Zielinski il giocatore anti-sistema che Ancelotti ha piazzato al centro del Napoli

Il grande investimento del Napoli e di Ancelotti su Piotr Zielinski parte da un cambiamento tattico, da una diversa interpretazione del suo talento.

Zielinski il giocatore anti-sistema che Ancelotti ha piazzato al centro del Napoli

Al centro del gioco

Piotr Zielinski è l’uomo-copertina del Napoli di Ancelotti. Anche quando non ha un posto nel tabellino, anche quando la sua prestazione è negativa, come a Genova contro la Sampdoria, la nuova versione della squadra azzurra non prescinde dal centrocampista polacco. Che poi centrocampista è un termine decisamente riduttivo, al momento. Perché Zielinski è qualcosa di diverso, lo è stato soprattutto ieri contro la Fiorentina: esterno in un 4-4-2, ma anche raccordo asimmetrico tra il centrocampo e il tridente asimmetrico composto da Callejon, Mertens e Insigne.

La definizione della posizione di Zielinski nelle parole di Ancelotti, e nell’analisi tattica pubblicata qualche minuto fa da Alfonso Fasano: «Zielinski tiene una posizione ibrida, da laterale che viene in campo per aprire lo spazio a Mario Rui. I suoi movimenti e quelli di Insigne sono stati pensati perché il Napoli trovasse spazio tra le linee, attraverso corridoi di passaggi alternativi. Non a caso, sia Lorenzo che Piotr sono stati serviti sempre in posizioni diverse».

È un modo per mettere Zielinski al centro del gioco, secondo un’idea diversa rispetto a quella di Sarri. Per l’ex allenatore del Napoli, le qualità del polacco avrebbero potuto trasformarlo in una mezzala illuminata, una sorta di copia carbone (in proporzione) di Kevin De Bruyne. Ancelotti ha un’idea diversa, forse più vicina al reale valore e alle reali caratteristiche di Zielinski: più che uomo di sistema, la sua interpretazione del gioco in fase offensiva è quella di un calciatore che scompagina il sistema. Che lo rende fluido, ieri per esempio Piotr è stato il cuneo tra il 4-4-2 asimmetrico e il 4-3-3 classico quando Insigne e/o Mertens si allargavano sulla sinistra. Nel frattempo, lui ha esplorato il mezzo spazio sul centrosinistra, ma poi nel finale ha sfiorato il gol sul lato opposto, partendo da destra. Zielinski sta lavorando come riferimento senza offrire riferimenti. Così lo vede Carlo Ancelotti.

L’investimento più importante

Ed è così che Ancelotti sta investendo su di lui. Sta creando condizioni diverse per esaltare il talento di Zielinski, sia dal punto di vista gerarchico che tattico. Come scritto sopra: Zielinski senza riferimenti e senza attribuzioni fisse è un calciatore pensato per inventare calcio in diverse posizioni e secondo diverse dinamiche. Non a caso, le due big chance del primo tempo nascono da un suo pallone scucchiaiato per Callejon (dal centrosinistra, appena fuori area) e da un suo cross basso al centro e conclusione di prima di Insigne. Nella ripresa, è lui a servire il pallone rasoterra a Insigne che poi si gira e tira sull’esterno della rete. Senza dimenticare la sua formidabile percussione con tiro finale di sinistro finito sopra la traversa. Inoltre, Zielinski è stato il calciatore del Napoli che ha corso di più: 11,2 km, secondo il report della Lega Serie A.

Piotr Zielinski è al centro del progetto. Ieri ha giocato la quarta partita consecutiva da titolare, un record nel suo triennio napoletano. È l’unico sempre dall’inizio in campo, con Mario Rui, Hysaj, Koulibaly, Allan e Insigne. Zielinski sta interpretando un ruolo da protagonista assoluto, in posizioni intercambiabili – e diverse rispetto al passato. Ancelotti non rinuncia mai a lui, alle possibilità offerte dal suo talento. Un contributo che si legge nei numeri: due gol segnati finora, quello sfiorato ieri; in più, sempre durante Napoli-Fiorentina, un totale di 3 passaggi chiave, 2 conclusioni verso la porta, 63 palloni giocati.

Avevamo scritto, qualche tempo fa, di come questa stagione fosse determinante per capire il futuro di Zielinski. Per individuare la sua reale dimensione, per tracciare un percorso realistico di evoluzione in base al talento. Le prospettive tattiche sono cambiate, Ancelotti lo ritiene più forte come giocatore liquido che come ingranaggio di un modello con riferimenti fissi. È l’idea del nuovo Napoli fluido proiettata su un solo calciatore. Come per l’intera architettura della squadra, non sappiamo se si tratta della scelta giusta, ma di certo i primi risultati sono positivi. Zielinski è diventato titolare, influenza il gioco del Napoli e offre una moltitudine di opportunità in avanti. Sta iniziando a definire ed affermare sé stesso nell’annata più importante. Quella del rinnovo di contratto, quella di un nuovo allenatore che potesse cambiare il suo destino. Finora, le premesse hanno trovato riscontri positivi.

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