Posta Napolista / La Serie A è competitiva solo grazie all’anomalia-Napoli

L’unico campionato europeo ancora aperto, ma solo grazie a una stagione eccezionale. Perché la Serie A e il calcio in generale non legiferano per mantenere alta la competitività?

Posta Napolista / La Serie A è competitiva solo grazie all’anomalia-Napoli
Foto Ssc Napoli

Un campionato bellissimo

Da più parti e da parecchie settimane sentiamo ripeterci di quanto sia bella e appassionante la sfida per la vetta della classifica del campionato di Serie A. Ci dicono (e ci diciamo) che siamo fortunati a vivere questo testa a testa avvincente rispetto agli altri tornei europei, ormai decisi da un pezzo. Ci si è spinti finanche al punto di considerare il calcio italiano “non così malato come lo si dipingeva”, addirittura “in ripresa” e più interessante di altri campionati presi a modello.

Può mai essere che la delusione e le critiche al nostro pallone siano state così profondamente sbagliate?

La volontà

Secondo me no, le critiche ci stavano e ci stanno tutte e solo una serie di anomalie ha fatto sì che questo campionato non abbia seguito lo stesso copione degli altri maggiori campionati europei.

La più grande ce l’abbiamo sotto gli occhi e la ammiriamo esibirsi ogni settimana. È il Napoli. Potrà bastare un’anomalia o un insieme di anomalie a cambiare profondamente un sistema tanto cristallizzato come il nostro calcio? Ancora una volta per me la risposta è no. (Magari!)

Di sicuro non esiste una ricetta unica e perfetta che garantisca un tale livello di competizione per gli anni a venire, ma credo che alla base ci sia un ingrediente fondamentale: la volontà.

La volontà di rendere interessante un campionato, o una coppa, di renderlo aperto e imprevedibile e quindi di coinvolgere quante più squadre possibili a lottare realisticamente per vincere, e non solo per un terzo di campionato.

La costruzione di un modello

E allora mi chiedo, se questa Serie A così competitiva – non solo per la vetta – piace a così tanti addetti ai lavori, perché non si comunica, non si organizza, non si ripartisce e non si legifera in modo da poter godere di questo spettacolo – indipendentemente dal vincitore – per più di una stagione?

Uno spettacolo del genere non avrebbe un valore commerciale maggiore? E non sarebbe più appagante vincere una competizione così combattuta?

Post Scriptum

Per una competizione aperta che coinvolga più parti è necessario – aritmeticamente – che qualcuna di queste perda qualche punto ogni tanto. Questo aspetto sarebbe ritenuto accettabile?

ilnapolista © riproduzione riservata