Il progetto di Sarri troppo statico per il Napoli che ha in mente De Laurentiis

La ricostruzione della rottura con Sarri e dell’approccio (che va avanti da tempo) con Ancelotti, tra progetti tecnici e componente emotiva.

Il progetto di Sarri troppo statico per il Napoli che ha in mente De Laurentiis

Al di là dei soldi

Nel giorno in cui si realizzerà, magari non ufficialmente, la successione Sarri-Ancelotti, in tanti si interrogano su questa scelta. O meglio: sulle dinamiche che hanno portato a questo cambiamento, soprattutto in relazione al progetto tecnico del Napoli.

La lettura da fare è innanzitutto temporale: pensare che l’accordo o comunque la trattativa tra De Laurentiis e Ancelotti possa essere nata negli ultimi giorni è decisamente ingenuo. Quindi, da settimane – se non mesi – il presidente del Napoli stava lavorando a quest’operazione, e dallo stesso tempo ci saranno dei contrasti con Sarri in merito a qualche aspetto del rapporto lavorativo. L’investimento su Ancelotti fa escludere immediatamente l’ipotesi economica, nel senso che i soldi per lo stipendio di Ancelotti sarebbero stati gli stessi del rinnovo di Sarri. Anzi, nel secondo caso l’esposizione sarebbe stata anche inferiore.

Quindi, le divergenze sono di altro tipo. Tecniche, probabilmente. Personali, sicuramente. Proviamo a ricostruire in ordine logico e cronologico.

Il progetto

Se vogliamo fare riferimento alle ultime dichiarazioni di Sarri, la grande paura del tecnico toscano è stata il calciomercato. Abbiamo avuto a che fare col suo modello, conosciamo la sua tendenza al conservatorismo, alla preservazione, alla stabilità. Quasi un dogma, che si esprime anche nel suo turn over minimale. Insomma, l’idea di “progetto” di Sarri era di tipo statico, ovvero i calciatori di quest’anno – senza cessioni, o comunque senza cessioni di peso – integrati da altri profili. L’idea di perdere Jorginho e Mertens, due nomi per dire, ha minato la sua fiducia.

Difficile pensare che Sarri possa aver avuto ansie o timori in merito ai sostituti. Per un semplice motivo: qualora De Laurentiis avesse avuto o abbia ancora l’idea di vendere certi calciatori, è difficile pensare che Carlo Ancelotti (!) abbia accettato un ridimensionamento pur di allenare il Napoli. Quindi, i rinforzi ci saranno. Evidentemente, a Sarri non andava bene che ci potessero essere dei cambi, a prescindere dai nomi degli eventuali nuovi arrivi. Non ci sorprenderemmo, è la natura di un tecnico che ha fatto fatica (eufemismo) a metabolizzare l’addio di Higuain. Nonostante, nel frattempo, stesse dando vita ad una squadra in grado di superare, per punti e rendimento e spettacolo offerto, il Napoli di Higuain.

L’immobilismo non ha convinto De Laurentiis. Oppure, l’ha convinto un anno fa, quando Sarri e i suoi calciatori gli hanno chiesto una stagione senza cessioni per provare a costruire un percorso storico. È andata com’è andata, tanti applausi a questi ragazzi ma il Napoli aveva ed ha bisogno di ricominciare. La sua politica, la sua dimensione lo impongono. De Laurentiis ha pensato così, ha chiesto a Sarri di far parte di questo nuovo progetto. Non ha ricevuto risposta, a quanto pare.

Divergenze personali

Da qui in poi, il racconto potrebbe “sporcarsi” di e con faide e disaccordi personali, con risposte e reazioni a vari comportamenti. Insomma, c’è anche una componente emotiva nell’assalto ad Ancelotti, o quantomeno nel fatto di volerlo rendere pubblico a due giorni dalla fine del campionato. Sarri, secondo la narrazione dei media, sta ancora tergiversando in attesa di capire come si muoverà il Chelsea. Dall’altra parte, De Laurentiis ha atteso fino a quando ha ritenuto opportuno, poi si è spazientito e ha concretizzato (più) velocemente, e con grande clamore, il flirt con Ancelotti.

Il rapporto con Sarri resta sullo sfondo, andrà chiarito, ma di certo c’è stata la volontà di riappropriarsi di una certa incidenza mediatica, da parte di De Laurentiis. Che, al di là di tutto, ha deciso di accelerare su uno dei due allenatori disponibili in grado di offuscare subito l’immagine di Sarri. Solo Antonio Conte avrebbe potuto avere lo stesso impatto, ma Ancelotti era un tecnico privo di legami contrattuali. Da poter prendere subito, per una dimostrazione di forza mediatica, anche di progettualità. In attesa del Chelsea, se Chelsea sarà, Sarri non esce benissimo dal confronto mediatico. Perché il progetto che non l’ha convinto ha finito per convincere Ancelotti, un allenatore capace di vincere tre volte la Champions League. E questa versione l’ha disegnata proprio lui.

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  1. Per me e molto semplice……vediamo Cosa fa Sarri lontano da Napoli e Ancelotti a Napoli.
    Ne riparliamo fra qualche mese!!!

  2. Posso? La ricostruzione mi sembra plausibile fino a un certo punto. Il Sarri che si lamenta del fatturato o che ironizza sul mancato arrivo di giocatori dal Barcellona non può essere la stessa persona che preferisce non cambiare nemmeno un pezzo sulla sua scacchiera. Posto che per me il Napoli è da migliorare nell’undici più che nei rimpiazzi (al limite, immaginerei che qualche titolare di oggi – Callejon o Allan, per fare un nome – diventi rimpiazzo lasciando spazio a qualcuno ancora più forte), è francamente difficile credere che Sarri abbia attriti con la società perché tenta di rafforzare la squadra.
    Le spiegazioni devono essere altre. Comunque, da juventino, Ancelotti mi fa paura più di Sarri. E solo Conte mi avrebbe fatto paura più di Ancelotti. In bocca al lupo per l’anno prossimo e vediamo se riusciremo a far trascorrere un campionato con un po’ più di sportività da parte di tutti 😉

    • Parlando dei calciatori del Barcellona, Sarri stava esprimendo il concetto che perdendo Martens o Albiol con le basse clausole che si ritrovavano nei contratti, il Napoli non avrebbe potuto prendere giocatori di pari livello che giocanobper esempio nel Barcellona e quindi avrebbe preferito non perderli

  3. Luigi Ricciardi 23 maggio 2018, 16:53

    Io vorrei capire cosa ci sia di statico in un eventuale mercato che vedrebbe partire Mertens e arrivare giocatori che costino meno di 20 milioni, perche’ quelli il Napoli, secondo il Presidente, non se li poteva permettere.
    La staticita’ di Sarri era figlia della paura di non avere rimpiazzi validi. Arriveranno adesso con Ancelotti?
    Benissimo, vorra’ dire che la societa’ ha cambiato idea (e investimenti) sul mercato.

  4. tutto corretto. il suo corservatorismo è dimostrato dal fatto che ancora oggi, dopo 2 anni , rimpiange il 71!

  5. Raffaele Sannino 23 maggio 2018, 15:12

    Il presidente ha capito che Sarri non sarà mai un vincente:è un teorico, buono per il calcio minore.Aveva avuto una possibilità ad altissimi livelli e non ha saputo giocarsela.Ha sbagliato tutto quello che c’era da sbagliare.Doveva fare corpo unico con la dirigenza e fidarsi ciecamente delle loro scelte.Anche per un senso di riconoscenza.Invece si è sempre messo di traverso ,facendo il capo popolo con richieste di calciatori fuori target.Forse riuscirà a sfruttare i tre anni di vetrina napoletana con un contratto all’estero,ma durerà poco.

    • Silvietto Esposito 23 maggio 2018, 16:51

      Andrà a finire proprio così….Come un Mazzarri qualsiasi.

    • “Ha sbagliato tutto quello che c’era da sbagliare”??? Ma davvero…con 91 punti!!?

  6. Analisi abbastanza corretta. Io però sostengo che il giocattolo si sia rotto proprio con l’addio di Higuain, e che il tecnico toscano abbia continuato soltanto per portare avanti il suo progetto tecnico-tattico più che quello del Napoli, alla faccia di tutte le dichiarazioni d’amore. Ma il Napoli aveva comprato Higuain a 40 e gli ha messo una clausola di oltre il doppio, nessuno avrebbe previsto che la Juve, che non lo voleva due anni prima a 35 lo acquistasse a 90, per giunta cash. Sarri non se ne è mai fatto una ragione.

  7. giancarlo percuoco 23 maggio 2018, 14:59

    io invece mi chiedo cosa voleva dire AdL quando affermava che lui i giocatori da 20 ml non li poteva comprare?

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