Lo scarso turn over del Napoli è parte del dna di Sarri

La scarsa attitudine alle rotazioni di uomini è uno dei lati negativi del tecnico del Napoli. Dati e risultati del suo triennio, però, hanno messo in luce la bontà del suo lavoro.

Lo scarso turn over del Napoli è parte del dna di Sarri

Pregi e difetti

Questa mattina, la pagina della Gazzetta dello Sport dedicata al Napoli ha portato alla luce i differenti numeri del turn over tra Juventus e Napoli. Il nostro pezzo è qui, e il senso è estremamente semplice: Allegri è molto più avvezzo di Sarri alle rotazioni scientifiche. I minutaggi del campionato sono il primo indizio che fa una prova, il secondo sta nel dato ampliato a tutto il resto delle competizioni. Finora, la Juventus ha giocato una partita in più in questa stagione (la Supercoppa, mentre la doppia semifinale di Coppa Italia è controbilanciata dal preliminare di agosto contro il Nizza), e Allegri ha un solo calciatore oltre i tremila minuti (Higuain) contro i sei del Napoli (Reina, Koulibaly, Callejon, Hysaj, Mertens e Insigne). Inutile andare oltre questo dato grezzo, l’approccio dei due tecnici è chiaro e chiaramente differente.

Il punto è proprio questo: ci sta che La Gazzetta dello Sport proponga un’analisi di questo tipo. Ma non è una sorpresa, non rappresenta uno stravolgimento rispetto a quello che sapevamo già. Ce ne siamo accorti nella scorsa stagione, e in quella precedente: Maurizio Sarri è questo. Ed è lo stesso Sarri a porre l’aut aut assoluto: io sono questo, prendere o lasciare. Il Napoli ha preso, e nei limiti delle sue possibilità ha sposato il dna di un tecnico ormai inquadrato e inquadrabile. Un tecnico che ha tanti, tantissimi pregi; che ha qualche lato negativo, chiaro perché evidente. E che porta certi risultati, in linea con le aspettative della società, forse oltre il reale valore in scala della squadra.

Lo scudetto e la Champions

Al di là del trend topic “record di punti”, che è effettivamente un dato laterale, basta scorrere la storia del Napoli per rendersi conto della bontà del lavoro di Sarri. Proprio andando al di là dei punti e del posizionamento in classifica, nell’era De Laurentiis il Napoli non è mai arrivato per tre volte consecutive in Champions League. In realtà non aveva mai centrato nemmeno le due qualificazioni in fila. Sarri e il suo orizzonte (tecnico, tattico, di uomini) sono riusciti a rompere questo tabù, e ci hanno messo vicino due record di punti nella storia del club. Forse tre, ma è prematuro parlarne ora. In più, il Napoli è ancora in corsa per lo scudetto. Con la seconda squadra migliore di tutti i tempi, per punteggio, nella storia del campionato italiano (solo la Juventus 2013/2014 è stata migliore di quella 2017/2018).

Il resto fa parte del discorso, ma certi dati e certe considerazioni soggettive vanno necessariamente messe da parte. Chi prende e/o sposa Sarri sa che non può aspettarsi il turn over scientifico. Lo sa perché lo ha già visto. Il suo profilo genetico di allenatore di calcio fatica a contemplare questa possibilità, esplora altre strade, si fonda su altre teorie. Come per quasi tutte le cose della vita, è una questione di bilanciamenti e contrappesi: i risultati sono dalla parte del tecnico, che ha provato ad ottenerli, li ha ottenuti e li sta ottenendo attraverso il suo modo di lavorare, di concepire il calcio, di costruire e gestire una squadra.

La critica al suo lavoro fa parte del gioco delle parti, e ognuno di noi è libero di giudicare la realtà in base alle proprie convinzioni. Un Sarri più aperto al turn over avrebbe vinto lo stesso numero di partite o qualcuno in più? L’eventuale secondo posto dietro alla Juventus è da imputare solo alle scarse rotazioni? E può “bastare” per definire come fallimentare la stagione in corso? Non ci sono risposte certe, non esiste controprova. Allegri e la Juventus sono un altro mondo, le regole che funzionano qui potrebbero non funzionare lì. E viceversa.

Il futuro

La stessa cosa avverrà per la prossima stagione, per le prossime stagioni. Il Napoli ha una dimensione economica chiara, potenzialmente in crescita ma solo a lunghissimo termine. Difficile immaginare grandi rivoluzioni d’organico in senso migliorativo, i famosi “top player” sono inaccessibili a meno di vere e proprie rivoluzioni di base, di concetto. Quindi, l’organico sarà costruito più o meno allo stesso modo.

Esattamente come abbiamo fatto noi sopra, i dirigenti del Napoli dovranno chiedersi se questo tipo di partita doppia tra approccio al calcio e risultati (dove per “approccio al gioco” intendiamo tattica, gestione della rosa, dialettica, comunicazione) possa ancora essere funzionale agli obiettivi da raggiungere. Sarri ha un dna preciso, chiaro, riconoscibile. È questo, prendere o lasciare. Finora è andato tutto in un certo modo, ognuno ha la facoltà per poter pensare “bene” o “male” di questo triennio in via di conclusione. E di fare le proprie valutazioni per il tempo che verrà.

ilnapolista © riproduzione riservata
  1. La società in qualità del presidente conosce benissimo la gestione del suo allenatore e se ha deciso di puntare ancora su di lui è perché sa che con degli innesti di qualità superiore agli attuali panchinari, lo stesso Sarri cambierà atteggiamento, del resto l’utilizzo di Zielinski ne è la prova. Ecco il motivo del tentato acquisto di Verdi e l’interessamento di Suso, è la prova che la società ha capito benissimo che senza delle validissime alternative, l’allenatore è costretto suo malgrado a spremere sempre gli stessi.
    Del resto lo stesso Milik è la prova di tutto questo discorso che quando è stato bene, è stato puntualmente impiegato proprio per le sue qualità.
    Morale: date delle ottime alternative, è Sarri non impiegherà più solo i titolarissimi

  2. Stefano Valanzuolo 3 aprile 2018, 23:43

    Qualche disfattista confonde la causa con l’effetto. Il Napoli gioca quasi sempre in un unico modo non perché l’allenatore sia un pazzo monomaniaco, ma perchè – evidentemente – quel sistema esalta la rosa a disposizione, come dimostrano i punti in classifica. Punti accumulati ruotando, e non poco, in difesa e a centrocampo. In attacco no, perchè non si può. Il bicchiere non è solo mezzo pieno, è pieno quasi del tutto. E sarebbe pienissimo se, per esempio, Mertens e Callejon avessero fatto lo stesso campionato dell’anno scorso. Ma sono fuoriclasse, non robot. Personalmente, non rimprovero nulla alla squadra e a Sarri. E gli voglio molto molto bene.

  3. Ma mi pongo una domanda se non ci fosse stato il tanto pubblicizzato “patto” e saremmo adesso lottando per la 4/3 posizione ci lamenteremmo?
    Credo di no, saremmo qui a parlare di un’ottimo campionato dei nostri, ecco forse avremmo dovuto non sapere.
    Cmq Forza Napoli sempre.

  4. Gennaro Russo 3 aprile 2018, 16:36

    Lo scarso turn over di Sarri dipende dalla rosa di calciatori che ha. Se avesse avuto in panca quelli che ha Allegri,beh, allora vedevate se cambiava/ruotava oppure no….

  5. Ahimé, sempre meno giornalismo, sempre più provocazione. Domande cui risponderebbe un giornalista nel suo articolo: a) i vari Pavoletti, Gabbiadini, Giaccherini, Maksimovic – cioè quelli che Sarri avrebbe bruciato a Napoli – sono ora titolari nelle rispettive squadre? che squadre sono, di bassa classifica o alta classifica?; b) chi ha a disposizione Allegri e chi Sarri? Quanto entrano nelle rotazioni Milik (prima del primo e del secondo infortunio) e Zielinski?; c) Sarri ha alternative di buon livello per KK, Reina, Husayi, Callejon? (cioè i 4 sopra i 3mila minuti). Rispondendo a queste domande, si vedrà se Sarri è allergico al turnover o se la rosa non ha più di 2 alternative valide. Io spero che Sarri vada via e si dimostri più cazzuto di Benitez, così una buona volta tutti capiremo che il limite invalicabile è nella capacità di spesa di De Laurentis (che non significa: pappò caccia e sorrrd, significa riconoscere che senza stadio e vivaio – investimenti che non vuoke fare – più di questo non spende e non spenderà mai)

  6. Luciana Calienno 3 aprile 2018, 14:49

    Ma quale dna.Non esiste al mondo un allenatore che dopo aver fatto miracoli per arrivare a questo livello di organizzazione collettiva , rovinerebbe tutto per fare il turnover con gente come Ounas Maggio Rog Tonelli e Macach .Saremmo in lotta al massimo per il quarto posto

    • Raffaele Sannino 4 aprile 2018, 0:50

      I panchinari del napoli ,da soli,sono costati più di quanto valgono gli interi organici del 70% delle squadre di serie a.Se i nostri non possono giocare pochi minuti,come fanno a disputare l’intero campionato squadre come benevento,verona,spal,crotone…..

      • Proviamo a ragionare: Benevento, Verona, Spal e Crotone sono in lotta per non retrocedere, quindi non mi paiono un utile termine di paragone. Ora ti chiedo: dopo la mega plusvalenza dei 90 milioni, chi abbiamo preso? Milik, Zielinsky, Diawara, Rog, Rui, Pavoletti, Maximovic, Giaccherini, Ounas e Macach. Possiamo dire che Ounas e Macach sono calciatori provenienti dalla bassa classifica francese, quindi oggettivamente non pronti per la serie A? Restano i primi 5. Ora, si dice che Sarri è allergico al turnover: ma in Ukraina ha giocato con 2 non-titolarissimi, cioè Milik e Zielinsky? Possiamo negare che questi rientrassero e rientrino a pieno titolo nelle rotazioni? Dunque Sarri non considera e avrebber “bruciato” Diawara, Rog, Maximovic, Pavoletti e Giaccherini. Domanda: gli ultimi 3, fuori da Napoli, stanno facendo scintille e faville? Oppure stanno in squadre mediocri e non convincono?

  7. michele o pazzo 3 aprile 2018, 13:04

    Io inviterei a maggiore cautela (al napolista e a tutto l’ambiente) prima di cominciare il processo a sarri, aspettiamo almeno la fine del campionato. Poi perché il processo dovrebbe essere limitato al solo allenatore? Calciatori e società non sono responsabili?
    Comunque sia, ricordo che poco meno di una ventina d’anni fa, un altro allenatore che veniva dalla provincia andò ad allenare la Juventus, ottenne due secondi posti e fu cacciato in malo modo perché, si disse, non era un vincente. Quell’allenatore si chiamava carlo Ancelotti ed è diventato il più vincente allenatore italiano della storia del calcio. A Torino presero una cantonata, eppure lì qualche ragione per considerare i secondi posti dei fallimenti ce l’avrebbero, certo più che qui. Personalmente, comunque vada a finire, non considererò questa stagione come fallimentare.
    Arrivando al tema specifico del turn-over, sarri non è giovane ed è ampiamente formato, ma nel gestire le tre competizioni è un novellino, non abbiamo una statistica attendibile, non sappiamo come si comporterebbe se avesse 20 calciatori di livello internazionale, certamente non lo sapremo a Napoli.
    La gazzetta dice che allegri spesso trova in panchina la soluzione come se fosse un merito del tecnico e non perché dalla panchina può scegliere tra cuadrado, d.costa e bernardeschi.
    Certamente se di sarri sappiamo che (con gli uomini che ha) fa giocare sempre gli stessi, di allegri sappiamo che (potendoselo permettere) ruota spesso e volentieri. Tuttavia non sapremo mai (speriamo) come si comporterebbero a condizioni di rosa invertite.
    L’unico giocatore della juve che supera i 3000 minuti è higuain, nel Napoli c’è reina, kk, hisaj e i tre davanti, dipende solo dalla cocciutagine del comandante o sarà anche che in panchina in quei ruoli abbiamo Gigi sepe, Tonelli, maggio e il povero ounas? Per carità di patria non elenco chi ha allegri…

    • Antonio Baiano 3 aprile 2018, 13:39

      concordo in toto col tuo ragionamento!

    • Raffaele Sannino 3 aprile 2018, 16:54

      Ancora questi paragoni con la juve?Loro sono in corsa per tutto,noi fuori da tutto.I nostri hanno deciso di puntare solo sul campionato,dove non ci sono squadroni impossibili e con una panchina che è costata un centinaio di milioni si poteva battere il real sassuolo di di Gareth Berardi,Karim Politano e CR Mazzitelli. Ma poi vorrei capire una cosa:se tieni CR7 tutta la stagione in panca e poi decidi di buttarlo nella mischia a febbraio contro il Lipsia,cosa pretendi possa fare?Fermo restando che sicuramente Ounas non è Ronaldo,ma nemmeno una pippa.Almeno finché non l’avrò visto giocare con continuità.Invece avete bollato tutti i panchinari scarsi solo perché non vengono utilizzati.

      • Stesso discorso vale per Rog e Diawara. Del resto tutti quelli che “le riserve sono scarze” vengono smentiti da Mario Rui. Che non sarà Ghoulam, ma utilizzato con una certa continuità ha dato dimostrazione di essere affidabile. Date la titolarità a Rog, Ounas e Diawara, non saranno Allan, Jorginho è Callejón ma potrebbero smentire lo stesso Sarri che non ripone fiducia in loro…

      • Mario Fabrizio Guerci 4 aprile 2018, 11:30

        👏🏻👏🏻
        Deciso di mollare le coppe?Il patto…? Non ci crederò mai!

    • Ciro Polpetta 3 aprile 2018, 19:31

      Caro Michele, predichi nel deserto. Qui vige il verbo che Adl è bello e Sarri è brutto. E che il padrone viene apprezzato dagli intelligenti, mentre l’allenatore è adorato dalla parte tribale della popolazione. Il tutto piace molto ai troll juventini, ovviamente, che accorrono numerosi a vedere incensato chi si fregia delle loro prebende all’ECA e denigrato chi li fa impazzire con il bel gioco e risultati eccezionali.
      In ogni caso il tuo buon senso e i tuoi ottimi argomenti sono apprezzabili e mi hanno indotto a ritornare a commentare un commento su questo sito.

      • michele o pazzo 4 aprile 2018, 16:06

        Vabbuò nel mio caso non si sbagliano di molto, sono certamente più vicino alla parte tribale che a quella borghese della città.

    • Luciana Calienno 3 aprile 2018, 23:19

      Stiamo tranquilli. A Napoli il processo a Sarri lo faranno (in verità hanno iniziato già da tempo) soltanto i soliti 4 servi prezzolati di adl per distrarre l’attenzione dall’assurda politica societaria.Ignoriamoli.

  8. marco mottola 3 aprile 2018, 13:01

    Esatto! Sempre riconoscendo Sarri come il miglior allenatore del Napoli, sarebbe il caso di metterlo costruttivamente in discussione. Nell’ambiente assistiamo al solito paradigma che stavolta si manifesta con questi dogmi: 1. Il Napoli non compra giocatori che non saranno valorizzati dal CT. 2 ADL è pappone. 3. Sarri è bello.
    A me non sta bene. Nn mi faccio prendere in giro. Se si perde si perde tutti. A cominciare dal bellissimo Maurizio.
    Marco

  9. Luigi Ricciardi 3 aprile 2018, 12:47

    Il discorso e’ interessante, e a mio avviso vanno considerati diversi aspetti.

    Partiamo da Allegri: ha si utilizzato piu’ calciatori, ma anche perche’ la Juventus ha una quantita’ di infortuni muscolari assolutamente superiori rispetto al Napoli. Sono stati fermi (o lo sono ancora) per periodi piuttosto lunghi Dybala, Bernardeschi, Chiellini, Alex Sandro, Cuadrado, De Sciglio, Khedira, Asamoah, Benatia, e qualche altro che dimentico. Chi e’ stato costantemente sano fisicamente, ed e’ considerato imprenscindibile per il gioco della squadra, come Higuain, Pianjc o Dybala, ha giocato praticamente sempre.

    Attenzione, ho detto sano, non in forma, perche’ parlando con gli juventini in tanti sapranno confermare che non sempre Higuain e Pianjic sono stati in forma (come adesso, per esempio). Ma essendo i piu’ forti, giocano praticamente sempre, perche’ alla Juve, come nel Napoli, a quelli piu’ forti non si rinuncia quasi mai.

    Sempre la Juventus: le rotazioni di Allegri sono incentrate ai cambi tattici, che l’allenatore livornese basa sulle caratteristiche dei giocatori, piu’ che su un canovaccio tattico definito (che praticamente non sembra esserci, motivo per il quale la Juve sembra faticare contro chiunque). Se Allegri vuole forza fisica mette Mandzukic a sinistra a centrocampo (chiedere a Gabbiadini se e’ possibile cambiare ruolo pur essendo centravanti, alti e grossi) e rinuncia a Costa, se vuole agilita’ e dribbling fa il contrario, dietro gioca a 4 o 3 col terzino destro bloccato (Barzagli) o fluidificante (De Sciglio o Lichsteiner), col centrocampo a 2 o 3, e cosi’ via. Sbaglia spesso formazione all’inizio, poi butta dentro Costa, Cuadrado, Dybala, Bernardeschi o qualche altro e spesso appara in corsa.E’ bravo a leggere le partite, anche perche’ ha a disposizione una rosa di gente non solo di valore ma, appunto, tatticamente estremamemte variegate.

    Sarri: cambia meno, perche’ ha la sensazione (e io con lui) che per tanti giocatori il cambio di uomo porti uno scadimento della qualita’, soprattutto in attacco. Se si leggono i dati, si vede che tutto sommato ruota abbastanza dietro (nonostante gli infortuni di lungo corso di Tonelli, Chiriches e ovviamente Ghoulam) e a centrocampo (Diawara sta giocando meno eprche’ sta giocando peggio), ma praticamente niente in attacco, perche’ evidentemente pensa che Ounas e Giaccherini non gli abbiano dato le opportune garanzie. Si e’ fidato talmente poco di loro, che ha fatto giocare piu’ spesso Zielinski che gli altri. Milik e’ ovviamente un caso a parte

    Ed e’ il reparto in cui, per la prima volta in maniera chiara, a dicembre ha chiesto rinforzi, quando parlo’ in TV con Ambrosini dopo la partita col Crotone:

    https://www.ilnapolista.it/2017/12/la-ragionevolezza-sarri-sul-mercato-del-napoli/

    Quindi voleva un altro giocatore che fosse forte, che non e’ difficile individuare in Verdi (ricordate la Battuta su Sane’? Come dire, non pretende i top player, ma neanche Ounas).
    Il presidente aveva annunciato Inglese (poi non arrivato), ed era andato a Milano con Chiavelli per far firmare il contratto a Verdi. Poi lui ha cambiato idea, con Younes e’ successo un casino, Politano era un tentativo disperato finale con bolla speculativa conseguente. Sono convinto che la societa’ fosse cosi’ convinta di prendere Verdi, che non se la sia sentita poi di trattenere comunque Giaccherini, a cui era stato promesso di andare via.
    Ad oggi, l’unica alternative sono Zielinski e il rientrante Milik che, speriamo, abbia fondo abbastanza per le prossime partite.
    Sarri, tattica: qualcuno eccepisce che Sarri sia tatticamente monotematico. puo’ essere, ma senza Milik (o Inglese, o comunque un centravanti di peso), alternative tattiche non ne ha: non si puo’ lanciare lungo sul pivot, non si puo’ crossare alto, non si puo’ giocare con due punte (l’ultima squadra che abbia giocato a due in attacco con i piccoletti e’ forse il Brasile di Romario e Bebeto nel 1994). Lo stesso Sarri ha spiegato che la variazione che voleva fare era il 4231 con Milik punta in casi di emergenza, come successo con la Spal alla fine (e vincemmo anche con quella modifica) e col Sassuolo stesso, prima che Mertens uscisse stremato. La richiesta di Verdi non era per variare tattica, ma per avere un giocatore bravo su tutto il fronte. ambidestro e molto tecnico. Purtoppo e’ sfumato.
    Conclusione: Sarri avrebbe potuto ruotare di piu’? Probabilmente si a centrocampo (ma non penso si siano persi punti per quell reparto), ma in attacco assolutamente no: l’infortunio di Milik ha incasinato la stagione e costretto soprattutto Mertens agli straordinari, considerando che le gioca quasi tutte da agosto. Ora speriamo che Milik gli dia un po’ di riposo, e di alternativa tattica.

    • Pasquale Maltempo 3 aprile 2018, 13:32

      Luigi io aspetto sempre le tue risposte agli articoli perché so che saranno parole che io condividerò al 100 % e che non avrei saputo spiegare meglio..

      • Luigi Ricciardi 4 aprile 2018, 11:57

        Ciao Pasquale,
        troppo gentile, ma cerco solo di usare il buon senso.

    • ottimo post. Però qualche dubbio me lo pone. Mertens prima dell’infortunio di Milik era considerato anch’egli un mezzo scadimento di qualità. E, pur convintissimo anche io che ci sia differenza abissale tra le due rose, trovo che Sarri abbia peccato per assenza di coraggio. Sinceramente la differenza tra Sturaro e Maksimovic è tutta a favore del Serbo, mentre il minutaggio pende nettamente verso l’italiano. E tra Rog e Betancour non ci vedo grandi differenze qualitativamente mentre il minutaggio è ancora tutto a favore dello Juventino.

      Cioè, alla fine della fiera se la tua squadra l’allena Sarri non potrai mai sapere di avere un campione da 35 gol se almeno un’altro giocatore non si fa male seriamente. Quasi un gioco macabro in cui per scoprire un talento ne devi perdere un’altro per forza. Ecco, questo io sinceramente lo trovo il grande limite dell’allenatore toscano, limite che alla soglia dei sessant’anni io non credo supererà mai.

      • Luigi Ricciardi 4 aprile 2018, 11:57

        Ciao,
        guarda, su ogni singolo caso ognuno un po’ avere giustamente opinioni differenti.
        Il dato piu’ macroscopico che emerge, a mio avviso, e’ che dopo l’infortunio di Milik la rosa del Napoli in avanti si sia rivelata come la piu’ corta tra le squadre prime in classifica.
        Non avervi posto rimedio e’ sicuramente un peccato.
        Poi possiamo dire che Rog sia meglio o peggio di Betancur, o che Sturaro abbia giocato anche troppo (anche se tante partite le ha fatte da terzino destro, quando mancavano tutti gli altri, e Maksimovic, fino agli infortuni di Tonelli e Chiriches, era nel reparto piu’ ricco di ricambi), ma parlo del quadro in generale.
        Su Mertens dissento: e’ stata una scoperta ed un’evoluzione di Sarri la nuova posizione del belga, ma non si puo’ assolutamente dire che l’allenatore avesse “colpa” non averlo scoperto prima: il giocatore faceva il laterale d’attacco dall’ inizio della sua carriera, e il ruolo era coperto da Milik (e anche da Gabbiadini che io ho ritenuto sempre inadatto a questo livello).

        • Si probabilmente su Mertens hai ragione. Però sai, è dal gol estivo di Ounas (non mi ricordo se col Trento o col Feralpi o una squadra così), fatto da perfetta punta centrale con imbeccata di Giaccherini che mi chiedo se quel ragazzino un po’ gracile ma scattoso e tecnico non potrebbe magari mostrare un talento inespresso giocando al vertice e non esterno alto sarriano (inteso come laterale che copre la fascia e soprattutto lavora in interdizione, come Calle). Certo, Sarri ha gli allenamenti, ma a volte le partite sono una cosa diversa. Cioè, per tornare a Mertens, io non so se l’abbia mai provato da punta centrale e se quando l’ha provato faceva fioccare gol come ha dimostrato poi. Lo stesso Gabbiadini arrivò a Napoli come attaccante esterno destro con la mazzata da fuori, Sarri lo schierò ostinatamente al centro senza dargli modo di tirare una volta nel modo in cui lo faceva prima. Lo ha chiuso in area dove si girava con difficoltà e tirava con altrettanta difficoltà.

          Il mio discorso è: una volta che hai un giocatore che nella tua casella non va, perchè non provi? Il coraggio di provare e decidere a ragion veduta che non funziona o che funziona.

          Io credo questa caratteristica sia endemica del modo di pensare di Sarri. In allenamento, in campo, cambia poco. Lui ha le sue caselle. Certo, De Laurentiis sembra l’unico a non averlo capito, oppure potrebbe rifiutarsi di accettarlo da sempre. Io non credo che sia un caso che Sarri sia rimasto legato ad un giocatore che non è più a Napoli, e con caratteristiche “sarriane”: campione, non giovanissimo e con margini di recupero/miglioramento. Posso solo immaginare cosa Sarri avrebbe fatto di un Kolarov. Ma questi sono giocatori che la SSCN Napoli non compra. Ha quindi senso continuare con questo corto circuito interno?

    • Francesco Sisto 3 aprile 2018, 17:27

      Bel post, pero io adesso ti faccio una domanda semplice, e vorrei una risposta onesta, da te che sei onesto e di calcio capisci.
      Secondo te, se Sarri avesse avuto Costa e Cuadrado, non avrebvero conunque giocato gli ultimi 20-25 minuti, essendo 2 giocatori con caratteristiche “anarchiche”?
      per dirla alla Sarri.
      Specialmente Costa, che fa e va praticamente quello che e dove vuole lui.
      Tu ce lo vedi Sarri che accetta uno cone Costa?
      La forza di Sarri (lo schema di gioco) è anche il suo limite, mentre il limite di Allegri (il non avere uno schema di gioco), diventa la sua forza.

      • dino ricciardi 3 aprile 2018, 22:44

        I Cuadrato,i Douglas costa non sono anarchici,sono semplicemente gente che fa superiorità numerica puntando sempre l’uomo.
        Se una domanda del genere gliela fai a Sarri si mette a ridere…..

      • Luigi Ricciardi 4 aprile 2018, 8:04

        Guarda, secondo me la risposta è proprio il citato (da Sarri) Sanè del city : un giocatore fenomenale nel dribbling, ma assolutamente disciplinato tatticamente.
        Ancora di più, ti rispondo con un paradosso, ma forse neanche troppo : tatticamente, per me, sono più indisciplinati Rog e Diawara che Cuadrado e Costa.

    • Concordo quasi su tutto, la juve lascio persino higuain in panca perche poteva

  10. Francesco Sisto 3 aprile 2018, 12:33

    Stiamo facendo un dramma per il pareghio a Sassuolo, quando invece é una cosa normalissima, che puo accadere, come dimostrano il pareggio della Juve a Ferrara, o quello della Roma a Bologna.
    Purtroppo l’anomalia é che c’è una squadra che le vince (quasi tutte), da 6 anni a questa parte, e quindi per starle dietro le altre sono costrette a fare lo stesso, ma visto che non c’e la differenza che passa tra quella squadra e tutte le altre, ecco che diventa impossibile per squadre come Roma e Napoli farlo.
    Quella e la cosa strana, non i pareggi a sassuolo o bologna.

    • Giacomo Molea 3 aprile 2018, 13:46

      Esatto, be la grande rubentus se potesse lasciare 6 punti rubacchiati nn sarebbe cosi grande e ci starebbe dietro (pareggi sacrosanti a cagliari, firenze e roma con la lazio), inoltre questi giocano da fare schifo, in qualsiasi parte del mondo juve milan sarebbe finita 1 1 ma nn a torino dove 2 tiri a casaccio trovi 2 gol nel finale. Questi hanno Dio bianconero e sono convinto che se pure facevamo 100 punti questi ne facevano 101

    • Fra un po le vinciamo tutte ed è un dramma comunque. Ovvio che il napoli non puo vincere quanto la juve e che sarri non ha colpe ha una rosa diversa

  11. Paolo Manieri Napoli 3 aprile 2018, 11:55

    Caro Napolista, la controprova ce la darà Sarri se andrà o meno altrove.
    Per avere tutto quello che chiede, arricchirsi e top players, deve necessariamente andare dove ci sono soldi che qui non abbiamo e mai avremo.
    Se invece dovesse restare, allora quelli che sin dall’inizio hanno visto lo spettro di Mazzarri bis, con l’aggravante che l’attuale rosa è la migliore in assoluto della gestione DeLa, avranno avuto ragione, il provincialismo è perdente ad alta quota e il Napoli, guardando il percorso successivo del tricotico Walter, ha una rosa molto a disopra della vulgata che tende a sminuire se non annientare quello che abbiamo. Basti pensare al Capitano, che ovunque in europa è considerato un fuoriclasse e da noi ce ne accorgiamo solo nei rarissimi casi in cui non gioca.

    • Ounas, Maggio, Macach: sono alternative di pari livello ai titolari? Tonelli ha problemi fisici. Diawara ha subito una involuzione evidente: ogni volta che entra, fa un paio di cappelle. Mi dici quali sono le alternative?

    • Luigi Ricciardi 3 aprile 2018, 17:23

      La rosa non e’ scarsa, ma non e’ al livello della Juventus, la squadra alla quale stiamo contendendo lo scudetto, e stiamo mantenendo aperto, unico caso in Europa, un campionato che a rigore di logica si sarebbe dovuto chiudere a dicembre (anzi, neanche cominciare).
      Non si tratta di annientare, ma di considerare i valori effettivi: tu davvero pensi che la rosa sia all’altezza di quella della Juve, anche considerando gli infortune di giocatori per noi fondamentali?

Comments are closed.