”, scrive il quotidiano genovese.

Ieri, Donferri Mitelli si è avvalso della facoltà di non rispondere, come hanno fatto, finora, quasi tutti gli altri indagati convocati in Procura tranne Bruno Santoro, dirigente della prima Divisione alla Direzione generale della vigilanza sulle concessionarie autostradali ed ex membro della commissione di inchiesta del Mit.

Il commissario Bucci: “Autostrade paghi in anticipo per il nuovo ponte”

Il sindaco commissario, Marco Bucci, indica le due priorità da affrontare subito: iniziare i lavori di demolizione dei monconi del Morandi prima di Natale e far partire la ricostruzione del ponte dal lato Ovest a fine marzo 2019, in modo che ci sia una concreta possibilità di avere il nuovo ponte completo entro la fine del 2019.

“Non appena il decreto Genova sarà approvato dal Parlamento entro il 10-15 novembre – spiega Bucci, come riportato da Il Secolo XIX – manderemo le lettere di negoziazione per assegnare la demolizione a un gruppo di aziende entro la prima settimana di dicembre”.

Due sono i punti critici, aggiunge il commissario. Il primo è trovare un meccanismo di assegnazione che sia soggetto il meno possibile a ricorsi, in modo da avere i lavori operativi al 100%. Il secondo punto è: chi paga?

“Chiederò ad Autostrade – dichiara Bucci – di pagare entro trenta giorni il nuovo ponte in anticipo e se questo non si verificherà chiederemo un prestito alle banche, cosa che comunque non vorrei fare”.

Sul sito di Autostrade l’intervista del Corriere a Castellucci

Il sito web di Autostrade riporta l’intervista rilasciata ieri, al Corriere della Sera, dall’ad di Autostrade, Giovanni Castellucci. Il tema è l’acquisizione, da parte di Atlantia, di Albertis, il gigante europeo dei pedaggi. Le domande a cui risponde il manager sono sul closing dell’operazione, ma Antonella Baccaro, autrice dell’intervista, fa a Castellucci due domande anche sul Morandi.

Il crollo e la ventilata caducazione della concessione da parte del governo non ha influito sul closing?

“Le basi e gli impegni di questa operazione sono stati posti a marzo – risponde l’ad di Autostrade – La tragedia di Genova, che rimarrà per sempre nel nostro più profondo, e i risvolti successivi non hanno influito su questa operazione”.

Le modifiche al decreto sulla ricostruzione del ponte di Genova potrebbero rimettervi in gioco?

“Non commentiamo mai i decreti o le leggi, a maggior ragione se non ancora stabilizzati. Posso solo riconfermare che il nostro impegno su Genova è totale: ci siamo messi subito a disposizione della città per riattivare la viabilità alternativa, supportare gli sfollati e sostenere le vittime. E abbiamo inviato al commissario un progetto di ricostruzione concreto, su cui siamo in grado di dare tutte le garanzie necessarie. Ad altri spetterà prendere le decisioni”, risponde Castellucci.

Ci sono novità sulla concessione dopo la contestazione inviatavi dal ministero delle Infrastrutture?

“Abbiamo risposto alla lettera con argomentazioni puntuali. Non ci sono al momento altri sviluppi”.

Peccato che sia l’autrice dell’intervista, sia Castellucci, dimentichino che Autostrade non ha semplicemente evitato di commentare decreti e leggi non stabilizzati, ma che i suoi tecnici e superdirigenti, finora, hanno scelto di non commentare proprio nulla, avvalendosi della facoltà di non rispondere davanti agli inquirenti. E peccato anche che non ci sia traccia, di fronte alla riconferma dell’impegno immediato e totale, da parte della concessionaria, a disposizione di Genova, delle mancate risposte ai familiari delle vittime. I primi contatti con i legali delle famiglie, infatti, fa bene ricordarlo, sono avvenuti solo il 25 ottobre scorso, a distanza di due mesi e mezzo dal crollo che li uccise.

 

 

 

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