Ponte Morandi, Fincanteri risponde al Napolista: «Non riteniamo di dover spiegazioni per quella foto»

La Procura indaga anche su un eventuale tentativo di sabotaggio. Al centro delle indagini le mail scambiate la notte del crollo tra Cesi e Autostrade: nuove perquisizioni e sequestri di documenti

Ponte Morandi, Fincanteri risponde al Napolista: «Non riteniamo di dover spiegazioni per quella foto»

Un tentativo di depistaggio. Potrebbe esserci questo sotto la “strana” mail inviata ad Autostrade da Chiara Murano, addetta commerciale della Cesi, la notte del crollo.

La mail “incriminata”

È la notte del 14 agosto, sono passate appena dodici ore dal crollo e ancora si cercano i superstiti. Enrico Valeri, manager di Autostrade, scrive una mail a Chiara Murano, addetta commerciale della Cesi ai rapporti con Autostrade. Valeri cerca lo studio sul viadotto affidato proprio alla Cesi nel 2015: non si riesce a trovarlo e scrive ad un contatto “amico”, la Murano, appunto.

A mezzanotte e otto minuti Chiara Murano invia il report, mostrando però una diligenza fuori dal comune perché lo accompagna con una mail in cui si improvvisa ingegnere e dà un parere sulle cause del crollo affibbiandone la responsabilità ad un vizio del progetto originario, dunque incolpando il povero Riccardo Morandi ed assolvendo Autostrade.

Eppure, il rapporto Cesi del 2016 evidenziava delle anomalie nel comportamento degli stralli e suggeriva ad Autostrade di procedere con un sistema di monitoraggio dinamico permanente.

Il primo interrogatorio della Murano e la risposta della Cesi

La Murano, che interrogata nei giorni scorsi in Procura non ha saputo dare molte spiegazioni – ha riferito, tra mille contraddizioni, di non ricordare bene molti particolari di quella notte – è stata prontamente scaricata dalla Cesi che ha dichiarato che la sua dipendente ha parlato a titolo personale e non a nome dell’azienda.

La ricerca nelle chat private

Ora, la Guardia di Finanza ipotizza che quello scambio di mail possa avere avuto lo scopo di nascondere le vere cause del disastro e per questo ha eseguito nuove perquisizioni presso la Cesi, sequestrando documenti e materiale informatico.

L’obiettivo, scrive Il Secolo XIX, è “quello di trovare chat con tracce delle comunicazioni informali tra consulenti e committente” e verificare se le “relazioni sono state concordate o ammorbidite”.

Non si esclude che nei prossimi giorni si arrivi ad una iscrizione della Murano nel registro degli indagati “per false dichiarazioni ai pm o favoreggiamento”, ipotizza il Corriere della Sera.

Il Napolista contatta Fincantieri

Abbiamo trascorso giorni a cercare inutilmente nei giornali uno straccio di spiegazione alla foto che ritrae Giuseppe Bono, ad di Fincantieri e Giuseppe Zampini, ad di Ansaldo Energia, mentre si scambiano grasse risate e pacche sulle spalle durante il sopralluogo al Ponte Morandi del 23 agosto, a nemmeno dieci giorni dalla tragedia (foto pubblicata da Gli Stati Generali e dal  Fatto Quotidiano).

Ieri ci eravamo per un attimo emozionati a vedere, sul Secolo XIX, una lunga intervista a Giuseppe Zampini, eppure, leggendo quelle 4145 battute, non avevamo trovato nemmeno l’ombra di una domanda all’ad di Ansaldo Energia sull’argomento. I cronisti non sembrano curiosi di conoscere il motivo di quelle risate.

Ebbene, noi lo siamo ed abbiamo deciso di contattare personalmente l’ufficio stampa di Fincantieri per ricevere una risposta. In modo molto cortese, l’ufficio stampa ci ha dedicato la sua attenzione.

La nostra domanda è stata semplice e diretta: perché Bono rideva di gusto?

“Non riteniamo di dover fornire una spiegazione a quella foto”, questa la risposta.

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