Il Napoli e il tabù di Pasqua: dal 2008 a oggi, otto partite senza vittorie nel sabato santo

Un passo falso duro da digerire, in casa del Sassuolo: Sarri deve prendersi rischi maggiori, ora il Napoli deve pensare solo a sé stesso.

Il Napoli e il tabù di Pasqua: dal 2008 a oggi, otto partite senza vittorie nel sabato santo

Statistica

Ed è di nuovo “MalaPasqua”. Così come titolò un quotidiano cittadino dopo una pesante e controversa sconfitta del secondo Napoli di Vinicio a Perugia nel giorno di Pasqua 1979. La festività del Cristo Risorto ancora una volta non dice bene al Napoli. Dal suo ritorno in serie A, è l’ottava volta su dieci che gli azzurri perdono punti a Pasqua. Per il Napoli questa ricorrenza è ormai più calvario che resurrezione.

Nel recente passato due sole vittorie, a Torino contro i granata (3-5) nel torneo 2012-13 e lo scorso anno in casa contro l’Udinese (3-0). Poi cinque pareggi e tre sconfitte. L’ultima, dolorosissima, tre anni fa all’Olimpico contro la Roma. Scherzi del calendario, che ha portato il Napoli a giocare la partita di Pasqua quasi sempre in trasferta. Ne scrivemmo già l’anno scorso proprio su queste pagine.

Parole e atteggiamenti

Trasferte che però, almeno fino a sabato, costituivano il piatto forte della squadra di Sarri, apparsa invece a Reggio Emilia confusa e disorientata, quasi appesantita dal fatto di giocare prima della Juventus. Questa storia degli anticipi e dei posticipi sta danneggiando il Napoli. Non so fino a che punto Sarri creda davvero che giocare dopo la Juventus sia uno svantaggio. Le troppe chiacchiere sull’argomento di sicuro non hanno fatto bene agli azzurri. Anche perché molti anticipi e posticipi erano inevitabili, visti gli impegni di coppa di entrambe, e ora solo dei bianconeri di Allegri.

Le parole dei due allenatori dicono tanto sull’attuale momento delle due rivali. L’Allegri nervoso ha lasciato di nuovo spazio a quello sfrontato e  sicuro di sé. Il Sarri sornione si è invece smarrito all’improvviso. La speranza è che l’obiettivo dichiarato dall’allenatore del Napoli, ovvero il record degli 87 punti, sia solo un pretesto per alleggerire la pressione su una squadra che, da quando la lotta scudetto si è fatta dura e serrata, non riesce più a giocare rilassata. I meccanismi si sono inceppati, e forse gli azzurri hanno solo bisogno di tornare a divertirsi. L’abitudine allo stress dei testa a testa si acquisisce nel tempo. Chiedere alla Roma cosa sia significato per lei lottare punto a punto per tanti anni, e senza quasi mai riuscire a spuntarla.

Più rischi per Sarri

Il passo falso del Napoli è già stato puntualmente analizzato da Massimiliano Gallo, c’è poco altro da aggiungere. Vale la pena di ribadire che forse è giunto il momento che Sarri prenda qualche rischio in più sui giocatori da mettere in campo. Le ultime partite stanno ampiamente dimostrando quanto la rosa corta sia un falso mito di media ed ambiente. Sarri ha sostanzialmente rinunciato da tempo ad utilizzare giocatori diversi dai “titolarissimi”. In barba a chi pensava (per l’ennesima volta) che eventuali rinforzi di gennaio avrebbero potuto realmente incidere. Se calciatori ormai ampiamente inseriti nei meccanismi del Napoli come Rog, Diawara e lo stesso Milik vedono il campo col contagocce, non è facilmente immaginabile come dei nuovi acquisti sarebbero riusciti a scalare rapidamente delle gerarchie consolidate da tempo.

Nonostante il momento negativo, è giusto però ricordare che tra due settimane il Napoli potrebbe già essere aritmeticamente qualificato alla prossima Champions League con sei giornate d’anticipo. Obiettivo che a molti sembrerà banale, ma che costituisce sempre un grandissimo risultato. Per apprezzare meglio la terza “Champions” consecutiva basta chiedere cosa ne pensino dalle parti di Milano.

La Champions, la Juventus e il Chievo

E sempre per rimanere in tema Champions, è necessario fare chiarezza su un luogo comune che riguarda la Juventus. Come dimostrato sabato sera, i bianconeri non fanno prigionieri, con o senza impegni europei. Sarà bene ricordarlo, non sarà una (difficile) qualificazione alla semifinale di Champions League a togliere punti in campionato alla Juventus. Dalle parti di Vinovo vittoria chiama vittoria. Chi, da tifoso del Napoli, sosterrà la Juventus in Europa, lo faccia perché si tratta di una squadra italiana, lo faccia per il ranking del calcio italiano, lo faccia per qualsiasi motivo, ma non lo faccia per calcolo o per secondi fini. Una eventuale qualificazione contro il Real Madrid raddoppierà forze, stimoli e autostima dei cannibali del calcio italiano.

Se il Napoli vorrà sperare ancora di vincere questo scudetto non dovrà quindi contare sugli impegni ravvicinati della Juventus, ma dovrà solo pensare a sé stesso, senza più perdere colpi, vincendo per la prima volta allo Stadium e fidandosi delle motivazioni delle altre squadre che incontreranno i bianconeri, Inter in primis. Perché non tutte le squadre si chiamano Sassuolo. Sempre a patto di vincerle tutte, a cominciare da domenica prossima contro un Chievo che verrà al San Paolo a fare barricate. Bene che Sarri trovi l’antidoto giusto. E che il Napoli torni a giocare con la mente sgombra.

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