I pro e i contro di Meret titolare a Napoli

La mancanza d’esperienza e l’accoppiamento con Karnezis fermano i nostri entusiasmi, ma c’è il discorso dell’età che profuma d’Europa.

I pro e i contro di Meret titolare a Napoli

Virtuale certezza

Aprire i giornali di oggi e imbattersi nella pagina del Napoli vuol dire leggere di Alex Meret come erede di Reina. Una sorta di virtuale certezza per tutti i narratori del calciomercato, un’operazione solo da definire e che porterà il Napoli in una nuova era.

Noi ci siamo già interrogati su questa ipotesi, quando – appunto – era solo un’ipotesi. Ne abbiamo scritto poco tempo fa (“Meret portiere titolare è un rischio troppo alto per il Napoli e per lui”), esprimendo le nostre perplessità:

Di Donnarumma ce n’è uno solo, Meret probabilmente non sarà troppo lontano da lui dal punto di vista tecnico, ma le due stagioni a Ferrara non sono sufficienti per il grande salto. Non che abbia fatto male, anzi, però l’infortunio patito all’inizio di questa stagione ha un po’ ridimensionato la sua figura. Alla fine, solo 13 presenze per lui in Serie A. Troppo poche per poter percepire in maniera compiuta, reale, l’intero menù tecnico e la sua qualità. E poi, facciamo fatica ad immaginare Ancelotti alle prese con un profilo del genere, digiuno di esperienza ad alti livelli.

Nello stesso pezzo, però, scrivemmo anche che «in un mondo ideale, il Napoli dovrebbe prendere Meret, metterlo in porta, fargli fare il titolare e proteggerlo da tutti gli attacchi che eventualmente gli verrebbero rivolti». Ecco, questa è la (doppia) versione in sommario. Ora proviamo ad analizzare la situazione in maniera più profonda, dal punto di vista storico, progettuale e contestuale.

Perché sì

I punti a favore di questa operazione sono innanzitutto concettuali. Riguardano il rapporto conflittuale tra l’Italia del calcio (e non solo) con l’idea del giovane e dei giovani, per cui a 21 anni non è ancora tempo per diventare portiere titolare del Napoli.

In realtà, funziona così solamente in Italia. Uno dei migliori portieri del mondo in questo momento, Thibault Courtois, ha cominciato la prima stagione da titolare all’Atletico Madrid a 19 anni appena compiuti. Veniva dal Genk, proprio come Koulibaly; è stato schierato per la prima da titolare in Champions League a 21 anni, la stessa età di Meret; è arrivato in finale da protagonista, in quella stessa stagione.

Courtois e Oblak, per esempio

Meret titolare a 21 anni, con poca o nulla esperienza in Serie A, è un’operazione che profuma di calcio internazionale. I portieri simbolo dei primi anni Duemila, Buffon e Casillas, sono stati lanciati da titolari nel Parma e nel Real Madrid poco prima o poco dopo la maggiore età. Sono state eccezioni, certo, ma anche Donnarumma lo era. Eppure oggi è titolare del Milan, con pienissimo merito. La classifica dei portieri più costosi del mondo secondo Transfermarkt è comandata da Jan Oblak, acquistato dall’Atletico Madrid – di nuovo – per sostituire Courtois. È stato schierato titolare a 20 anni, al posto del portiere belga, ed oggi è l’estremo difensore più costoso del mondo. Il suo sostituto al Benfica, il brasiliano Ederson, è passato al Manchester City un anno fa, 40 milioni di euro per un portiere 23enne. Oggi è titolare inamovibile.

Come dire: il problema siamo noi, evidentemente. Se tutti parlano così bene di Meret, è anche giusto che una squadra che non ha un portiere titolare possa investire pienamente su di lui. Altrimenti non sapremmo e non sapremo mai se questi giudizi preventivi siano giusti o meno.

Meret, edizione 2017/18

Il modello Zielinski

Poi c’è la questione progettuale: Meret è un investimento che aderisce perfettamente alle caratteristiche tecniche ed economiche del Napoli, è la riproduzione del modello-Zielinski per il ruolo da portiere. Che poi il modello-Zielinski è ormai il modello-Napoli, solo che in certi casi ci facciamo affascinare dall’esotismo di un nome straniero quando invece anche in Italia abbiamo giovani giocatori promettenti. Lo stesso Areola – che il Napoli starebbe cercando come prima alternativa a Meret – ha una certa esperienza internazionale perché è stato schierato da titolare da giovanissimo: a 22 anni, prestito al Villarreal (in Europa League) e poi ritorno al Psg per giocarsi il posto con Trapp.

Meret vale 30 milioni sul mercato italiano, una cifra che il Napoli può investire per un cartellino. Ha un ingaggio ancora basso, e un’altissima potenzialità di valorizzazione dal punto di vista tecnico ed economico. È italiano, il che non guasta per un club che nell’ultima stagione schierava il solo Insigne come prodotto autarchico. E se proprio dovesse andar male, è difficile pensare di non recuperare almeno parte dell’investimento con una cessione ad un club medio-borghese in Serie A, in un futuro lontano.

Perché no

Le chiavi di lettura sono due: una è quella dell’esperienza, che abbiamo già toccato. L’altra riguarda la delusione per la (ancora) mancante incidenza di Ancelotti sul mercato del Napoli. Certo, vanno fatte delle puntualizzazioni contestuali: rispetto al Benitez di cinque anni fa, il calcio è molto più stratificato, prendere l’Albiol di oggi (il terzino-centrale di riserva del Real Madrid e della Spagna, ovvero Nacho) vuol dire investire una cifra superiore ai 30 milioni. Cinque anni fa, Albiol fu pagato 12 milioni di euro. Inoltre, per il ruolo di portiere la situazione è ancora più complessa: non ci sono uomini di esperienza disponibili per un replay di Reina-Rafael con Meret: ci sarebbe Cech, ma siamo molto in là con gli anni. L’operazione Perin-Juventus definisce le gerarchie tecniche ed economiche del ruolo.

Detto questo, però, era lecito aspettarsi qualcosa di più. Qualcosa di “più pronto”, considerando anche il vissuto di Carlo Ancelotti, i suoi contatti e il suo modo di allenare. Soprattutto per un ruolo fortemente a rischio emotivo come quello del portiere. Il ragazzo rischia di bruciarsi, al fuoco di responsabilità più grandi di lui. Non è – non può essere – una questione di forza e qualità, quanto di abitudine a certi palcoscenici. Anzi, alla pressione in relazione all’importanza della stagione che verrà. A questo vanno aggiunti i recenti problemi di infortuni, una prima parte di stagione saltata per intero caso pubalgia. Il che ci porta all’ultima considerazione, quella relativa alla situazione-Karnezis.

Karnezis

Secondo gli ultimi rumors, il Napoli starebbe pensando a coprire il settore dei portieri in maniera definitiva, inserendo Karnezis nel pacchetto da acquistare per 30 milioni di euro. È la cosa che ci lascia più perplessi, anche in funzione dello stesso Meret. Che avrebbe bisogno di un portiere semplicemente migliore, più riconoscibile, da cui apprendere il mestiere nel suo primo anno di Napoli. Un profilo alla Consigli, se non è proprio possibile accedere a un Reina-bis. Il portiere greco ex Watford sarebbe un’aggravante rispetto alla sensazione di rischio: per lui, 13 presenze in Premier nell’ultima stagione, 10 in tutto nelle coppe europee e 49 nella nazionale greca. Se su Meret siamo perplessi ma indecisi, il 34enne Karnezis non ci convince per niente.

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  1. Gregorio Baumann 10 luglio 2018, 10:39

    “È italiano, il che non guasta per un club che nell’ultima stagione schierava il solo Insigne come prodotto autarchico”.

    È friulano, quindi padano, quindi straniero. Quindi non cambia niente. L’unico prodotto locale resta comunque Insigne.

  2. Nessuno dei nomi che girano mi convince, per il portiere la società è colpevole avendo avuto più di un anno per pensarci. Il nuovo portiere doveva essere preso già a gennaio, sapenso che Don Peppe non rinnovava. Non ho buone sensazioni quest’anno, non so perché, le altre squadre di vertice hanno iniziato a muoversi molto prima di noi, che invece pendevano dalle labbra di Sarri…..

  3. Che senso ha non aver preso Perin a 13 mln e inseguire ora Meret a 25, uno che ha 12 presenze in serie A? Fatemi capire.

    • Raffaele Sannino 26 giugno 2018, 15:09

      Dovresti chiederlo a Sarri .Disse che non lo considerava buono.

      • Ah quindi Sarri influenza ancora il mercato? Perin è stato preso dalla Juventus a campionato finito, e comunque si sapeva da mesi che Sarri se ne sarebbe andato.

    • Domenico Sapio 26 giugno 2018, 19:00

      Perin, a Genoa, aveva il doppio cartellino , a seconda dei possibili acquirenti………
      Non crederai , spero , che Preziosi lo abbia dato via solo per 13M € !!!!!!!! Vedrai quanti bei prestiti e quante agevolazioni il Genoa avrà in questo mercato dalla Juventus.
      Il portiere della nazionale per 13M €………….!

  4. dino ricciardi 25 giugno 2018, 18:47

    ” I cavalli vincenti si vedono alla partenza ”
    Napolista meno ansie…..questo ragazzo e un predestinato
    Abbiamo avuto Reina….grande uomo spogliatoio,bravo con I piedi…..ma volete che non faccia meglio tra i pali?su dai,fate i bravi …..

  5. Per equita’, oltre ai casi di successo di portieri ragazzini lanciati in prima squadra, andrebbero anche ricordati gli insuccessi. Solo che quelli nessuno li ricorda (neanche io) non essendo mai diventati famosi.
    Pero’ uno mi sovviene, Rafiluccio nostro. Ci e’ costato piu’ punti che presenze.
    Donnarumma poi si deve ancora capire, ma per quello che si e’ visto, se il Milan avesse aspettato qualche annetto non avrebbe fatto male. Solo che loro si possono permettere di perdere qualche punto per aspettare la crescita di Gigio, noi no.

    • Domenico Sapio 26 giugno 2018, 18:55

      Dici tu stesso che bisogna vedere successi ed insuccessi : nel caso di Raphael non vale ?……..
      Distrutto dai tifosi e da una buona parte dei media low-cost, era impossibile emergere a Napoli, eppure “l’esperto” Andujar con quella difesa davanti non è che abbia fatto miracoli…..
      Mi piace ricordare Raphael anche per le sue primissime partite prima del serio infortunio e di quella memorabile serata a Doha. Continuare ad infierire su Raphael è di una malafede unica……..

  6. Modello Zielinski? Speriamo di no. Che se come portiere ci troviamo uno che fa come il polacco finiamo a meta’ classifica. Zielinski, per adesso, non e’ niente di che. Tutto sto casino per uno che e’ un mezzo giocatore e non sappiamo se mai diventera’ uno intero.

  7. Achille Cirillo 25 giugno 2018, 16:12

    Il rischio Meret è un rischio da correre senza se e senza ma, come giustamente detto nell’articolo ci sono più esempi recenti di portieri lanciati nella mischia ad alti livelli. Semmai il vero problema è l’eventuale sostituto/chioccia, credo ci sia bisogno di un portiere esperto non solo di serie A ma anche a livello europeo proprio per essere coperti nel caso problemi fisici o contraccolpi nel salto di qualità da parte di Meret (ovviamente faccio tutti gli scongiuri del caso). Assolutamente si a Meret ma credo ci sia bisogno di ben altro che Consigli o Karnezis come alternativa. Meret – Sirigu sarebbe la soluzione ideale. Ps il mancato “peso” di Ancelotti sul mercato secondo me è poco indicativo sul ruolo del portiere anche per le non tantissime soluzioni in giro per l’Europa, semmai mi aspetto che incida in ruoli di movimento. Aspettiamo e speriamo…

  8. Troppe pippe mentali a mio parere.
    E’ giovane, è bravo lo si metta in porta e siamo fiduciosi
    Come prospetto non si vede niente di meglio all’orizzonte
    Prendendo pure un sostituto esperto ma low cost stiamo a posto
    Ancelotti di portieri ne ha visti. Per dare il suo ok significa che vede Meret adeguato al ruolo che dovrà ricoprire
    Sbaglierà ? Reina ne ha fatti parecchi ed il San Paolo non l’ha mai sbranato
    Lo stesso sarà per questo ragazzo

  9. Non si può non dire che per la pubalgia è stato anche già operato e che questa operazione si può fare al massimo 2 volte. Insomma se dovesse essere recidivo sarebbe un bel guaio.

  10. Luigi Ricciardi 25 giugno 2018, 13:53

    Beh, io un’ idea maliziosa me la sarei fatta: Pozzo ha detto, piu’ o meno: “O ti prendi anche Karnezis o Meret non te lo do”.

  11. Giacomo Molea 25 giugno 2018, 13:18

    Ma forse e’ Pozzo che ci vuole sbolognare sto Karnezis, forse x questo si va x le lunghe

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