Il caso-Var a Firenze, l’ex arbitro Marelli: «Scelta giusta, giocata non volontaria di Alex Sandro»

Secondo l’ex arbitro, decisione corretta con un problema di procedura in riferimento all’utilizzo del Var. Tutte le sue spiegazioni sono argomentate col regolamento.

Il caso-Var a Firenze, l’ex arbitro Marelli: «Scelta giusta, giocata non volontaria di Alex Sandro»

Moviola argomentata

Il caso del giorno, anzi il caso della sera e del giorno dopo. Fiorentina-Juventus 0-2, un rigore assegnato e poi cancellato per la squadra di casa dopo l’intervento (all’auricolare) del Var. La spiegazione più precisa in merito ai fatti, come al solito, è dell’ex arbitro Luca Marelli. Noi utilizziamo spesso i suoi contenuti, sono pure spiegazioni del regolamento, si tratta di moviole perfettamente argomentate. Vediamo come viene vivisezionato l’episodio Chiellini-Benassi-Simeone-Alex Sandro. Qui l’articolo completo.

Marelli parte dalla fine, dal fallo di mani del difensore della Juventus: «Il braccio sinistro di Chiellini, inizialmente lungo il fianco, è piuttosto largo e, soprattutto, molto alto. Aumento del volume corporeo, posizione innaturale, pallone che finisce direttamente sul braccio e successivamente sul petto. Bravo, molto bravo Guida a fischiare immediatamente. Questo sarebbe un tocco di mano punibile anche se il pallone avesse colpito prima il petto e poi il braccio. Non è automatica la depenalizzazione di un fallo di mano se il pallone colpisce prima un’altra parte del corpo. In questo caso, se il pallone fosse finito prima sul petto e poi sul braccio di Chiellini, l’arbitro avrebbe dovuto punire ugualmente il tocco perché la posizione risulta innaturale, un ostacolo irregolare».

Fuorigioco o fallo?

Prima di questo tocco con la mano di Chiellini, l’episodio che ha portato alla cancellazione del rigore. Premettiamo subito che, secondo Marelli, la decisione finale di revocare il primo provvedimento è stata giusta. Vediamo le sue argomentazioni: «Simeone contrasta Alex Sandro, passando il pallone in avanti. Immediatamente dopo il giocatore della Juventus tocca il pallone con il piede sinistro. La domanda a cui dobbiamo rispondere è la seguente: questo tocco di Alex Sandro deve essere interpretato come “giocata” oppure come semplice “deviazione”? È un episodio complicato, anche perché c’è un altro aspetto importante da valutare: Simeone commette fallo su Alex Sandro? Per me, sì».

Ampliamento del concetto: «Toccare il pallone non significa contrasto regolare. Simeone ieri sera, come Khedira nel derby di Coppa Italia, hanno strappato il possesso del pallone all’avversario commettendo infrazioni che dovevano essere punite».

Il fuorigioco

Come detto prima, la decisione di Guida, quella di fischiare il fuorigioco a favore della Juventus, viene condivisa da Marelli. Che la argomenta attraverso delle circolari della Fifa e dell’Aia, a loro volta esplicative sulla dinamica cui fare riferimento in caso di fuorigioco. Queste:

Immagini tratte dal sito lucamarelli.it

Da qui la valutazione finale: «Come potete notare, la “giocata” non dipende solo dalla volontà di toccare il pallone ma anche da altri presupposti. Quel che a noi interessa è un punto nella prima slide: c’è un chiaro movimento del calciatore verso il pallone? La risposta, a mio parere, è NO. Alex Sandro tocca sicuramente il pallone ma non per un movimento cercato volontariamente ma come conseguenza del contrasto subito da Simeone».

Immagini tratte dal sito lucamarelli.it

Ultimo appunto, sul Var: «Sebbene la scelta finale sia stata per una posizione di fuorigioco, in realtà Guida avrebbe dovuto effettuare una “on field review” poiché si tratta di una valutazione sulla qualità dell’intervento di Alex Sandro: i VAR non avevano il potere di giudicare ma solo di segnalare la necessità di rivedere l’azione, devolvendo al solo Guida la scelta finale. Al contrario, non chiamando l’arbitro al monitor, di fatto i VAR hanno avocato a sé il giudizio di merito sul tocco di Alex Sandro, assumendo una decisione che poteva prendere solo Guida».

Un vizio di procedura che fa riflettere sul protocollo Var, ma che non cambia la sostanza delle cose. Marelli chiude il suo intervento (che amplia la “assoluzione” della Gazzetta, ma la spiegazione è molto più profonda, per evidenti motivi di spazio editoriale) parlando del Var e del tempo: « In casi come questo non importa quanto tempo si perda: che il gioco si fermi per 30 secondi o per 3 minuti e mezzo (come ieri sera) è aspetto marginale, la fretta porta spesso ad errori, come abbiamo visto tra la 21esima e la 22esima giornata. Bene così, le decisioni si assumono prendendo il tempo necessario e pazienza se il gioco rimane fermo: l’importante è arrivare alla decisione corretta». Non possiamo che concordare.

 

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