È finita male tra Lukaku e il Napoli: addio Romelu, ti dobbiamo uno scudetto

Maltrattato e incompreso dall'ambiente, è stato fondamentale lo scorso anno. Ha la cifra e la postura del campione. Napoli speri di avere in futuro un centravanti che incida anche solo per l'80% di quanto ha fatto lui

È finita male tra Lukaku e il Napoli: addio Romelu, ti dobbiamo uno scudetto

Mg Napoli 23/05/2025 - campionato di calcio serie A / Napoli-Cagliari / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: esultanza gol Romelu Lukaku

È finita male la storia tra Lukaku e il Napoli. In un modo inatteso se solo pensiamo alle parole pronunciate dall’attaccante belga il 28 febbraio dopo il gol segnato quest’anno a Verona: “Prima di venire a Napoli ero morto. Qui sono rinato”. Non l’avesse mai detto. Di fatto, non si è più visto. Con la sosta della Nazionale è scoppiata la grana perché è rimasto in Belgio. Ha rotto con il club. Ha rotto con Antonio Conte. E ora se ne torna in Belgio quando il Napoli è ancora in corsa per la Champions. E Dio solo sa quanto ci sarebbe servito a Pisa in una partita in cui il Napoli deve assolutamente vincere e quindi deve buttarla dentro a ogni costo (pratica quest’anno non semplicissima per la squadra di Conte).

Ha segnato gol decisivi a Bergamo e contro la Juventus

La storia tra Napoli e Lukaku è stata strana. Molto. È stato un protagonista, diremmo il secondo protagonista (dopo McTominay) del quarto scudetto. Eppure a Napoli è sempre stato mal sopportato. La sua traiettoria è stata l’esatto opposto di Hojlund. Al danese tutto viene declinato in positivo, ancora oggi. A Romelu tutto in negativo, sempre. Gli hanno detto di tutto: scaldabagno, frigorifero, “non è bbuono”, eccetera. Non che lui accusasse. Big Rom ha la cifra del professionista. Del grande giocatore. Vive nella dimensione dei campioni.

Lukaku

Lo scorso anno – fortemente voluto da Antonio Conte (e meno male) – è stato decisivo in tanti momenti della stagione. A cominciare dal suo esordio contro il Parma di Pecchia, in una partita che si stava mettendo male. Segnò il gol dell’1-1, l’inizio della rimonta. La partita successiva, a Cagliari, firmò un gol e due assist. Così, per servirvi. Anche al Como dei miracoli (lo era già l’anno scorso) un gol e due assist nella stessa partita. La rete dell’1-0 sulla Roma di Ranieri. L’inizio della rimonta a Udine (il gol del pareggio). E poi, uno dietro l’altro, i due gol che certificarono le vittorie fondamentali contro Atalanta e Juventus. Un gol di testa a Bergamo, quello del 3-2. E il pesantissimo rigore del 2-1 lo scorso anno al Maradona. Gol che hanno segnato la strada che ha condotto al quarto scudetto.

Lukaku è stato tutt’al più sopportato (non è bbuono)

Qualsiasi altro attaccante sarebbe stato osannato, Big Rom no. Tutt’al più sopportato. Ne ha segnati altri gol di decisivi. In totale quattordici più dieci assist. L’ultimo gol fu quello che certificò lo scudetto: il 2-0 al Cagliari dopo una discesa alla Lukaku. Neanche li riportiamo i commenti che ci siamo dovuti sorbire dopo il suo infortunio e l’arrivo di Hojlund. Commenti che, diciamo, benedicevano la mala sorte. Questo è il tifo e questa è Napoli. Con l’augurio che Hojlund ci faccia vincere uno scudetto come ha fatto Romelu. Lui, Big Rom, adesso, alla maniera di Ivano Fossati, di nuovo cambia casa. Cambia donna e cambia umore, cambia numero e quartiere. Fintanto che nessuno è come lui. Il confronto con l’apporto che ha dato al Napoli De Bruyne neanche lo accenniamo, risulterebbe offensivo.

Ma nella vita tutto finisce. È giusto così. Romelu resterà per sempre nella storia di questo club. Il capocannoniere del quarto scudetto. Il trascinatore e l’uomo simbolo in compagnia di McTominay. E, ancora, un grande professionista. Cui auguriamo di poter andare al Mondiale e di riuscire a giocarlo da protagonista. A Napoli auguriamo di poter avere in futuro un centravanti che riesca a incidere quanto lui. Anzi, ci accontentiamo anche del 70-80%. Buon vento Big Rom, Napoli ti deve uno scudetto.

Fondatore del Napolista, ha scoperto di sentirsi allergico alla faziosità. Sogna di condurre il Bollettino del mare di Radio Rai. E di girare – da regista - un porno intitolato “La costruzione da dietro”. Si è convertito alla famiglia: ha una moglie, due figli, un cane. E tre racchette da tennis.

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