Questo Napoli è crudele per una città che desidera rimanere in catene

Quanti atti disumani: under 14 quasi gratis allo stadio, un allenatore di spessore internazionale che non si lamenta e ci fa scoprire che si può giocare con Ounas e senza Jorginho

Questo Napoli è crudele per una città che desidera rimanere in catene

 

I posteri giudicheranno la stagione calcistica in corso del Napoli come una serie di atti di crudeltà gratuita contro l’umanità su cui la storia dovrà dare severo giudizio.

I ragazzini fino a quattordici anni lasciati entrare allo stadio quasi gratis solo per il gusto sadico di infrangere decenni di leggende tramandate di padre in figlio sui prezzi dei settori popolari, prezzi che distruggono famiglie intere inorridite nel rompere il salvadanaio a forma di porcellino mentre il papà conta le monete insufficienti ad acquistare anche un solo tagliando.

Un sindaco che aveva costruito con pazienza una straordinaria cattedrale retorica sui cattivoni che non siedono solo in curva ma anche in tribuna che si ritrova ore e ore di lavoro gettate al vento, come se niente fosse.

Una città che scopre un signore addirittura con esperienza internazionale sulla panchina, che ha scelto assurdamente di allenare il Napoli senza ragioni legate alla sua situazione previdenziale e che non perde occasione per lodare la rosa con polemiche stucchevoli – “Ho difficoltà a scegliere la formazione” fra tutte le frasi provocatorie – che spinge una città intera, convinta da anni di training autogeno di essere un piazza di competentissimi esperti di calcio, a riconoscere di capirci tutto sommato poco di pallone.

Un allenatore che non risponde alle accuse, non si lamenta della panchina corta, che si fa rimbalzare tutto addosso, che vince senza creare, che sorride con piglio cinico alle polemiche, come se non conoscesse le migliaia di ore di terapia di gruppo che ogni napoletano deve fare sin da bambino per convincersi di essere inadeguato ma imparare a nasconderlo, riconoscersi impossibilitato ma affinando le tecniche di dissimulazione, interiorizzare l’idea che solo con un miracolo possa farcela, rimanendo solare e perdente, servo ma allegro.

Io spero solo che questo presidente spregiudicato e romano si accorga ad un certo punto del danno gigantesco che sta provocando. Portare addirittura l’asciuttezza della realtà in mezzo al campo. Un’operazione che potrebbe costare l’impegno di una città a vivere permanentemente nel sonno. Se dovessimo addirittura giungere a patti con la verità e accorgerci che una squadra di calcio può giocare senza Jorginho ma con Ounas in campo sarebbero allora tutti i nostri assiomi a crollare.

Perché allora, se non è vero che disertiamo per i prezzi, se non è vero che non andiamo allo stadio per la condizione dei suoi cessi, se non è vero che il mercato è stato inadeguato, insomma se non facciamo proprio schifo come dicono e diciamo, vuoi vedere che l’officina dove fabbricano le nostre catene è proprio a casa nostra?

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