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Niente è perduto, ma il Napoli ha smarrito certezze e serenità

I risultati della giornata calcistica hanno depotenziato gli effetti negativi del pareggio con la Fiorentina, ma le difficoltà del Napoli sono psicologiche.

Niente è perduto, ma il Napoli ha smarrito certezze e serenità
Foto Ssc Napoli

Niente è cambiato

Poteva andare meglio, ma non è successa la fine del mondo. La concomitanza di altri risultati favorevoli ha di fatto depotenziato gli aspetti negativi del pareggio interno contro la Fiorentina, una delle migliori squadre viste finora al San Paolo, lasciando le cose intatte ai vertici della Serie A. E il calendario proporrà a breve gli ultimi due scontri diretti tra squadre di vertice, quindi la classifica del girone d’andata potrebbe delinearsi per il Napoli molto migliore di quanto gli animi depressi e disfattisti di molti tifosi ipotizzano.

Il tesoretto accumulato nelle prime giornate, come immaginabile, è tornato utile nei primi veri momenti di difficoltà. Prima di tutto perché era impensabile continuare a vincere tutte le partite, poi anche perché le principali avversarie del Napoli perdono periodicamente colpi. Tre pareggi ed una sconfitta in 16 partite non sono e non potranno mai diventare un disastro. A patto di riacquistare la serenità e la forza mentale e motivazionale di inizio campionato. Tutte cose fortemente intaccate dalla maledetta gara interna contro la Juventus.

Però, a conti fatti, il Napoli continua a tenere dietro i bianconeri, nonostante si abbia l’impressione che sia l’esatto contrario, mentre l’Inter resiste imbattuta. Però da questo momento, fino al 15 febbraio, le prime giocheranno tutte ad armi pari. L’Inter perderà il vantaggio della singola partita settimanale, e le prossime otto giornate di Serie A ci diranno quanto il doppio impegno abbia finora realmente influito sulle prestazioni delle prime in classifica.

L’Europa alla portata

Come già scritto in precedenza, speriamo solo che a partire da febbraio l’Europa League non venga percepita come un fastidio da squadra ed ambiente. Rispetto alla Champions League, che per il Napoli è una straordinaria vetrina ma allo stesso tempo un campo di battaglia ancora poco accessibile, l’Europa League è alla portata degli azzurri. A patto di affrontarla con estrema serietà, come purtroppo è avvenuto troppe poche volte nel recente passato.

Non credo sinceramente che il doppio impegno possa svilire le forze della squadra. Contrariamente alla visione comune, il Napoli ha una rosa sufficiente per affrontare sia campionato che coppa. Un turn over intelligente può motivare chi ha finora giocato troppo poco, e mantenere il Napoli in lizza in entrambe le competizioni. Tutto dipenderà dalle convinzioni dell’allenatore, che da oggi in poi avrà tutto il tempo per preparare la squadra adeguatamente. Soprattutto psicologicamente.

Il problema nella testa

Perché il problema è nella testa. Persino i gol sbagliati contro la Fiorentina sono figli dell’ansia. I cattivi pensieri, le facce tristi del post-Juventus hanno inquinato l’anima di questo Napoli. E la scarsa brillantezza ha fatto il resto. La squadra non appare stanca, piuttosto sembra aver smarrito delle certezze, e questo le impedisce di ritrovarsi a memoria. E soprattutto la rende meno efficace sotto porta.

Perché è giusto ricordare che alcune partite sono state vinte solo grazie ad un episodio favorevole. Episodio che oggi il Napoli non riesce più a convertire in gol, vedi l’errore di Mertens solo davanti al portiere. E con quel gol si parlerebbe di ennesima partita “sporca” portata a casa. Probabilmente alcune rotazioni contribuirebbero ad alleggerire psicologicamente la squadra, l’entusiasmo di forze fresche potrebbe essere un buon carburante per riprendere velocità.

Ma sull’impiego di tutte le risorse disponibili il Napolista è già stato molto esaustivo. Per qualsiasi osservatore esterno restano però misteriose le esclusioni di alcuni calciatori, in primis Giaccherini, giocatore che vanta un curriculum di tutto rispetto, e che comunque, quando impiegato, ha fatto bene il suo lavoro. Non c’è ancora bisogno di fasciarsi la testa, perché anche se è un po’ pensierosa non si è ancora rotta. È solo il momento di cambiare registro. Ci saranno molti giorni per prepararsi alla trasferta contro il Torino, ed è auspicabile che le scorie siano state definitivamente espulse.

Girare a 48 punti sarebbe un risultato eccezionale. Negli ultimi undici campionati è successo solo quattro volte. E anche se questa stagione appare abbastanza anomala come distribuzione dei punti, un punteggio del genere darebbe una spinta indispensabile per i due mesi successivi, nei quali il Napoli avrà modo di concentrarsi esclusivamente sul campionato.

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