La sera in cui Sarri decretò la Waterloo del papponismo

In una sola serata, l’allenatore ha abbattuto due tabù: la sua estraneità al mercato del club e la presunta voglia di De Laurentiis di non comprare. Ha difeso la famiglia Napoli. Una svolta molto importante

La sera in cui Sarri decretò la Waterloo del papponismo
Una scena di “Accattone”

Ci vorrebbe una cattedra universitaria

È stato uno storico post-partita quello del 4 febbraio 2018. Il Napoli ha vinto a Benevento due a zero. Ha conservato il primo posto in classifica. Ma, soprattutto, Maurizio Sarri ha disinnescato il più importante movimento culturale napoletano: il papponismo. Un fenomeno che meglio di ogni altro descrive la città. Poiché, però, riguarda il pallone, non viene preso in considerazione da chi pure studia o comunque parla in continuazione di Napoli. Dovrebbero invece creare una cattedra universitaria in papponismo. È la chiave per capire questa città, soprattutto la medio-alta borghesia.

Perché, attenzione, il papponismo c’entra niente col censo. Anzi, alligna maggiormente tra i cosiddetti professionisti: magistrati, avvocati, scrittori, giornalisti eccetera, più si è in vista e più si è papponista. Non a caso, gli unici che stavolta non hanno contestato il non mercato del Napoli sono stati gli ultras la voce calcistica del popolo.   

“Stai col pappone”

Fateci caso, tra i presunti tifosi illustri non ce n’è uno che riconosca i meriti di De Laurentiis, ne pagherebbero in termini di popolarità e sarebbero accusati di essere prezzolati. “Stai col pappone” è l’accusa che ti inchioda senza appello. Che ti mette nell’angolo in qualsiasi cena. Capitava dieci anni fa – prima della sua riabilitazione ratificata anche da Scalfari e dal Nyt – con chi osava provare a parlare senza sdegno di Silvio Berlusconi. Il pappone (De Laurentiis), colui il quale sfrutta noi meretrici del tifo. L’economia di mercato, nel racconto dominante della città, non esiste.

Persino gli opinionisti del Napoli, recentemente invocati dal presidente, finiscono col consegnarsi al nemico nel giro di pochi secondi, esibendo il complesso d’inferiorità nei confronti della Juventus come se il Napoli potesse avere la potenza economica-finanziaria degli Agnelli. L’orgoglio d’appartenenza esiste soltanto in determinate occasioni, ovviamente quando c’è da mettersi in posa per un successo o aggregarsi a un latrato di lamentazione.

La giornata dell’odio

Come succede a ogni sessione di calciomercato, anche stavolta alla sua chiusura si è celebrata la giornata dell’odio per Aurelio De Laurentiis. Un classico orwelliano che l’ambiente Napoli non salta mai. Perché da noi la corrente imperante descrive il Napoli come una squadretta di terz’ordine – una sorta di Ascoli – che unicamente grazie all’allenatore e ai calciatori (che hanno meriti enormi, sia chiaro) naviga nei quartieri alti della classifica. E, va da sé, nonostante Aurelio De Laurentiis. Che è considerato il tiranno, il male assoluto, il feudatario dei sentimenti di un intero popolo. Come se il Napoli per incanto fosse passato dalla Serie C al primo posto. E quando non possono fare a meno di riconoscerlo, hanno la scappatoia pronta: De Laurentiis è fortunato.

La svolta

Succede poi – una sera all’improvviso – che Maurizio Sarri vada in tv per le interviste post-partita e proferisca la dichiarazione shock: “De Laurentiis era fortemente intenzionato a spendere, Giuntoli è un fuoriclasse e ha avuto le palle di non comprare a caso. Ha avuto anche la sensibilità di non mettermi in difficoltà con acquisti che non sarebbero stati funzionali al progetto”. Quest’ultima frase non è letterale, ma il senso è quello. Il Napoli ha provato a prendere i calciatori desiderati da Sarri e non ci è riuscito.

Sarri ha abbattuto due tabù in un colpo solo

È stato un momento rivoluzionario. Per la prima volta, Sarri ha abbattuto due tabù. Ha ammesso quel che era chiaro anche a un bambino, e cioè che lui dà le indicazioni per i calciatori da acquistare. In qualsiasi altra piazza sarebbe assurdo rimarcare questo passaggio, ma a Napoli è doveroso.

Se possibile, il secondo tabù è ancora più importante. Maurizio Sarri – che noi sul Napolista abbiamo spesso criticato proprio per le sue dichiarazioni quasi sempre allusive in negativo nei confronti della società – ha invece mostrato l’immagine di un club unito, che certamente ha rimediato una brutta figura nell’ultimo calciomercato (questo lo diciamo noi), ma che ha avuto le idee chiare e si è battuto per accontentare il suo allenatore. Anche a costo di rimediare la brutta figura di cui abbiamo scritto.

Ha parlato da uomo azienda

La svolta comunicativa di Sarri è stata la notizia più importante di ieri sera. Ha parlato da uomo azienda, ha difeso a spada tratta il direttore sportivo Giuntoli e ha fornito un alibi di ferro a De Laurentiis. Si è posto a protezione della famiglia. Non ha lasciato spifferi aperti. Lo ha fatto mentre già era partito il pianto alla Maddalena per l’infortunio di Mertens. Sarri sta dimostrando una volta di più di essere un uomo sorprendente, una persona che lavora continuamente su di sé. Ora non ci aspettiamo che quest’atteggiamento resista per sempre, ma il 4 febbraio resta una data da cerchiare in rosso sul calendario. La Waterloo del papponismo. Forse un nuovo giorno per il Napoli. Si vince tutti insieme. Si perde tutti insieme. Qualcuno lo chiamava “spalla a spalla”. 

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  1. alberto de rosa 7 febbraio 2018, 12:29

    Mi permetto di dissentire. Ti cito sinteticamente alcuni degli attuali limiti della SSC Napoli: strutture non adeguate ad un club che si trova al 20° posto tra i club europei, stadio comunale (e non di proprietà) fatiscente, carenze organizzative a livello societario: non si vede una vera distinzione di ruoli per colpa dell’invadenza di ADL, manca un riferimento a livello media tant’è che il migliore comunicatore della società è Sarri..; poca cura del vivaio e del settore giovanile, mancano osservatori e una forte rete di scouting, incapacità di stringere alleanze strategiche con altri club o procuratori aventi peso sul mercato e potrei andare avanti. Nonostante ciò stiamo lottando per il titolo… Credo (e non sono il solo) che con questi investimenti si possano gettare le basi per il futuro e – diversamente da quanto affermi – vedere un Napoli sempre più competitivo. Altrimenti i migliori andranno via, Sarri compreso. Non si tratta di forma o pessimismo ma di vedere la realtà così come è!

    • Raffaele Sannino 8 febbraio 2018, 17:29

      Ma a lei quale conforto da sapere che tra 100 anni ci saranno strutture di proprietà della sscn?Con Ferlaino non c’erano strutture,si vivacchiava in attesa che qualcuno gli desse la buona uscita(Corbelli) in attesa dell’inevitabile fallimento.Eravamo senza prospettive e in serie b.Oggi è tutto grasso che cola.

  2. Il rapporto tra ADL, Giuntoli e Sarri presenta indubbiamente degli aspetti che sfuggono alla comprensione dei più, per il semplice motivo che ADL ha sempre caparbiamente (l’avverbio è una constatazione non un giudizio di merito) evitato un rapporto convenzionale, normale, tradizionale con l’Informazione. Quindi sulla materia possiamo fare solo supposizioni.
    Io personalmente ho imparato a non caricare di significati le esternazioni dei due protagonisti parlanti (si sa che Giuntoli, forse per contratto, non è autorizzato a rilasciare dichiarazioni) né a cercare di interpretarle come fossero sentenze di un oracolo.
    Se, poi, ci vogliamo limitare a giudicare il recente mercato del Napoli, io ne do un giudizio negativo senza remore e senza concedere attenuanti. Considerando che Milik difficilmente potrà dare un contributo fattivo alla squadra nel prosieguo del campionato, servivano senza dubbio una punta d’area e un laterale. E chi vuole comprare si muove per tempo, non si fa tenere sulla corda da calciatori poco più che discreti né si rivolge alla bottega del Sassuolo. Insomma, come minimo si è peccato di ingenuità.
    Per il resto, sono più che soddisfatto della presidenza ADL. Già incutere ansia al potere calcistico, per me tifoso è un onore. Se poi si vince, considerando le nostre possibilità economiche in rapporto a quella altrui, beh….

  3. Qualcuno lo chiamava spalla a spalla quando aveva già il biglietto aereo per la spagna.

    Sarri ha già il suo biglietto aereo, forse per questo parla da uomo azienda, perchè non ha più niente da perdere e vuole migliorare il suo profilo internazionale. Insomma, sta facendo marketing, come quelli che quando stanno per lasciarsi con la ragazza si mettono in tiro dopo essersi lasciati orrendamente andare per anni.

    Il mio istinto dice che Sarri è già andato via. Ma da parecchio, per questo fa il brillante. E non ne farei una tragedia, mi pare un epilogo naturale. Stamattina ho letto su un portale di “mercato post rinnovo” e mi sono messo a ridere.

  4. robertoLEONEda tastiera 6 febbraio 2018, 9:32

    ma sto massimiliano gallo, non si vergogna nello scrivere certe cose?

  5. Luciana Calienno 5 febbraio 2018, 22:53

    Il papponismo non può essere
    “disinnescato” perché,tranne alcuni casi isolati di frustrati ignoranti , semplicemente
    non esiste. Viene dispregiativamente definito così, per ottusa o interessata
    piaggeria verso adl,il prendere atto da parte di chiunque abbia un po’ di
    lucidità mentale,che quello che da 10 anni è il livello della squadra,OTTIMO E
    FONTE DI GRANDE SODDISFAZIONE E DIVERTIMENTO, non è stato e
    probabilmente non sarà mai migliorato facendo sì che la squadra programmi e
    determini come obiettivo lo scudetto, perché la proprietà non ha intenzione o
    non ha i mezzi (e questo può essere oggetto di un discorso a parte) per farlo e
    soprattutto per affrontare ciò che seguirebbe allo scudetto. Guardate, chi ha
    una certa età sa cosa significhi per un tifoso del Napoli vincere lo scudetto :non
    si può spiegare a parole e ti resta dentro per sempre.Sapere che non interessa “per statuto”,anche
    se fosse in cambio di una duratura e redditizia zona champions (che mi ricorda tanto la
    vita eterna di Nosferatu), è uno stato d’animo innaturale ,che
    meriterebbe più comprensione e rispetto. In fondo è quello che dice Sarri quando dice che per restare vuole una prospettiva di miglioramento.E poi dove sta scritto che dopo lo
    scudetto ci sia un ineluttabile declino? Ma anche se ,per assurdo, fosse così
    ,se io potessi scegliere,sceglierei scudetto e declino.E’ la vita.E’ la mia
    vita di tifosa, come in tutte le città del mondo.Non la posso ,e non la
    voglio, sostituire con i calcoli degli impresari.

    • Antonio Baiano 6 febbraio 2018, 8:38

      Io invece voglio un Napoli sempre ad alto livello; non mi interessa lo scudetto subito (ovvio che se quest’anno viene non mi tiro indietro); se rimaniamo sempre in alta classifica formiamo una dimensione ed immagine della squadra di un certo tipo e si hanno introiti che permettono la sua crescita , e in queste condizioni si può avere fondate speranze di vincere anche più campionati. Che poi la vittoria in un campionato è importante, ma a mio avviso ormai conta molto di più essere negli alti livelli a livello europeo perchè porta visibilità ed introiti: quindi importantissimo è comunque rimanere in alto.

      • Luciana Calienno 6 febbraio 2018, 14:41

        Questo vorrebbe la logica.Anche io ragionavo così ,poi ho
        visto che (chiacchiere a parte) non si intravede alcun principio di programmazione e investimenti in alcun settore da 10 anni. Di conseguenza non esiste alcuna crescita strutturale (organi societari,centro sportivo, stadio,settore giovanile, marketing).L’attuale “dimensione”
        finanziaria è dovuta solo ai risultati sportivi (peraltro raggiunti aldilà delle
        ragionevoli aspettative) e ai relativi introiti (Champions) i quali hanno pochi
        margini di crescita .Anzi basterebbe non andare in Champions un anno e si
        arretrerebbe subito dal punto di vista economico, che significa, in base alla
        linea societaria,vendita dei migliori, ingaggi più bassi e risultati che
        peggiorano ulteriormente. Per questi motivi per i tifosi del Napoli mi sembra molto
        più concreto auspicare un’ impresa, anche se isolata ,oggi ,che illudersi su di
        un futuro per il quale non viene messa alcuna base.

      • Raffaele Sannino 6 febbraio 2018, 17:27

        L’unico modo per tacitarli è vincere lo scudetto.Solo così finiranno le ragnatele cui si appigliano.

  6. Sarri parla bene solo quando dice quello che vuoi tu?

    • Raffaele Sannino 6 febbraio 2018, 0:22

      Sarri va interpretato.Fanno l’esegesi,come per le sacre scritture,dove non tutto si può prendere alla lettera e ogni parola ha molteplici significati.Il limite del ridicolo è stato abbondantemente superato….

  7. Vincenzo Barretta 5 febbraio 2018, 21:57

    Concordo con l’articolo.. al contempo però, io non credo che sarri abbia cambiato atteggiamento. Io ho sempre visto un personaggio sopra le righe ed estremamente intelligente. Ecco… forse è cambiato il vostro modo di vedere le cose…

  8. Bellissimo articolo e la “Waterloo del papponismo” è pienamente azzeccata. Complimenti e forza Napoli

  9. Luigi Ricciardi 5 febbraio 2018, 20:42

    Non si tratta di sterco o altro, ma del semplice fatto che il Napoli aveva puntato due giocatori non famosissimi, non troppo costosi, dall’ingaggio contenuto e provenienti da società minori, e non è riuscito a prendere nessuno dei due: agli atti, il mercato è stato un fallimento. Cambia che Sarri, invece dei profili, ha indicato direttamente i giocatori, e quindi il Napoli aveva un range di riuscita più basso, e pur non parlando di Di Maria o Sanchez, non è riuscito nel tentativo. Di fatto, il giudizio su questa sessione resta negativo.

    • Il Napoli, per due specie di cefali, ha messo 55 milioni sul bancone del pescivendolo. Cosa doveva fare ancora? Per i metodi mafiosi bisogna bussare al citofono del piano di sotto.

      • Luigi Ricciardi 6 febbraio 2018, 8:02

        Ferdinando non è un problema di soldi, ma di capacità di gestire le trattative in una certa maniera (il prezzo di Politano è una bolla, e lo sai anche tu).
        Io non mi preoccupo che questi due calciatori non siano arrivati, anche se avrei preferito che uno adesso fosse con noi, ma per il fatto che non siamo riusciti a chiudere l’ingaggio di due calciatori appunto normali.

        • La vera trattativa anomala è quella di Verdi. DeLa e Chiavelli non si muovono se non sono sicuri di chiudere. Evidentemente qualcosa deve essere successo. O forse Giuntoli non ha capito che Verdi era una trappola. La non trattativa per Politano è servita a tutti. Al Napoli, qualora ce ne fosse bisogno, per dimostrare di avere soldi da spendere. Alla Juve per far fare una pessima figura al Napoli… Io credo che il vero accordo su interessi che lambiscono il calcio ed arrivano molto oltre si avvenuto tra Napoli e Juventus. Con buona pace degli involucri per prodotti ittici.

        • Domenico Cerbone 6 febbraio 2018, 11:43

          giusto per curiosità … quale sarebbe il metodo per gestire queste trattative che non è stato applicato???

          • Raffaele Sannino 6 febbraio 2018, 17:31

            Il metodo?Semplice,caricare con la forza Verdi su un furgone e trasportarlo contro la sua volontà a Castelvolturno.

          • Luigi Ricciardi 6 febbraio 2018, 22:47

            In effetti hai ragione :il mercato del Napoli questo gennaio è stato perfetto , abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi puntati. Speriamo vada sempre così.

          • Luigi Ricciardi 6 febbraio 2018, 22:50

            Non lo so, ma è indubbio che questo mercato è stato un fallimento,e non riconoscerlo non ha senso. Tu vorresti che ogni sessione di mercato andasse così?

    • Mario Fabrizio Guerci 8 febbraio 2018, 10:33

      Negativissimo.
      Invece di continuare a spaccare la tifoseria con papponisti e aureliani,perchè non parliamo di un vice Mertens assente,del “nostro”Inglese, tanto annunciato e mai arrivato?Perchè non piace a Sarri? Mah,mistero..!Meglio quindi rimanere così…Ma quando avete visto Dries dolorante,chi di voi non ha tremato,chi di voi non ha imprecato?!!!
      Altro che Politano o Verdi

  10. Pasquale Valle 5 febbraio 2018, 20:16

    Direttore, concordo con quanto ha scritto. Ma vorrei esprimere il mio punto di vista facendo una sintesi di alcuni concetti:
    – Sarri difende Giuntoli il cui operato è stato probabilmente valutato in maniera negativa da De Laurentis. Non da Sarri;
    – Sarri rimarca la disponibilità economica del club in funzione del prossimo mercato (ciclo finito? Si può perpetuare? Allora vi dico io chi dobbiamo comprare.).
    Questo concetto devo ampliarlo. Assodata una certa disponibilità economica programmatica (perchè la qualificazione alla prossima Champions League è cosa quasi fatta), il club ha la volontà di trattenere i giocatori chiave di questa squadra ed eventualmente ingaggiarne altri di pari o superiore livello? Diversamente ci saranno altri Ounas e Inglese (o Younes?) da mettere sotto contratto per infoltire la tribuna autorità?
    – Sarri non è Benitez. Sarri indica dei profili, non prende il telefono e chiama a Mascherano. Non lo fa, non lo può fare. Chiama un Verdi che vuole crescere/invecchiare a Bologna (o forse vuole andare a Roma la prossima a estate, non ci interessa). Le sue indicazioni, seppur specifiche e nominali, devono essere filtrate dall’apparato esecutivo-commerciale della società. Potrebbe sentirsi frustrato da queste contingenze politiche che prima d’ora non aveva vissuto personalmente.

  11. Enrico Ariemma 5 febbraio 2018, 19:54

    Max, diversi punti di dissenso (inutile sciogliere il peana sui punti di aderenza al tuo discorso, che non sortirebbero auspicata ulteriore discussione).

    1: Non c’entra il censo ma, pensa tu, c’entra la diversa composizione delle curve. La B con ADL, la A no. Non so se c’eri a Benevento, ieri, se c’eri avrai visto come l’ho visto io in situ lo striscione a pochi minuti dalla fine – ADL pappone – e i cori “De Laurentiis buffone” della A.

    2. Esatto, svolta comunicativa. Il grandissimo tecnico, ma fino a ieri goffo ruttatore finto anticonvenzionale, ieri si scelta e fa l’aziendalista. Vale a dire: per amor di bugia (Rafa docet) sortisce svariati effetti: a) vuole vincere lo scudetto, del resto non gli importa nulla, dunque fa il parafulmine (“ho detto io di non comprare nessuno se non quei due”: ma non diceva il contrario, e da due anni? che non entra nel mercato – cosa che i fatti hanno sempre dimostrato, peraltro? a meno che non abbia chiesto, che so, Pavoletti, Rog e Ounas, beninteso)

    3. Sta dicendo, in pratica, che va via (ma questo mio punto 3 è la conseguenza degli altri due, che puoi benissimo non condividere), perché siamo tutti, a vario titolo, uomini di calcio e certe parole le sappiamo leggere. Intendo dire che dovrebbe cambiare tantissimo perché le cose si mettano diversamente (e può accadere)

    4. Purtroppo è vero: non tenevamo i palloni e sono 9 anni che siamo in Europa eccetera. Ma se si vince – se si vince dico, non se si arriva secondi – si vincerà MALGRADO ADL. Per il quale il secondo posto – che sarà terzo,. secondo o quarto per i prossimi 5 o 6 anni – incarna molto più dell’obiettivo minimo. Mentre per Sarri un altro secondo posto – dopo un triennio in cui il mondi dice che nulla si è visto al mondo da che calcio è calcio come il Napoli (ed è vero) – sarebbe un fallimento: sei il migliore, hai la squadra migliore, e manco la supercoppa. (ovviamente possiamo non pensarla così, ma nella concretezza brada vammi a confutare).

    Un abbraccio

    • “Goffo ruttatore” all’unico allenatore di A+B+C che abbia un titolo di studio elevato ed abbia avuto un lavoro di assoluto prestigio. Bah…Per curiosita’ Lei che lavoro fa? che studi ha fatto? Sicuro di poter ergersi a giudice di un uomo come il Signor Sarri? Da come scrive un po’ di ripetizioni, almeno in italiano, ci vorrebbero proprio.

  12. Premesso che “illustra” solo la passione per i colori azzurri, credo
    sarebbe bene evitare i pregiudizi e attenersi ai fatti. Un primo fatto è
    che, chi era alla partita ieri, sa che dalla curva (non dalla tribuna centrale)
    non si sono certo intonati peana al Presidente. Un secondo fatto è
    che nessuno dei calciatori acquistati in era sarriana da ADL, Chiavelli e Giuntoli (anche
    se di quest’ultimo, in verità, ancora non è dato decifrare l’effettivo ruolo)
    gioca titolare: Diawara, Rog, Ounas, Tonelli; Maksimovic e
    Giaccherini, poi, sono pure andati via. Un terzo fatto è che, seppur utili alla
    causa, per non dire necessari, a gennaio non sono arrivati rincalzi e
    tanto meno rinforzi. Il papponismo non c’entra niente, perché nessun
    tifoso del Napoli nega i meriti e le capacità di ADL nell’aver portato la
    società al livello di eccellenza attuale. Ma i tifosi hanno diritto di giudicare
    se l’organizzazione e il modus operandi della SSC Napoli, perfettamente
    funzionali all’equilibrio dei conti ed al profitto dei suoi azionisti, siano adeguati
    anche a supportare fino in fondo una squadra che sta provando a vincere lo
    scudetto senza grandi campioni, grazie all’impegno e alla serietà dei suoi
    buoni giocatori ed alle straordinarie doti del suo tecnico. Perché sia
    chiaro che, senza Sarri, il Napoli non sarebbe lì dov’è ora, nonostante i suoi
    ottimi bilanci. Per come la vedo io, le parole del
    Mister suonano piuttosto come la presa d’atto di ciò che la
    società avrebbe dovuto fare da tempo e, invece, non faceva: coinvolgere
    direttamente l’allenatore nella campagna acquisti, a maggior ragione nel suo
    caso in cui il modo di giocare è talmente sofisticato che non lascia spazio all’improvvisazione.
    L’auspicio è che si sia definitivamente compresa tale ineludibilie necessità. Che
    poi Sarri si sia limitato ad avallare Verdi e Politano è l’ennesima conferma
    che nessuno è perfetto.

  13. Questo, facendo le corna, mi ricorda l’anno della promozione. Rompevano le palle a Reja per il gioco e a de laurentiis per non aver comprato i grandi campioni che aveva comprato il Genoa di Preziosi. Arrivarono dietro di noi… Poi dissero che il Genoa di Preziosi cacciava i soldi e andava in champions, complimenti al genova per i 7 scudetti vinti in questi anni…

  14. Di meno di 150. Più di 100-130.

  15. invece ha pienamente ragione, la maggior parte degli illustri opinionisti sfruttano demagogicamente l’odio per il presidente del Napoli Calcio, per vendere più libri, più copie di giornali, avere più click per i propri articoli o più spettatori al cinema.

  16. Alberto De Rosa 5 febbraio 2018, 18:24

    La tua disamina non fa una piega. Proprio per questo ritengo necessario adattarsi alla realtà e prendere delle dovute contromisure. Se non abbiamo i soldi per il top player o gli altri club comprano i nostri dobbiamo provare a costruirlo in casa. Ripeto molti meriti a ADL ma per vincere bisogna “buttare soldi”. Non mi sembra il tipo (ed i fatti lo confermano!). FN

    • Antonio Baiano 6 febbraio 2018, 8:29

      Il settore giovanile è da curare ma non ti risolve il problema. Vedi L’Atalanta: è brava ad allevare i giovani, ma non ricordo negli anni dei grandi giocatori. Ti servono anni per crescere un top player, che comunque non è garantito che venga fuori.
      Non possiamo confrontarci col Real o il Barcellona che hanno budget spaventosi. Il problema del settore giovanile è un problema a livello nazionale che andrebbe curato a partire dalle piccole scuole calcio.

      • alberto de rosa 7 febbraio 2018, 12:48

        Condivido in parte quello che dici. Tuttavia, le strade sono quelle, non vedo alternative a meno che non intervenga uno sceicco o una società che investe molto danaro per comprare i migliori calciatori sul mercato. Ribadisco ADL, con tutti i meriti, resta un presidente padrone che – al contrario di quanto vorrebbe farci credere – ha una mentalità vecchio stile.

  17. Alberto De Rosa 5 febbraio 2018, 18:17

    Prendo atto e vado avanti…la vita continua ci mancherebbe. Poi a Napoli abbiamo al sole, il mare, il panorama etcc. altro che Stoccolma.

  18. Questa unita` d’intenti e compattezza risale dal dopo Real Madrid, ma il Napolista se ne accorge solo ora. Sarri e ADL stanno migliorando e imparando le srategie di comunicazione, ma la compattezza, l’unita` di intenti, il spalla a spalla, che comunque e` partito dai giocatori (ma nessuno da` il giusto credito ai nostri ragazzi), nasce dal dopo Real Madrid.

  19. Sarri a parole ha imposto anche Giuntoli come “conditio sine qua non” per la sua permanenza.

  20. Alberto De Rosa 5 febbraio 2018, 14:29

    Caro direttore per chi – come il sottoscritto e pochi altri “antichi” lettori del ilNapolista (all’epoca gli articoli erano firmati dai Zambardino, Carratelli, Anna Trieste etcc.) non vi è stata nessun partito preso contro ADL. Le critiche riguardavano un certo modus operandi. Nessun nega i meriti del Presidente; al contempo vanno purtroppo sottolineati anche dei gravu limiti. Quali? Le faccio un esempio: ADL con fare un pò guascone ha detto che era disponibile a “buttare i soldi ” per Politano, giocatore molto sopravvalutato. Mi chiedo: Che seno ha fare un investimento del genere? Inoltre, come mai una volta sfumato l’affare – visto che i soldi ci sono – non si sono reinvestiti nell’ammodernamento delle strutture del centro sportivo? Perché l’unica alternativa del Presidente è comprare giocatori di medio livello con poche pretese economiche, in termini di ingaggio, invece di investire sul settore giovanile, sul management etcc.? Insomma, la critica mossa a ADL (per i non tifosotti) è questa: non si vede un progetto di ampio respiro. Allo stato, il Napoli non è né carne (top club), né pesce (club che investe sui giovani, ad esempio). Rafa Benitez è andato via per questo (e Sarri farà altrettanto…temo) non si vedono all’orizzonte margini di miglioramento sia sul versante tecnico e strutturale. Per carità, il SSC Napoli rispetto alla città è una delle poche imprese sane; tuttavia, manca le capacità di competere ad alti livelli nonostante il bacino d’utenza impressionante ed i bilanci in regola. L’impressione è che svanito il sogno scudetto tutti andranno via, pagati a caro prezzo dai vari top club europei e noi non potremo fare nulla per trattenerli. Vede, è proprio questa prospettiva che ci lascia l’amaro in bocca…senza pianificare i sogni prima o poi svaniscono! Forza Napoli

    • Pessona Pebbene 5 febbraio 2018, 16:22

      Se ne andranno tutti con le carovane verso nuove terre come nel vecchio West.
      Cowboy Callejon / Il nativo (napoletano) Insigne / Il predicatore invasato Mertens
      Bob Dylan ci scriverà un disco.

    • Dove sta il bacino d’utenza impressionante? Il pubblico del Napoli è scarso e pure bassospendente. Svegliamoci da questo sogno.

      • alberto de rosa 7 febbraio 2018, 12:33

        Napoli è l’unica grande città del paese con una sola squadra. Basterebbe solo questo. In più conta, secondo stime approssimative, almeno sei milioni di appassionati in giro per il mondo. Ciò senza avere mai sfruttato il merchandising o investito a livello mediatico come altri club (se penso che il Torino ha il canale TV dedicato…).

        • Ma se non si vendono nemmeno le magliette appezzottate. Per favore, parla di quello che hai competenze .

          • Alberto De Rosa 8 febbraio 2018, 13:24

            Non credo ci voglia molto a capire il concetto…

          • il concetto è sbagliato, in compenso le metriche… pure!
            Il Napoli ha pochissimi seguaci, sei milioni (se pure fossero veri, ma non lo sono) è un numero molto basso, altro che impressionante.
            In più, oltre a essere pochi, sono anche basso spendenti, per lo più concentrati in una delle aree urbane più povere d’Europa. E’ un segmento che acquista per lo più prodotti di prima necessità e poco o nulla beni immateriali, non interessa agli sponsor.
            I cinesi erano fessi che andavano a Milano a accollarsi miliardi di debiti per prendersi due squadre di mezza classifica.

          • Alberto De Rosa 9 febbraio 2018, 18:24

            Non si offenda. Ma il Suo discorso è molto banale. Se c’è un platea di tifosi appassionati della propria squadra al punto di spendere anche molti euro per una partita di cartello o per un evento sportivo, etcc. quelli sono i napoletani.

  21. Francesco Sisto 5 febbraio 2018, 14:04

    Seee.. e mo la smettono.
    Ieri a campania sport c’era il l’ultracentenario Gianni Improta, ed un altro non specificato, autodefinitosi “giornalista”, che attaccavano la societa per il mercato di Gennaio, addirittura barlando di 2 Napoli, uno “tecnico”, da A, e uno dirigenziale, ovviamente da serie B, cone se fossero 2 cose separate.
    Improta addirittura attaccava la cessione di Maksimovic, perché: “se viene un raffreddore ad Albiol o KK, e a Chirices viene il problema alla spalla, e Tonelli viene il ciclo mestruale, poi siamo scoperti in quel ruolo…”
    Passato il limite del ridicolo.

    • tonelli è più forte di maksimovic ? machach più forte di giaccherini ?
      non credo proprio. il mercato invernale ci ha indeboliti.
      ovviamente spero che mettano la squadra sotto una campana di vetro in modo che niente e nessuno possa infastidire lo straordinario stato di forma dei ragazzi di sarri. la società avrebbe dovuto fare di meglio.

  22. da applausi !!!

  23. Secondo me, invece, Sarri ha parlato semplicemente da persona onesta e perbene.
    Quanto al mercato, mi sembra che appena due giorni fa, in occasione di un’intervista, lo stesso De Laurentiis abbia dichiarato che Sarri non era mai intervenuto nelle questioni di mercato e che, per la prima volta, in quest’ultima sessione di gennaio, era stato direttamente coinvolto in merito.
    Tra l’altro, se non sbaglio, avete anche riportato questa dichiarazione in un vostro articolo, che forse vie è sfuggito.
    Onestamente, non credo che Sarri sia cambiato. Forse è cambiato il vostro giudizio.

  24. Direttore, questa volta concordo al 100 per 100. E mi auguro pure che questo atteggiamento di Sarri sia il prologo al prolungamento del contratto.
    Peraltro, resto convinto che un direttore fuoriclasse avrebbe comunque trovato un giocatore congeniale al Napoli. Fa Giuntoli è lecito aspettarsi di più.

    • Purtroppo temo che quanto detto da Sarri ieri sera non sia indicativo di nulla.
      E’ molto più furbo, intelligente e preparato di quanto lo si sia sempre dipinto su queste e su altre pagine. Sa che il momento è critico e che bisogna tenere compatto l’ambiente, mettere a tacere polemiche e malumori, togliere pretesti alla stampa. Si è esposto, ha fatto da parafulmine e ha taciuto spifferi e polemiche per tenere tutti sulla corda e belli compatti fino a maggio. Quel che succede dopo non è dato saperlo e temo che quello di ieri sera non sia un segnale di alcun tipo.

      • La penso come te sullintelligee preparazione di Sarri. Infatti la mia è una speranza.

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