Repubblica: la rottura Marotta-Agnelli nasce con l’affare Cristiano Ronaldo

La ricostruzione di una frattura: Marotta sposava una politica più conservativa, Agnelli voleva il salto di qualità sul mercato.

Repubblica: la rottura Marotta-Agnelli nasce con l’affare Cristiano Ronaldo

Rapporti incrinati

La Juventus ha battuto il Napoli per 3-1, ed è la notizia più importante della giornata di ieri. Ma c’è anche il caso-Marotta, a tenere banco. E così il day after di una possibile partita-scudetto si trasforma, diventa un momento per raccontare come e perché si sia arrivati a una separazione clamorosa in senso al club bianconero.

La ricostruzione più dettagliata la fa Repubblica: «Marotta lascia la Juventus dopo otto anni. Non fu Agnelli a sceglierlo, bensì John Elkann, che lo aveva convinto a lasciare la Sampdoria affidandogli il compito di ricostruire il club. Inizialmente i rapporti tra presidente e dg (diventerà ad solamente in un secondo tempo) furono freddi, ma dopo un anno i due cominciarono a stimarsi, a trovare intesa, a riconoscere uno l’importanza dell’altro ed è così che è stata assemblata, pezzo dopo pezzo, la squadra più dominante nella storia del campionato italiano».

Quando nasce la frattura che porta all’addio? «Da qualche mese, invece, il feeling ha cominciato a slabbrarsi, le visioni sul futuro a differire. Sono affiorati screzi (sulla gestione del settore medico, per esempio) che hanno scavato un fossato tra i due. Nei prossimi giorni, forse già domani, Marotta verrà anche dismesso dall’incarico di dg: si tratta di trovare una transazione economica, visto che come dirigente ha un contratto a tempo determinato. Dal cda uscirà anche Aldo Mazzia, l’altro ad, quello che si occupava della parte finanziaria: ha 62 anni (uno in più di Marotta) e Agnelli vuole avere attorno una dirigenza di quarantenni. Il più in vista del nuovo board è ovviamente Fabio Paratici, il direttore sportivo cresciuto all’ombra di Marotta e che adesso allargherà le sue competenze».

L’affare Ronaldo

Il vero fulcro del pezzo di Repubblica arriva subito dopo, quando inizia il racconto dei motivi alla base della scelta di Marotta. E c’entra Cristiano Ronaldo. Leggiamo: «Quello che è successo ieri ha origine al momento di pianificare questa stagione: in quelle settimane, e
ancora prima che spuntasse il nome di Ronaldo, le visioni hanno cominciato a divergere. Marotta ne aveva una più conservativa, riteneva che fosse sufficiente marcare il territorio in Italia e prolungare la tirannia domestica ritoccando la squadra di anno in anno. Agnelli aveva in mente, spalleggiato da Allegri, una svolta più coraggiosa, basata o su un profondo rinnovamento o su un salto di qualità clamoroso a livello di mercato. a rischio di sforare il budget. Per questo, appena si è presentata l’opportunità di prendere Ronaldo, il presidente non ha esitato, ordinando a Paratici di buttarsi a capofitto nella faccenda».

«Marotta, dal canto suo – si legge – non è mai stato convinto della validità tecnica e finanziaria dell’operazione. A quel punto la Juve come la intendeva Marotta non esisteva più, anche se forse non pensava di essere liquidato in quattro e quattr’otto (pare che venerdì sia volato qualche straccio, in sede)». Insomma, da CR7 in giù la Juventus voleva cambiare marcia, e l’ha fatto. In questo modo ha sancito l’inizio di una smentita ieri dallo stesso dirigente). E che, in casa bianconera, potrebbe portare a un ulteriore ribaltone: si fa il nome di Zidane, a partire da giugno. Sponsor dell’operazione: Cristiano Ronaldo, insieme ad Agnelli. Sembra turivoluzione che potrebbe portare Marotta a Madrid (ipotesi di Repubblica), non in Figc (ipotesi tto così ovvio…

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