Verdi preferito a Deulofeu: la provincializzazione del Napoli c’è stata, anche se siamo primi

Gli stadi vuoti per la Champions, l’inseguimento a fenomeni inesplosi. È stato fatto un grande lavoro, ma basta con la falsa spocchia del pensiero autarchico

Verdi preferito a Deulofeu: la provincializzazione del Napoli c’è stata, anche se siamo primi

L’era Sarri-Giuntoli

Quando si parla di provincializzazione, in Italia, non si va generalmente da nessuna parte. Per confermare la regola, anche quando lo si fece per il Napoli, tre anni fa all’inizio dell’era Sarri/Giuntoli, ci si perse nelle solite lotte intestine tra bande, tipiche delle nostre parti, rimanendo al palo della consueta divisione puramente di facciata tra chi difende i cocktail ai baretti con la puzza sotto al naso e chi rivendica la genuina superiorità della pasta e fagioli sulla pizza gourmet. In realtà la chiave di lettura l’aveva data bene Troisi, molti anni fa e in grandissimo anticipo: se usciamo fuori dai nostri confini cittadini, su Napoli esiste uno scarso interesse. Pochissimi sanno chi siamo, nessuno percepisce come interessanti le questioni che noi consideriamo pregnanti e di vitale importanza. Insomma, nessuno ci ritiene speciali e, ad esserne consci, si fanno ottimi film, e a volte si vincono pure i campionati.

Gli stadi vuoti per la Champions

La cattiva notizia è che la provincializzazione del Napoli c’è stata. La buona è che non ci ha ammazzati, ma ci tiene al momento primi in classifica, nonostante qualche acciacco. La provincializzazione è nella scelta, possibile ma quantomeno astrusa, di privilegiare la pista di un venticinquenne intimorito che palleggia con Destro piuttosto che quella di un ventitreenne più convinto che si allena con Messi, perché il primo è più noto al tecnico e “funzionale” al suo gioco – uno di quei termini sufficientemente oscuri da potersi spendere su tutto.

È negli stadi vuoti per gli incontri di Champions League, snobbati con la classica arroganza bigotta delle nostre parti, che mi inducono a immaginare di acquistare il biglietto per Lipsia col rischio di rivedere in campo undici giocatori assemblati in breve in nome di un turnover scriteriato che faccia da “materasso” – mettendo al riparo da polemiche, qualunque sia il risultato. È negli inseguimenti di calciatori desiderati, corteggiati, fenomeni inesplosi ed ininfluenti (la rivolta per Soriano, o la breve parentesi di Valdifiori), nei giorni in cui Mascherano ha ricordato di quando fu tentato seriamente dal Napoli (Mascherano, ripeto, Mascherano). È nella annuale attesa della partita contro la Juventus come fosse la cresima dello straccione che entra nel mondo dei civili, l’assalto al palazzo, i ricordi dei ricordi, le vedovanze mai sopite e poi i soliti postpartita nevrotici.

L’anno solare

Abbiamo perso tempo e risorse discutendo roba che non ha neanche il fascino sottile del folklore – la tuta, la sigaretta, il possesso palla – cadendo come polli nelle frasi di circostanza di Guardiola e nel Truman Show della partita contro il City come mecca del calcio globale, finendo col perdere quattro volte su sei dove conta. Abbiamo ristretto tutti gli orizzonti, sempre più contorti e raggomitolati su noi stessi a immaginare le rivoluzioni della fantasia che vincono sul cinismo del mondo che bada solo ai risultati. Ci siamo inventati i record di punti nell’anno solare. Poi ci si chiede: quanti sono i giocatori che negli ultimi tre anni il Napoli ha comprato e lanciato? Quali sono i profili nuovi, continentali, che sono stati formati, da zero, in questa sconvolgimento culturale e sportivo? Forse vale la pena chiederselo.

L’impopolarità, che cosa sana

Allora, caro Napoli, diamoci una regolata. E calibriamo lo slancio che ci serve, l’orizzonte cui dobbiamo tendere. Per vincere e non farsi trovare impreparati dall’avvento della vittoria, per valorizzare nella giusta luce l’indubbio lavoro fatto, il primato difeso, il potere generato e finora gestito. Dopo aver finalmente appreso che Sarri si interessa anche di calciomercato, aspettiamo da lui uno spunto colorito, dei suoi, da destinare al piccolo Verdi che aspetta la fine delle ferie per trattare, con un gesto che, seppure legittimo, assomiglia molto da vicino ad un certo fare da bamboccioni, per dirla con la frase di un ministro di scarso appeal mediatico (l’impopolarità, che cosa sana).

Puntiamo alla luna e, se ci bruciamo, pazienza. Ma senza la falsa spocchia del pensiero autarchico, del corto respiro. In campo, per uno scontro ad eliminazione diretta, mandiamoci il meglio, sempre. E il meglio cerchiamolo, ad ogni costo, dentro e fuori il mercato. E se alla fine i conti non tornano, almeno, caro Napoli, avrai contribuito a creare un po’ di acquolina in bocca, un po’ di fame di altro in una città che parla sempre e solo di se stessa.

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  1. Se davvero arriva Lucas Moura vi dovete cospargere il capo di cenere, però… 🙂

  2. C’è qualcuno che sposa la singolare tesi secondo cui il Napoli deve necessariamente concentrarsi solo sul campionato, perché il suo obiettivo è la qualificazione in Champions. Ciò sul presupposto di non avere una rosa adeguata. Dunque, che in EL si vada con le riserve, meglio uscire anche da lì. Ora, che lo si dica sul blog, poco male. Ma se questa è l’idea dell’allenatore, c’è da essere preoccupati e bene fa Virgilio a tenere alta l’attenzione.

  3. aristoteles logatto 18 gennaio 2018, 7:24

    quanti sono i giocatori che negli ultimi tre anni il Napoli ha comprato e lanciato? Quali sono i profili nuovi, continentali, che sono stati formati, da zero, in questa sconvolgimento culturale e sportivo? Forse di tutto l’articolo questa è l’unica frase che mi ha spiazzato e preoccupato

  4. Raffaele Sannino 17 gennaio 2018, 20:49

    tu già stai messo male di default…

    • giancarlo percuoco 18 gennaio 2018, 7:56

      avvocato li posso citare per violenza psicologica? che dice la prendo una cosa di soldi?

  5. Diego della Vega 17 gennaio 2018, 20:48

    ??? don’t worry. Supercaxxola virgiliana.

  6. Prima o poi faranno pace cu’ ‘e cervelle…

  7. Le comunico che Coppa Italia e Europa League contano – in termini di introiti – zero rispetto alla qualificazione (per il terzo anno di seguito) alla Champions. Le comunico che sul Napolista ci avete spiegato che nell’ultimo triennio il valore di Goulam e KK è esploso. Quindi se vuole scrivere di calcio dovrebbe documentarsi. Cmq facciamo così: se il Napoli vince lo scudetto, Lei si trova un altro mestiere.

  8. Non condivido. È vero che nella gestione Bigon il Napoli prese Higuain, Albiol, Callejon e Reina, mentre il meglio della gestione Giuntoli è rappresentato da Zielinski, Diawara e Rog. Ma il valore del Napoli sta nel gioco, paragonabile (in piccolo) a quello del Barcellona di Guardiola. Il gioco del Napoli è unico nel panorama europeo. Ed è un reale valore aggiunto. Al di là degli acquisti e dei trofei sono fermamente convinto che la crescita del Napoli passerà dal gioco. Se riuscirà (anche indipendentemente dalla permanenza di Sarri) a mantenere questo modo di giocare per almeno altri quattro o cinque anni, ovvero il tempo necessario a far crescere i giovani della primavera, che intanto devono assimilare gli stessi principi, allora il Napoli avrà un reale vantaggio su tutte le concorrenti italiane. Si tratta di mettere su una piccola Masia.

  9. Fatti una tua idea. Decidi tu quello che vuoi sognare. Sognalo. Divertiti. E poi magari ce lo racconti.

  10. Abbiamo lanciato Hysaj… :), secondo me per quanto Sarri sia limitato su questo aspetto a me è Giuntoli che non convince, lo ritenevo uno in gamba, ma al terzo anno non ha mai portato un crack, mentre il tanto bistrattato Bigon mi sembra fosse un pelino meglio coni suoi scout.

  11. dino ricciardi 17 gennaio 2018, 16:05

    hahaha

  12. Luciana Calienno 17 gennaio 2018, 15:33

    Il provincialismo consiste quasi sempre nel timore del provincialismo e nella spasmodica cura di evitarlo. (Mario Soldati)

  13. Luciana Calienno 17 gennaio 2018, 15:28

    Il provincialismo consiste sempre nel timore del provincialismo
    e nella spasmodica cura di evitarlo (Mario Soldati)

  14. Sono napoletano dell’altrove, ho imparato velocemente che le nostre specificità non interessano agli altri. Altrettanto velocemente ho imparato che gli altri non sono così diversi da noi, anche gli altri guardano il proprio ombelico. Cambia l’ombelico, certo, ma la modalità resta invariata.
    La differenza di approccio tra Sarri e Benitez sta nel fatto che Benitez non aveva preferenze, giocava tutti i tornei alla stessa maniera, non vi erano priorità dell’uno rispetto all’altro. Con Sarri, le cose cambiano, priorità al campionato. Basta guardare le formazioni per capirlo. Giusto ?Sbagliato? Tireremo le somme a fine ciclo, e faremo le nostre valutazioni. Ora siamo in corsa e va bene così.
    Sul mercato a prevalenza casalinga, non credo ci sia molto di cui stupirsi, tanto Sarri quanto Giuntoli, non avevano mai partecipato ad un torneo internazionale prima del Napoli. Uno dei due, almeno uno, un po’ di esperienza internazionale avrebbe dovuto averla

  15. Cioè, in rosa ci sono 5 italiani su 25 calciatori (il 20%), di cui 1 soltanto (Insigne) nell’undici “base”, e si parla di provincializzazione. E vabbè…

  16. mr. Catenaccio 17 gennaio 2018, 14:54

    io spesso sono in disaccordo con Virgilio -ma non oggi. sottoscrivo dall’inizio alla fine, maremma maiala. lo stadio vuoto in cempionz -complici forse i prezzi alti- nun se po’ verè. e vedremo chi andrà in campo a lipsia… e poi la società e la tifoseria tutta che pensano solo al campionato… scetateve wagliù.. ‘o campionato è robba vecchia… se vuoi contare adesso devi stare in Europa.

  17. Ultim’ora: il Real tratta Cristiano Ronaldo. DeLa lo vuole e rinuncia ai diritti di immagine, Chiarelli ha già pronti i soldi, Giuntoli ha preparato lo spogliatoio, DeMa ha acceso un muto per lo stadio, i tifosi sono impazziti, le baby gang hanno deposto le pistole finte e i coltelli veri. Ma Sarri ha bloccato tutto: CR7 non è funzionale, non ha mai fatto uno stage con l’Empoli.

    • Raffaele Sannino 17 gennaio 2018, 17:27

      CR7 non può sostituire Callejon perché non ha la fase difensiva e non può sostituire Insigne perché non fa il regista avanzato come Lorenzo.Possiamo metterlo,al più ,in panca.

      • CR7 aveva anche accettato di salire sul Caremar indossando la maschera dell’Orso Ciro. Ma non tollera di farsi allenare da un mister in tuta e con la barba sfatta. Pazienza, CR7 non è “da Napoli”.

    • Riccardo Urbano 17 gennaio 2018, 17:33

      grande…….
      sincero!!!
      hai centrato il nocciolo del problema con ottimo sarcasmo

      lo capiranno???
      dubito!

    • Diego della Vega 17 gennaio 2018, 21:04

      Vorrei ricordare che la Roma ha comprato Schick per 42 milioni e lo tiene fisso in panchina insieme a ElSharaawi e Defrel. La Lazio ha stabilmente in panca Felipe Anderson, il Milan Andre Silva pagato 35 milioni oltre a molti altri, la Juve nemmeno te lo dico per non farti fare una figuraccia. Credo che Verdi o Politano possano fare panca a Napoli. E anche Deulofeu. Molto serenamente. Che poi quali campioni Sarri non ha fatto giocare? Gabbiadini attuale riserva del Southampton? Pavoletti autore di ben 4 gol con il Cagliari? Valdifiori che neanche va in tribuna con il Toro? Rog ha lo stesso minutaggio di Bernardeschi, il primo pagato 12 milioni il secondo 40 con ingaggio da 3 milioni all’anno. Senza Milik la riserva di Mertens chi è? Leandrinho? Quante partite ha fatto Maggio in assenza di alternative? Ti senti sicuro quando invece di Albiol Sarri schiera quel morto di Maksimovic il giocatore più lento del globo che riuscirebbe a far sembrare un fulmine pure Aldo Serena? Cioè spiegami i campioni che abbiamo bruciato per colpa di Sarri. Dimmene uno solo per favore. Ah ok. Era una battuta. E la battuta ci può stare.

      • Pasquale Maltempo 18 gennaio 2018, 6:58

        Solo su Maksimovic non mi trovi d’accordo, avrà pure delle titubanze ad impostare l’azione da dietro (cosa che finora non aveva mai fatto) ma come centrale di difesa fisico e nel gioco aereo ci darà forti garanzie, io lo aspetterei.

        • Diego della Vega 18 gennaio 2018, 14:39

          Non in una difesa a 4. Va bene in una difesa a tre dove gli errori dei centrali in uscita possono essere meglio compensati. Ma con una squadra come la nostra che costruisce sempre da dietro e fa pressing sulla linea di metà campo un centrale così lento e incerto tecnicamente non va bene. E infatti per Sarri il terzo centrale è Chiriches, che pure non è un mostro, e non Maksi.

          • Pasquale Maltempo 18 gennaio 2018, 17:59

            Si si, esatto. E’ stato forgiato sulla difesa a 3, per questo va in difficoltà. Ma ti immagini se supera questo scoglio (ed io ne sono certo che prima o poi lo farà) che centrale che avremo? Fiducia piena. Ciao, ti saluto!

      • Con questo ti sei meritato un applauso e due tre caffè sospesi.

    • Tommaso Cantile 17 gennaio 2018, 22:49

      ,,,, e comunque Cristiano Ronaldo anche nel Napoli farebbe il tornante o la riserva,

  18. Domenico Lellis 17 gennaio 2018, 13:30

    Concordo pienamente, anche se l’articolo sottintende un certo “Refaelismo”
    Sulla provincializzazione pero’ e’ tutto tristemente vero: io, personalmente. preferirei una vittoria in una coppa europea (EL), a sto cz di scudetto, la cui ossessione ci ha onestamente ammorbato l’anima
    Ma tant’e’
    Se lo si dice, si viene presi x pazzi
    E quindi continuiamo a guardare ai Politano ed ai Saponara (ho sentito un ritorno di fiamma x il giocatore della Viola), con i quali difficilmente si diventa grandi, ancorche’ “funzionali” al gioco
    Sogno gente come Deulofeu e magarai anche Lucas (sempreche’ l’ingaggio resti a livelli accettabili), e – perche’ no – anche Sturridge
    Sogno di meno con uno come Politano, che il Sassuolo valuta una trentina di mil – follia

    • Luigi Ricciardi 17 gennaio 2018, 18:16

      Il problema è che vincere l’Europa League è molto complicato, e la cosa migliore che porta è la qualificazione in Champions, che arriva anche con la posizione in campionato che abbiamo adesso.
      Se il Napoli stesse al posto della Roma o dell’Inter si concentrerebbe di più sull’Europa League, ma “purtroppo” è primo, e non può che concentrarsi sul campionato.

  19. Frédéric Moreau 17 gennaio 2018, 13:04

    La strategia di puntare alla luna ha portato a risultati sportivi inferiori alle attese, insostenibili nel lungo periodo, salvati solo da un modo di fare calcio competente. Senza contare che quella strategia è arrivata in un momento storico particolare, in cui si poteva acquistare Higuain a prezzi stracciati. Per dire, una cosa che è riuscita in passato pure a Moratti.

    Questo articolo mi sembra infarcito di luoghi comuni che non spostano di una virgola il dibattito intorno alla strategia adottata negli ultimi anni dal Napoli, su cui si può o meno essere d’accordo, ma che quantomeno sta dando alcuni frutti.
    Dire che Deulofeu è una scelta meno provinciale di Verdi, solo perché ha palleggiato con Messi ed è stato poco più che mediocre in un Milan ridicolo, è una posizione quantomeno fastidiosa. Niente più che un lamento in una personale guerra fatta di idee confuse e antipatie personali.

  20. Non scherzo, rimane Saponara, che conosce il gioco dell’uomo in tuta, fa piu’ goals di Verdi e secondo mia opinione e’ molto ma molto migliore. Con lui si puo’ anche fare il trequartista dietro le punte.
    PS Non verra’ manco trattato per paura di offendere i tifosi… ma come … un altro dall’Empoli?? Ma noi siano il Napoli, Va bene, ma volete una riserva di … etc etc etc riserva.. la riserva chi la viene a fare?
    preferira’ andare a scaldare la partita della Giuve-Sul mercato c’e’ anche CR7 dite al pappone di cacciare i soldi e provarci. ( Ma CR7 preferirebbe scaldare la panchina della Giuve -copyright MS)

  21. Dimenticavo: se il Napoli dovesse vincere quest’anno, abbiate almeno la decenza di chiudere baracca e ritirarvi. Tutti.

  22. La costante condizione che vive la s.s.c.napoli di una ambigua identità tra l’ essere considerato a fasi alterne a volte un grande club a livello europeo o mondiale ed altre volte un club di terza quarta fascia in termini di blasone e appeal è presente da sempre.
    Volere addebitare tale condizione all’attuale dirigenza o addirittura all’allenatore è una forzatura poco generosa nei confronti di chi nonostante tutto ci tiene su ottimi livelli da anni.
    Bisogna smetterla di paragonare il Napoli ad altre realtà lontane anni luce per potenzialità economiche e blasone come il Real Madrid o Il Barcellona o la stessa odiata Juve.
    Perché scandalizzarsi se il Napoli insegue Verdi? Forse perché gioca nel Bologna e non nel P.S.G.?
    Be questa è vera mentalità provinciale…
    Poi non capisco l’ironia sull’ aggettivo “funzionale” in merito a scelte fatte in base ad esigenze di gioco di squadra,sempre se si è d’accordo che il calcio sia un gioco collettivo e di conseguenza tutti devono mioversi in funzione degli altri per creare quei movimenti in campo che tutti apprezziamo.

  23. Troppo lungo l’articolo per farselo tatuare…

    • Luigi Ricciardi 17 gennaio 2018, 15:00

      Quindi tu manderesti la squadra titolare in Europa League?

      • È una competizione a cui partecipiamo, e partecipandovi, dovremmo provare a vincerla. La Lezione di Benitez è stata rigettata in toto. Tutte le competizioni vengono giocate, per essere vinte.

        Poi quest’anno oltre al pensiero unico (SARRIMIGLIORENONCEALTRODIOALLINFUORIDITE) si gioca anche per un solo obiettivo. Che ridimensiona le ambizioni di crescita del Napoli, che non passano solo dal campionato. Giocando solo per quello dichiari automaticamente la inadeguatezza a concorrere per altro. Perchè consideri talmente tanto grande quello che tutto ciò che ti circonda SEMBRA non avere importanza…

        • Luigi Ricciardi 17 gennaio 2018, 18:09

          Allora dillo al presidente:
          “L’Europa League, come la Coppa Italia, rischia di togliere energie al campionato ma il Napoli deve farsi onore. Dobbiamo andare più avanti possibile in ogni competizione. Giocheremo con tanti cambi e misureremo il valore vero e totale degli acquisti fatti negli ultimi tempi”.
          Queste le sue parole appena dopo la sconfitta di Rotterdam.
          Ah, che provinciale…
          L’Europa league è una coppa che vince solo chi in campionato non ha possibilità di arrivare in zona Champions (o non lotta per il titolo, non avendo la rosa per entrambe le cose).
          Il Napoli ha un obiettivo primario ogni anno: arrivare in zona Champions, cosa che si ottiene in due modi: o vinci l’Europa League (molto difficile) o arrivi tra le prime in Italia, quindi il tanto provinciale campionato (e diciamo che ci siamo).
          Quest’anno, incidentalmente, siamo anche primi, e provando a vincere lo scudetto, l’Europa League e la coppa Italia passano in secondo piano.
          Non dovessimo vincere il titolo (molto difficile, perchè la Juve è strafavorita), arriveremmo comunque in Champions, necessaria per restare nell’Europa che conta.
          Sarri è fuori di dubbio il migliore allenatore italiano, e anche il migliore possibile per il Napoli, perchè non mette squadre in campo giocando secondo i giocatori che ha, alla Allegri (lo facesse, dubito saremmo primi), ma costruisce con quello che si ritrova, trovando il valore aggiunto nel gioco strutturato che riesce ad impostare, non nella pura somma qualitativa dei calciatori. Ovviamente questo richiede tempo, ma spese minori, ed è esattamente la dimensione del Napoli.
          Benitez era abituato a società che fatturavano al di là dei posizionamenti in campionato, e poteva permettersi di giocare tutte le competizioni per vincere. Il Napoli, purtroppo, non può farlo.

          • Non c’è niente da fare, si rifiutano di capirlo. Insistono con questa storia della rosa completa e del turnover scientifico… dimenticando che NON abbiamo i mezzi per essere al contempo sicuri della qualificazione Champions e competitivi in Coppa Italia/Europa League. Per dirne una: tra 2 settimane giocheremo ogni 3 giorni e come esterni di difesa avremo Husayi titolare inamovibile nonché – alternandosi – Rui e Maggio!

          • Raffaele Sannino 18 gennaio 2018, 1:44

            Certo che sei di coccio.Fino a che non si è rotto,Ghoulam non ne ha saltata una e Rui avrebbe giocato solo le due di coppa italia.Ma di cosa scrivi?Pure le rotture dei legamenti sono colpa del pappo?

          • Luigi Ricciardi 18 gennaio 2018, 10:38

            Parlava del fatto che l’alternativa Maggio era tale da inizio campionato.

          • Luigi Ricciardi 18 gennaio 2018, 9:10

            Il problema non è solo del Napoli : quasi tutte le squadre d’Europa utilizzano la panchina per la coppa nazionale, almeno per i primi turni, e mettono la squadra migliore in campionato o coppa europea (qualunque essa sia) a secondo del momento : lo stesso city nell’ultima di Champions, caso strano, ha giocato con mezza squadra.
            Visto che però la nostra panchina, soprattutto in attacco, è palesemente inferiore qualitativamente alla squadra titolare, ecco che il rischio di uscire facilmente dalle competizioni non giudicate interessanti aumenta. Quando lo scorso anno affrontammo il Real giocammo con i migliori, ma non eravamo in testa, ma quando due anni fa affrontammo il Villarreal ed eravamo lo stesso primi, facemmo turnover in coppa.
            Quest’anno siamo primi, e a parte la Juventus, dietro c’è il vuoto (al momento) :ovvio che si speri di restare a questo livello e sperare in un inciampo dei bianconeri. Tutte le altre competizioni passano all’interesse quasi zero assoluto.
            E Sarri, per la prima volta, si è esposto sul mercati di gennaio :datemi un esterno alto forte. Non Messi o Ronaldo, ma neanche Giaccherini e Ounas.

          • Sono d’accordo con quello che dici. Io ho detto solo che l’insegnamento di Benitez è stato rigettato, per una questione culturale dell’ambiente ed anche dallo stesso DeLa.
            Non sono d’accordo che Sarri sia il migliore allenatore italiano) e che lo sia per il Napoli. Da quando è arrivato per 9/11 la squadra ha elementi che non sono venuti a Napoli per lui. Ne ha rigenerato qualcuno ed ha fatto di necessità virtù con altri (Mertens centravanti). Ma gli unici due titolari scelti da lui sono Hysaj ed Allan. Sarri ha riassemblato una squadra. E la fa giocare bene secondo quelli che sono i suoi principi. Ma se sei fuori dagli 11 sei quasi fuori squadra e questo non è pensabile per una squadra che dovrebbe ambire a giocare al massimo tutte le competizioni. Il Napoli e l’ambiente hanno avuto l’impudenza di snobbare la Champions (come se fossimo degli habituè della manifestazione), hanno rinunciato alla Hoppa Italia. L’EL sarà una carnefinicina. Con un San Paolo colmo quanto Napoli-PSV del dicembre 2012… E poi sottoscrivo in toto quello che dice Max Gallo: il calcio a Napoli (per fortuna) ci sarà anche dopo Maggio. Sarri sta programmando? La società è stata bloccata da questo patto scudetto. Non si è potuto toccare il presepe. Non si sono potuti incassare 10 Meuro per un portiere di 36 anni. Non si è potuto comprare nessuno, tanto non li fa giocare. Ma che allenatore è uno che non contempla il cambio dei titolari??? Non è certo uno che ti motiva a dare il massimo in allenamento- Ma poi una volta vinto, se lo vincerà, poi cosa succede ? Ci trastulleremo per 4-5 anni mentre la squadra torna nel solito limbo???

          • Luigi Ricciardi 18 gennaio 2018, 15:02

            De Laurentiis non ha rigettato l’insegnamento Benitez, ma da bravo imprenditore quale è, ha semplicemente capito quale è la priorità: qualificazione Champions. Il suo modello (in scala, ovviamente), è l’Arsenal: qualificazione per anni consecutivi, e rastrellamento dei fondi per investimenti (spero, per adesso nemmeno l’ombra, forse non solo per colpa sua, ma la realtà è questa) a supportare un fatturato strutturale ormai in aumento solo se migliora la nostra quota di fondi dati dalle Pay-Tv, ma che lui, con i suo mezzi, non è in grado di aumentare (o non vuole, ma cambia poco).
            Sul piano tecnico credo che tu confondi il rapporto causa-effetto: Sarri non ha lanciato nessuno (avrei da discutere), ma chi doveva lanciare?
            Quando andò via Cavani, con quei soldi prendemmo uno dei migliori centravanti della Liga (con Sarri diventato tra i migliori del pianeta), il centrale del Real Madrid, la migliore riserva del Real stesso (per cui stravedeva Mourinho) e un portiere di sicuro affidamento: praticamente 4 titolari indiscussi che aumentarono immediatamente il livello del Napoli, che dovevano solo adattarsi al gioco di Benitez.
            Andato via Higuain, sono arrivati dei giovanotti da Bologna, Udinese, Dinamo Zagabria, Torino, Empoli, alcuni dei quali non solo da inserire nel gioco di Sarri, ma da costruire come giocatori tout court, con l’eccezione del solo Milik, che in sole 2 partite ha infatti tolto il posto all’inadatto Gabbiadini (inadatto al calcio di vertice in genere, come la sua carriera sta dimostrando).
            Nessun nuovo acquisto è del livello non dico di Higuain, ma neanche di Callejon. Che deve fare Sarri? Sacrificare i risultati sportivi (e quindi le qualificazioni Champions, l’eventuale scudetto, gli incassi dei piazzamenti) per svezzare dei giocatori? Non solo inserirli nel suo contesto tattico, ma svezzarli proprio come giocatori di livello. Siamo primi in classifica, non a scuola calcio.
            Deve dare più minuti a Ounas e toglierli a Callejon per insegnargli a giocare a calcio ad alto livello? Deve chiedere a gran voce la conferma di Grassi, che fatica a trovare spazio nella Spal? La sua “colpa” è che il Napoli si sta giocando lo scudetto, e vivaddio con la conferma dei più forti: che facciamo, vendiamo Insigne (o Koulibaly, Mertens, Ghoulam) e ricominciamo daccapo,senza che questo porti un assestamento qualitativo alla squadra?
            Perchè vendere Ghoulam per prendere Grimaldo e un altro Zielinski (non lo cito a caso, perchè è quel giocatore del livello di Callejon di cui dicevo) è un discorso che ha un suo senso condivisibile, ma prendere solo giovani scommesse ne è un altro, e tecnicamente, a me, sembra senza senso.
            L’acquisto di Verdi o Deulofeo sarebbe un segnale, e cioè tornare al livello di Callejon: perchè, appunto, qui non si pretendono i nuovi Higuain, ma si può costruire solo con Ounas, Ciciretti, Machach, Vinicio (gioca nell’ultima in classifica della serie B portoghese) quando si è primi in classifica?
            Snobbare la Champions: il Napoli non la ha snobbata, ha messo 9/11 dei titolari contro lo Shakthar alla prima, partita persa con gli errori di Milik e Reina, e il pubblico si è reso conto che dopo la seconda sconfitta col City la qualificazione era praticamente andata. E l’Europa League, per il pessimo rapporto costi/benefici rispetto al campionato verrà snobbata, da pubblico, presidenza e squadra, come la Coppa italia, in cui tutte le big mettono i panchinari; ricorderai che quando la vincemmo con Mazzarri, la Juve faceva giocare il prepensionato Del Piero e il portiere di riserva.
            Il patto scudetto è anche la scelta della società di mantenere questi giocatori perchè sa che comprarne altri dello stesso livello sarebbe praticamente impossibile per costii: quanto valgono i simil Insigne, Ghoulam, Koulibaly? Costa meno tenerli per adesso, alzargli l’ingaggio (per non perderli troppo facilmente, addirittura qualcuno a parametro zero) e cederne uno in futuro.
            Su Reina: Sarri ha chiesto la conferma solo dopo che non è arrivato Sczezeny, che il presidente aveva annunciato come già nostro con eccessiva sicumera (mica è la prima volta che succede, tra l’altro). Controlla le date: Dela ha parlato del polacco già da aprile dello scorso anno, e Sarri zitto: ha parlato di Reina solo a giugno inoltrato, quando ha capito che l’acquisto del polacco era saltato. La conferma di Sczezeny alla Juventus è del 6 giugno. Avessimo preso lui ad aprile, Reina avrebbe avuto tutto il tempo di andarsene da qualche parte. Poi se ne riparlò a settembre, ma era ormai troppo tardi.

          • Raffaele Sannino 18 gennaio 2018, 15:49

            Parole che andrebbero scolpite nella roccia…

        • Brunello de Luxe 20 gennaio 2018, 0:19

          Benitez prima ancora di giocarsela contro l’Athletic Bilbao dichiarò in conferenza stampa”Se usciamo con il Bilbao non è un dramma”.In effetti perdere i 30 milioni garantiti dall’accesso ai gironi più che è un dramma si rivelò una tragedia.

          • UUuuuu ancora… invece di dire ste baggianate alza il ditino e dici: prof Benitez non ho capito, può rispiegare??

  24. “E se alla fine i conti non tornano” …la rivoluzione copernicana de ilNapolista !

  25. Basta, oltre che illeggibili siete diventati ridicoli. Addio, non vi leggerò più nemmeno per sbaglio.

  26. no..questa volta non commento..non ci casco più!

  27. Dal Rafaelismo al Sarrismo si è passati dall’internazionalizzazione del Napoli a ritorno del provincialismo italiano, nella logica che il campionato nel fine ultimo dei piazzamenti, prende il sopravvento sulle coppe che siano europee o la semplice coppetta del nonno. Sarri interviene sul mercato a scegliere giocatori che sanno giocare in Italia e quindi anche se Verdi aveva già sentenziato a dicembre nessun interesse nell’approdare a Napoli, si è continuato ad insistere ed ad aspettare la fine delle vacanze per ottenere il no di persona, con l’arroganza di sentirsi non rifiutati (e quanto gli capita una occasione del genere?).
    Speriamo che si raggiunge il traguardo ambito quest’anno, penso ultima possibilità prima di una riorganizzazione delle altre squadre e di qualche addio eccellente di una squadra collaudata in meccanismi che al di la del bel gioco, fatttibile in questa Serie A mostra ancora lacune giocando nell’Europa che conta.

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