La solitudine di Allegri ultimo resistente al calcio Playstation (e cosa ci è piaciuto di Sarri)

Ormai l’estetica ha preso il sopravvento sul risultato. L’allenatore della Juventus se ne frega. Quello del Napoli rilascia dichiarazioni molto intelligenti sul futuro suo e del Napoli.

La solitudine di Allegri ultimo resistente al calcio Playstation (e cosa ci è piaciuto di Sarri)

Quoque tu Sconcerti

È da tempo in atto un mutamento dell’analisi e del giudizio relativo alle partite di calcio. Sempre più legato all’estetica, come se si parlasse di uno spettacolo. Una metamorfosi che stamattina, all’indomani di Napoli-Juventus, ha indotto persino un giornalista della vecchia guardia come Mario Sconcerti a scrivere un passaggio come questo: “Ma è stato evidente che (la Juventus, ndr) ha cercato il minimo nella convinzione bastasse. Ed è stato un errore, il Napoli è stato più forte, ha recuperato e quasi dominato”. Come se la Juventus avesse perso la partita. Ahinoi non è andata così.

Tutto nacque con Guardiola

È una metamorfosi che probabilmente affonda le radici nel Barcellona di Guardiola ancor più che nel Milan di Sacchi. Non ce ne voglia il grande Arrigo, ma il suo Milan soltanto raramente era bello a vedersi. Era una squadra intensa – termine caro all’uomo di Fusignano – e soprattutto con una forza mentale straordinaria, oltre ovviamente ad avere signori calciatori in rosa. Come del resto li aveva il Barcellona di Guardiola. Che giocò e vinse la Champions del 2009 (oltre alla Liga e alla Coppa del Re) con questa formazione dalla cintola in su: Iniesta, Busquets, Xavi, Henry, Eto’O, Messi.

La lezione di filosofia di Allegri

Torniamo a noi. E a Massimiliano Allegri, uno dei pochi baluardi del calcio che fu, potremmo dire del pallone. Di quello sport che non era diventato ancora come le elezioni politiche, quelle che il giorno dopo sembra che abbiano vinto tutti. Ciascuno può girare la frittata a proprio piacimento. Un tempo il risultato era la stella polare, un faro nella notte del commento calcistico. Adesso decisamente meno. Ieri, in sala stampa, Allegri ha tenuto una lezione di filosofia. «Nel calcio non s’inventa niente. Una squadra è forte quando sa adattarsi alle caratteristiche della partita. Se sa difendersi quando c’è da difendersi e sa attaccare quando c’è da attaccare. Così si vincono gli scudetti. Quando si aprono gli almanacchi, non si trova scritto “quella sera hanno giocato in difesa”, si legge il nome del vincitore».

Come l’Inter di Mourinho

Ovviamente portava acqua al suo mulino il buon Max. Povero, si è visto quasi aggredire per aver giocato una partita difensiva e aver portato a casa un punto prezioso in uno stadio difficile, contro la terza in classifica e tutto sommato senza nemmeno una parata straordinaria di Buffon. E, se vogliamo dirla riprendendo le parole di Ottavio Bianchi – uno dei pochi a non essersi lasciato contagiare dal calcio modello Playstation –  sulla Juventus incerottata: Allegri ha fatto giocare Asamoah, Marchisio e Lemina rispettivamente quattordicesimo, sedicesimo e diciassettesimo nella classifica dei minuti giocati dai bianconeri in Serie A. Un punto voleva e un punto ha ottenuto. Come peraltro faceva l’ultima squadra che ha vinto qualcosa: l’Inter di Mourinho, come ha giustamente ricordato Roberto Liberale.

Zeman e Ferlaino

Eppure ci furono anni, era il duemila, in cui Napoli non ragionava così. Un Napoli decisamente più debole di questo perse in casa alla prima giornata contro la Juventus per 2-1 dopo un primo tempo da stropicciarsi gli occhi per la bellezza. Poi i valori in campo emersero. E il giorno dopo, il Mattino intervistò il copresidente Corrado Ferlaino (l’altro era Giorgio Corbelli) che bacchettò l’allenatore – un certo Zdenek Zeman – per la velleità del bel gioco e perché le partite durano novanta minuti.

Il Napoli ha giocato una buona gara, anche buonissima

Sono trascorsi 17 anni e l’estetica nel giornalismo calcistico sembra aver preso il sopravvento. Nella sostanza, il Napoli ha giocato una buona gara, anche buonissima. Ha reagito con carattere a una situazione non prevista: un gol dopo sei minuti. Ha lentamente conquistato il campo e poi definitivamente il pallino del gioco. È andato al tiro uno, due, tre, quattro volte. Senza peraltro sporcare le mani a Buffon. Poi ha pareggiato e colpito un palo. Merita i complimenti, non c’è dubbio. Ma siamo sicuri che la Juventus abbia avuto paura di perdere? La risposta crediamo che sia no. Forse la Juventus, in Italia, si sente talmente superiore dal punto di vista mentale da non sfibrarsi più di tanto. È un pugile che riesce a tenere a bada l’avversario appoggiandogli semplicemente la mano in testa. Raramente viene coinvolta nei corpo a corpo.

Il Napoli deve decidere cosa fare da grande

Il Napoli, lo avremo detto decine di volte, deve anche decidere cosa vuole fare da grande. Se vuole crescere, deve dichiarare che l’estetica non può bastare. A meno che De Laurentiis non compri Eto’O, Messi, Henry, Iniesta e Xavi. Che pure sarebbe un’idea. Quello di Khedira è il gol 51 incassato dal Napoli in questa stagione, il numero 33 in Serie A, quanto quelli subiti da Milan e Atalanta. La Juventus in campionato ne ha presi venti. La Roma 26. La Lazio 31 (anche l’Inter ma ha una partita in meno). La Lazio appunto. La squadra che ora è quattro punti dal Napoli e che affronteremo domenica sera all’Olimpico in un match che non dobbiamo assolutamente perdere e che, se vincessimo, chiuderebbe probabilmente definitivamente il discorso per il terzo posto. Nella speranza che si riapra quello per il secondo.

La nostra è un’ottima stagione

Perché, sia chiaro, la stagione del Napoli è un’ottima stagione (fin qui da nove). Una signora Champions in cui si è ricavato il massimo. Un campionato di alto livello e una semifinale di Coppa Italia ancora aperta. Ci sono tutti gli ingredienti per terminare una stagione ancor più positiva di quella dello scorso anno. Innanzitutto perché ripetersi è sempre più difficile. E poi perché, di fatto, lo scorso anno abbiamo giocato soltanto su un fronte: il campionato. Quindi è un Napoli che è cresciuto. E tanto. È cresciuto anche Sarri. Che, ne siamo certi, prima o poi mollerà – in parte lo sta già facendo – questo ancoraggio all’estetica calcistica. Abbiamo particolarmente apprezzato le sue dichiarazioni rilasciate alla Rai:

«Ad oggi non c’è niente che faccia presagire un mio addio al Napoli. Il contratto c’è, ma io voglio che chi lavora con me sia contento. Se il presidente è contento resto volentieri, e stasera l’ho visto molto sereno e sorridente. La squadra ha qualità, ma non è cinica. Serve un po’ di esperienza nei profili più giovani, anche se c’è da capire quanta personalità abbiamo in squadra». E ancora: «Io negli ultimi anni sono cambiato tantissimo. Come modulo, come interpretazione e filosofia di gioco. Dato che non mi sento un imbecille, penso di avere ancora qualche miglioramento in canna».

Questo è il Sarri che ci piace

Lo abbiamo detto più volte: è questo il Sarri che ci piace. Intelligente la dichiarazione sul rapporto tra lui e il presidente. Devono essere contenti entrambi. Dev’essere chiaro a Sarri che il Napoli di fuoriclasse non ne può comprare. Può comprare i Rog, gli Zielinski, i Diawara, i Milik. E deve decidere se gli fa piacere o meno. Senza rimpiangere Higuain per mesi. Perché se gli facesse piacere, Sarri sarebbe l’allenatore giusto al posto giusto. Nonché l’allenatore ideale per compiere quei miglioramenti ancora necessari.

Cosa serve per crescere

Ma serve saper soffrire nei momenti di difficoltà. Proprio come accade nel ciclismo. Sul muro di Grammont. Se molli, se quando sei in difficoltà scarichi la responsabilità, al traguardo non ci arrivi mai. Noi vogliamo Sarri così, sempre così. Che magari, come ha fatto ieri in sala stampa, chiede che non gli sia detto il vincitore del Giro delle Fiandre («l’ho registrato»). Lo apprezziamo meno quando ripete che nessuna squadra ha messo sotto così la Juventus. È quel calcio delle statistiche che non può piacere a un uomo vintage come lui (pur se molto innovativo).

Infine, per evitare ogni malinteso, nessuno poteva chiedere a Sarri di battere la Juventus o di eliminarla dalla Coppa Italia. Però gli si può chidere concentrazione, anche mediatica, sui passi in avanti ancora da compiere. Non solo dalla società.

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  1. Sarri sarà moderno stato alcuni aspetti e meno per altri fa giocare bene la squadra e sarà anche vero che non possiamo giocare tutti in difesa cosa che però dipende appuntamento anche da chi si compra, ma io nn capisco questo fatto che ormai non si può po’ più criticare.Per me non aver vinto pur riuscendo a chiedere la Juventus non è un merito mi fa imbestialire.Si può dire che si eccede con i passaggi volendo arrivare fin dentro la porta senza fare conclusioni degne della distanza?Poi è vero che il Napoli può giocare solo così o un allenatore può e deve trovare delle varianti.Ne avete dette di ogni a mazzari che resta uno dei migliori allenatori italiani ora Sarri e’ incriticabile.Ancora, la Juve ha rosa ampia e si è venuta a prendere il pareggio e ora cambia molti giocatori per coppa e fa una distribuzione forze equilibrata noi abbiiamo, hanno detto, che rosa era competitiva su tre fronti, ma sono sempre gli stessi.Ora dopo tutte energie perse nel pareggio voi pensate che si vince? Ne dubito molto.Quindi articolo non mi sembra sbagliato tranne quando si dice che ora si pensa solo estetica.In realtà tutti i commentatori fanno gli stessi appunti sul produrre il gioco ma concretizzare poco.

  2. Fabio Milone 4 aprile 2017, 10:06

    Insomma alla fine la fissa di Max rimane. Quella di dovere forzatamente leggere tra le righe e/o vedere motivi di dissenso tra Sarri e il Presidente.
    Non capisco su dove si basi l’affermazione:
    “Dev’essere chiaro a Sarri che il Napoli di fuoriclasse non ne può comprare. Può comprare i Rog, gli Zielinski, i Diawara, i Milik. E deve decidere se gli fa piacere o meno. Senza rimpiangere Higuain per mesi.”
    E’ sotto gli occhi di tutti che Sarri non ha mai preteso nulla, men che meno che gli si comprassero fuoriclasse – ci sono vagonate di interviste nelle quali afferma di essere stracontento di quel che passa il convento e persino arriva a dire (mentendo su questo) che a lui il mercato non interessa.
    Sul fatto che abbia rimpianto l’ex9 “per mesi” poi pure ci sarebbe da fornire prove, visto che con l’arrivo di Milik, suo successivo infortunio e l'”invenzione” di Mertens centravanti, e’ riuscito addirittura a far fare piu’ gol alla squadra.
    Magari in cuor suo, come a noi tutti, il passaggio dll’argentino alla banda Bassotti sara’ stato visto da Sarri all’inizio come un possibile indebolimento, ma alla luce di quanto e’ avvenuto poi, non credo che rimpianga (o abbia rimpianto) alcunche’.

  3. Luigi Borrelli 4 aprile 2017, 9:26

    sul bello e brutto vi potrei elencare un numero alto di gare dove la qualità si unisce alla bellezza e di livello, dato la qualità dei giocatori, superiore al napoli sopratutto per forza fisica ma sarebbe tempo perso.
    mi piace però ricordare che voi chiamate spesso black out le giornate dove la macchina s’inceppa e non fate spettacolo e nemmeno punti mentre la juve raramente non fa entrambi perché i punti li fa quasi sempre

  4. Luigi Borrelli 4 aprile 2017, 9:18

    coppa italia napoli 1 0 fine di un primo tempo dove sarebbe stato più giusto il pari.
    secondo tempo la juve fa 3 goal e il napoli quasi 0 tiri a porta……
    la differenza tra potenza e atto
    tutto qua
    la differenza c’è
    anche quando voi al massimo e noi vicino al minimo.

  5. Letto molti commenti interessanti, secondo me al Napoli mancano sostanzialmente due cose per poter competere per lo scudetto:
    1) piu centimetri kg, ci mancano saltatori. Ogni volta che difendiamo su calcio d’angolo io non mi sento sicuro e anche le ripartenza da dietro (sempre belle da vedere) non hanno alternative (ogni tanto qualche lancio lungo…). Su questo punto si può intervenire solo con il mercato, quindi spero che nei ruoli dove si comprerà qualcosa (terzini?) si penserà a quest’aspetto
    2) la gestione della gara. Qui si può imparare a difenderci anche in altro modo. Non perché penso che non sia efficiente difendersi alti, ma perché penso sia molto dispendioso. Tante volte quest’anno il Napoli ha finito le gare senza benzina, compreso la partita di domenica con la Juve

  6. leggo da ieri di “dominio” del napoli.
    ma dominio di cosa? buffon ha fatto mezza parata (la più difficile su un calcio d’angolo nel primo tempo). vogliamo parlare di dominio assoluto solo perché abbiamo una perfetta PASS ACCURACY? le statistiche teniamocele buone per sapere il numero dei disoccupati in italia.
    si vince tirando in porta, NELLO SPECCHIO DELLA PORTA.
    o vogliamo considerare i due tiri di hamsik finiti a venti metri da buffon come pericolosi?
    sapete una cosa?
    mò ve la dico.
    al napoli mancano giocatori di personalità, mancano giocatori capaci di deviare dalle direttive dell’allenatore. esempio? un bel tiro da fuori area, un rinvio lungo alla “viva il parroco”, un colpo di testa fetente, un goal di rapina, un goal rubato, un intervento difensivo alla chiellini.
    e qua stiamo ancora a farci le pippe mentali su schemi, moduli, vintage, modern, guardiola e bersellini.
    domenica sera, banalmente, chi doveva fare la differenza in una partita giocata ad una porta sola per precisa scelta di allegri erano:
    a) insigne. teoricamente colui il quale è dotato di classe. peccato che non abbia mai saltato l’uomo o inventato qualcosa. solo un numero infinito di palloni finiti sul balcone dei palazzi attorno lo stadio. e, sia chiaro, per me insigne sta facendo il suo miglior campionato…ma semplicemente è un ingranaggio che non può dare di più. qualcuno ha parlato “male” della partita juventina. riguardatevi il loro goal. capirete cosa voglia dire avere in squadra gente come pjanic, khedira o bonucci.
    b) sarri. pure mia nonna buonanima aveva intuito quale sarebbe stata la partita di allegri. perché insistere con un attacco di moscerini e non far giocare milik? perché si avverte sempre questa incapacità di saper cambiare le partite in corso d’opera?
    _

    sono incazzato.

    • Luigi Ricciardi 4 aprile 2017, 9:16

      Perche’ Milik sarebbe entrato dopo, se non fossero dovuti uscire Hamsik e Strinic per infortunio e/p affaticamento.
      Siamo tutti incazzati, perche’ la partita si poteva vincere. ma se partiamo con “la partita si doveva vincere”, allora sbagliamo.
      Insigne ha tirato due volte: una dopo aver dribblato tutta la difesa, e un’ altra con palla uscita di 30 cm.
      La verita’? La Juventus non ha mai concesso tante occasioni nella stessa partita quest’ anno, tranne che col Genoa. Cosa e’ mancato ieri? Un po’ di precisione, un paio di tiri fatti meglio (2 Hamsik e 2 Mertens) e anche un po’ di fortuna.

      • dino ricciardi 4 aprile 2017, 10:20

        Luigi, fiato sprecato.
        C’è tanta gente che non vuole capire che questa squadra senza il gioco di Sarri è da 5,6 posto eppure si critica.
        Sarri da almeno 25 per cento in più al Napoli.
        Allegri forse nemmeno il 5.
        La differenza la fanno i giocatori,noi abbiamo buoni giocatori e ottimi prospetti.
        Loro hanno chi gli risolve le partite anche giocando di m…

  7. Carmelo Bauman 3 aprile 2017, 22:01

    Purtroppo sul cosiddetto “bel gioco” esistono equivoci e fraintendimenti. Secondo alcuni, giocar bene significa necessariamente attaccare per 90 minuti e fare un gran possesso palla; in realtà giocar bene può voler dire anche difendersi con ordine. Una partita divertente non è necessariamente una partita ben giocata. Detto questo, il Napoli ha giocato ieri abbastanza bene.

  8. Attimo Fuggente 3 aprile 2017, 21:57

    Dunque il Napoli non può comprare i giocatori,però dovremmo
    far finta di averli. Ma la finite o no di incartarvi con le parole e prenderci in giro ?Quando la società
    comprerà due difensori veri e forti,un portiere affidabile, un marpione di centrocampo e una punta di professione,vinceremo anche noi senza gioco. Per ora non resta che praticare ”il bel gioco” non certo per ragioni di estetica ma per necessità. La rosa del Napoli ( se non se li vendono),tolto “il bel gioco” è da quinto-sesto posto e meno male che abbiamo un grande allenatore che ha costruito un BUON (NON UN BEL) gioco.

  9. Diego della Vega 3 aprile 2017, 21:35

    Non c’entra niente Sarri. O Allegri. Volete sapere cosa sta succedendo? Quello che era prevedibile succedesse: quando vince sempre lo stesso, lo spettacolo diventa mortalmente noioso. Una competizione che non è competizione è solo farsa. È quello che sostengo da tempo: una squadra sola che vince sempre per 6, 7 magari 10 anni di fila non rappresenta nessun miracolo sportivo ma solo la morte dello sport da un punto vista emozionale e della narrazione. Allegri, poveretto, per far parlare di sè pur avendo una carriolata di punti di vantaggio sulla seconda si è dovuto inventare Mandzukic terzino. Una mossa oggettivamente ridicola ma che almeno per un po’ ha spostato i riflettori sull’allenatore livornese. All’inizio la mossa geniale di Allegri ha fatto raggiungere orgasmi ineguagliabili ai commentatori skypremium fino a che non si sono resi conto che se Mandzukic terzino viene umiliato anche da Hysay. È per questo che molti nelle stanze del potere stanno aspettando con ansia il ritorno delle milanesi. Il sistema non può sopportare ancora la Ndranghetus sola al comando. Perché quella squadra lo sta cannibalizzando, il sistema. Se continua così alla fine il calcio italiano sarà lo spettacolo sortivo più scontato, e quindi squallido, della galassia. Vedrete che tra un po’ lo capiranno perfino Caressa, D’Amico e la Cazetta. Ruttospuorc no, ma si sa, quelli prendono ordini dalla Locride.

  10. Carmelo Bauman 3 aprile 2017, 19:57

    Giocar bene e non vincere significa non giocare abbastanza bene. Subìre un gol evitabilissimo dopo pochi minuti significa giocar male. Creare solo due o tre palle gol in 90 minuti significa che la juve ha giocato bene in difesa e che il Napoli avrebbe potuto far meglio in attacco.

  11. dino ricciardi 3 aprile 2017, 19:48

    Dato che non mi sento un imbecille, penso di avere ancora qualche miglioramento in canna».

    Questa frase mi ha fatto riflettere,credo che sappia come fare per migliorare la fase difensiva e sopratutto la gestione della partita,che abbia capito che la squadra non riesce a fare 95 minuti con la difesa alta.
    Il problema di fondo è che siamo bravi a difendere alti ma quando vogliamo gestire smettiamo di giocare perdendo intensità e distanze.
    Credo che il prossimo step sarà la gestione della partita con la difesa bassa.
    E lo vedremo solo l’anno prossimo dopo le tante sedute con i droni :-).

  12. Antonio Ricciardi 3 aprile 2017, 18:58

    E’ sempre più angosciante leggere il Napolista. Non c’è un’analisi che non sia miope ai limiti della cecità. Anzitutto, la petitio principii di cui è informato tutto il pezzo: in pratica si sostiene che per vincere bisogna vincere, mistificando la tautologia della (non)riflessione mettendoci in mezzo una presunta “estetica” (senza, ovviamente, sapere di cosa si parla quando si parla di estetica). Nessuno, nè Sarri, nè tantomeno Guardiola, fa il calcio che fa al fine di esser bello e potersi guardare allo specchio con soddisfazione. Il calcio di Sarri, come quello di Guardiola (seppur, in parte, profondamente diversi) è pensato per esser dominante e soprattutto per annullare qualsiasi tipo di rischio. E’ per questo che ci difendiamo al limite dell’area avversaria, è per questo che è importante avere tanto possesso: tanti passaggi (i famosi 15 passaggi di Guardiola) contribuiscono ad una distribuzione migliore dei giocatori in campo, una migliore distribuzione dei calciatori sul terreno di gioco unita ad una buona densità in zona palla aiuta a mettere in atto il gegenpressing e a recuperare immediatamente il pallone. Mi dilungo solo sulla fase difensiva perchè per quanto riguarda quella offensiva, beh, parlano i numeri. Questa storiella dell’estetica (che nel lessico squattrinato del napolista sta per “ricerca del bello”) fa acqua da tutte le parti: il modello di calcio del bus davanti alla porta, con idee scadenti ma fatto con giocatori forti (o anche fortissimi) è un non-modello che infatti da molti anni paga pochissimo: è chiaro che se il gap con gli altri è abbastanza grande da sopperire all’assenza di idee (vedi Juve in Italia) allora si vince comunque. Ma guardate Mourinho oggi: quanto è competitivo? Il nostro gioco non è PRIMA BELLO e poi funzionale: è vero esattamente il contrario. E’ il fatto che sia così funzionale e preciso a renderlo bello: quale sarebbe altrimenti il senso di questa presunta bellezza? Cos’è che alla fin fine rende “bello” un modo di giocare, se non la sua efficacia, la sua precisione? Forse prima di scrivere cose a caso, bisognerebbe farsi due domande sugli pseudoconcetti che si intende utilizzare.

    • giancarlo percuoco 3 aprile 2017, 19:39

      Ottimo.

    • complimenti, un commento brillante che condivido in pieno.

    • Fantastico. Ben detto

    • Enrico Pessina 3 aprile 2017, 23:57

      Antonio, mi spiace dover rilevare che tu capisci di calcio molto più del direttore della testata.

    • Luigi Ricciardi 4 aprile 2017, 9:10

      Ciao Antonio,
      grazie per aver scritto meglio di me quello che volevo dire.

    • Fabio Milone 4 aprile 2017, 10:13

      Aaaaaahhhhhhh. ASSAFA’!!!!
      Standing ov(ul)ation.
      🙂

    • Di solito sono in disaccordo con Gallo, ma stavolta condivido in parte il suo punto di vista (e quindi sono in parziale disaccordo col tuo commento). Il calcio di Sarri è efficace (e bello) fin quando: a) l’avversario tiene difesa e attacco a più di 15 metri di distanza; b) la condizione atletica è massima. Andiamo in difficoltà con squadre abbottonate , che si chiamino Palermo o Juventus. Se la condizione non è al 100% giro palla, tagli e tutti i movimenti di attacco sono rallentati. A difesa schierata subiamo ancora troppi goal per amnesie individuali o errori tecnici. E manchiamo di quel pizzico di agonismo decisivo. Domenica, ad esempio, sull’azione del goal i due centrocampisti dovevano andare a stringere in sandwich Kheidira appena aveva ricevuto il pallone, ai 30 metri. Sicuramente non abbiamo gli uomini per fare il catenaccio, ma ad esempio: quando gli altri piazzano il pulman potremmo provare a fare qualche cross dalle fasce o a salire col lancio lungo per la torre, aggredendo la seconda palla? Se a Torino perdevamo 1-2, c’era bisogno di salire tutti sulla trequarti avversaria su calcio d’angolo?

      • Antonio Ricciardi 4 aprile 2017, 16:07

        Provo ad argomentare: a) Il punto non è che l’avversario deve tenere 15 metri tra difesa e centrocampo. Il punto è crearseli quei 15 metri, disordinare le linee avversarie fino a che quello spazio non c’è (vedi: gol di hamsik, occasione mertens, colpo di testa di callejon nel finale).
        b) non credo sia una questione di condizione atletica quanto di ritmo: la juve, per stessa ammissione di Allegri e Chiellini nel post-partita, imposta solitamente il suo piano-gara contro il Napoli esattamente sulla sottrazione del ritmo: difesa posizionale evitando di farsi attrarre dal pallone. Quando si fanno prendere dalla voglia di attaccare il pallone, ecco che vengono infilati. Ovviamente la coperta è sempre corta: non lasciare lo spazio alle spalle, nè tantomeno tra difesa e centrocampo, significa giocare con 10/11 dentro al perimetro della propria area di rigore.
        c) Poi, che a difesa schierata prendiamo gol per amnesie o errori individuali, beh mi sembra slegato dalla tipologia di gioco che viene messa in campo.
        d) Risalire con la torre ed attaccare la seconda palla si può, certo, ma non quando l’avversario ha il bus davanti alla porta: quello (proprio come quello di domenica) è un contesto in cui non fai fatica a risalire, ma piuttosto a trovare lo spazio. Ora, per trovare lo spazio, ti devi muovere, devi spostare gli avversari e generare lo spazio. E’ chiaro che lo spazio è anche lo spazio che sta sopra alle teste dei calciatori, e in quanto tale è attaccabile: abbiamo calciatori che sono in grado di svettare tra Bonucci e Chiellini? Abbiamo uomini in grado di rendere una soluzione del genere statisticamente conveniente?

        • È un piacere ragionare di calcio con persone così competenti. Il mio discorso sulla torre (risalire con la) non era riferito a domenica, anche se talvolta ho avuto l’impressione che ci fossero spazi in fascia per bei cross al centro. Le altre mie considerazioni erano rivolte al campionato nel suo complesso, l’unico addebito che faccio al Napoli di domenica è il goal da polli (avrei speso il giallo contro Kheidira sul primo controllo)

  13. mah, io credo che non si possa rimproverare a questo Napoli di non saper essere anche cinico e sparagnino, per due motivi fondamentali.
    Uno, perché non esiste una squadra che sia contemporaneamente l’Olanda di Cruijff e l’Italia di Bearzot, sono due impostazioni filosofiche antitetiche.
    Due, perché il cinismo e la furbizia la danno i giocatori, non il tecnico.
    Ed ai giocatori li dà l’esperienza.
    Ci beamo di un Napoli spettacolare e giovane, e poi lo vorremmo anche rognoso e scafato ?
    Forse forse pretendiamo un po’ troppo.

  14. Enzo Esposito 3 aprile 2017, 18:12

    io sono d’accordissimo con Ottavio Bianchi che critica il Napoli e parla di non potersi sempre accontentare del possesso palla, se volevo seguire uno sport dove conta la prestazione mi davo alla boxe, alla danza o alla ginnastica artistica…questo è calcio e c’è un solo e semplice parametro che conta ai fini dell’ottenimento delle vittorie: il risultato! Per carità, se si gioca anche bene e si ottiene il risultato a chi non piacerebbe? Ma siamo onesti, vi divertite di più se il Napoli gioca bene o se il Napoli vince? Io mi divertirei da morire nella seconda ipotesi…la partita di ieri la paragono ad un rapporto sessuale non consumato a fondo…
    mi permetto di postare il mio profilo facebook con il mio commento:
    https://www.facebook.com/pr

    • dino ricciardi 4 aprile 2017, 11:24

      Semplicemente perchè il buon Bianchi poteva giocare bello chiuso e dare la palla a quei 3 davanti che facevano la differenza e ci facevano partire gia da 1 a 0
      Questo Napoli può cercare il risultato SOLO ATTRAVERSO IL GIOCO.

  15. Articolo condivisibile. Molti, nei post sotto, al solo accenno di critica su Sarri (benché costruttiva ed anche se condita di elogi) vanno in paranoia e attaccano tutti che poi i tutti sono in ordine ADL e chi osa sminuire Ai loro occhi l’allenatore. Così non si va da nessuna parte. Lo stesso Sarri ammette che può crescere ed è proprio quello che molti gli chiedono, perchè probabilmente di Inniesta e di Messi non ne vedremo da queste parti. Occorre la sua mano e le sue intuizioni per aspirare al primo gradino del podio.
    Non mi è piaciuto poi l’intervista a fine partita Hamisk. Vederlo contento e soddisfatto dopo aver pareggiato in casa una partita, molto importante talaltro, che meritavamo di gran lunga vincere proprio non si deve più vedere.

  16. Bocca_storta 3 aprile 2017, 17:32

    Pienamente d’accordo con Gallo.
    Sono veramente stanco, stanco, stanco di veder dominare il Napoli e poi raccogliere briciole. Ci vuole un sano sussulto d’orgoglio, una sana rabbia nell’andare a prendersi quello che è nostro.
    Se fai 17 tiri contro 1 e non vinci – soprattutto contro la Madama Bianconera – ti devi sentire un immenso mediocre, devi avere dentro una rabbia da rivoltare la terra. Questo il salto di qualità da fare. Basta con le giustificazioni estetiche.
    L’estetismo senza concretezza è masturbazione.

    • Sembra che a Napoli ora sono tutti contenti per il bel gioco e non fa niente se poi non si vince.Che poi giocando bene ma senza creare grossi pericoli

  17. Be caro MAX ieri sera il Napoli, rispetto alle esibizioni con con Real, ha mostrato notevoli passi in avanti. E mi riferisco soprattutto alla capacità di non andare in tilt dopo il gol subito.
    Quella capacità di mantenere lucidita e nervi saldi che in altre volte e mancata.
    Poi se vogliamo siamo stati anche un pos sfortunati; nelle conclusioni e nelle sostituzioni forzate che ci hanno impedito di poter schierare nei minuti finali il vero centravanti..
    Ora la partita di ieri sera deve essere presa come un punto di partenza per un Napoli capace di giocare con testa e cuore senza farsi prendere dal panico.
    Merceoledi sera, da questo punto di vista, sarà un nuovo esame per vedere se quello di ieri è stato un episodio o di una nuova consapevolezza.

  18. giancarlo percuoco 3 aprile 2017, 17:10

    Mourinho, come Allegri aveva la squadra più forte. Di Napoli brutti e perdenti abbiamo le pance piene.

  19. complimenti al fotografo che ha colto l’attimo in cui Sarri sputa nell’occhio ad allegri

    • giancarlo percuoco 3 aprile 2017, 17:11

      Hehehe

    • Cafonata galattica

      • Geloso ??? Ahahahahah ??????????

        • Di un coso sugli anta che scagazza sui forum?

          • Geloso della sputazzata sognavi di averla tu …afesso vai a fare quattro bucchini ai cani come te

          • No sono geloso della sua classe

          • Enrico Pessina 4 aprile 2017, 0:26

            Gabriele, ora che gli hai indicato la sua strada, ti suggerirei di bloccarlo.
            Questi mentecatti vengono qui giusto per provocare e godono se rispondiamo loro.
            Se nessuno li caga più vanno in depressione.

          • Fabio Milone 4 aprile 2017, 10:21

            Mi spiegate come mai riuscite a scrivere parole tipo “c4ga” oppure “6ucch1n1” (devo criptare!) mentre a me scatta la censura automatica quando scrivo la molto piu’ innocente “s….-c-….h…1…f…0”???

          • Enrico Pessina 4 aprile 2017, 10:27

            Caro Fabio, non so.
            Ora provo per esperimento, diciamo per mero amore della scienza:
            I troll gobbi vanno in depressione se non li caga nessuno (questa era mia).
            Vai a fare quattro bucchini (questa era di Gabriele).
            Vediamo se passa.

          • Enrico Pessina 4 aprile 2017, 10:28

            Hai visto? E’ passata.
            Ora prova tu con le stesse parole.
            SE a te non passa, è un mistero.
            Ciao.

          • Fabio Milone 4 aprile 2017, 10:33

            I troll gobbi vanno in depressione se non li caga nessuno (questa era mia).
            Vai a fare quattro bucchini (questa era di Gabriele).

          • Fabio Milone 4 aprile 2017, 10:34

            Visto? E’ passata con parole ben peggiori di quella per cui ero censurato.
            Boh???

          • Enrico Pessina 4 aprile 2017, 10:45

            Allora vuol dire che dipende dai limiti del sistema automatico di censura.
            Forse (ri)conosce alcune parole e non altre.

          • Fabio Milone 4 aprile 2017, 10:33

            Lo so che passa, ma prova con “s….-c-….h…1…f…0” non criptata.
            Quando l’ho scritta io il mio commento e’ stato messo in quarantena e poi e’ sparito, tanto che ho chiesto alla redazione che mi ha risposto che forse era per quella parola che la censura era scattata in automatico.
            Dunque mi chiedo come sia possibile questa singolare situazione?
            Sara’ mica che io commento via “disqus” mentre voilatri via FB?
            Non so, azzardo una possibile risposta…

    • Giacomo Molea 4 aprile 2017, 0:37

      hahaha gabriele…magari l’avess fatt

    • Giacomo Molea 4 aprile 2017, 0:40

      hahaha gabriele…magari l’avess fatt

  20. Luigi Ricciardi 3 aprile 2017, 16:59

    Il discorso su cosa debba fare il Napoli da grande non deve essere fatto a Sarri, che viene quasi trattato come uno a cui piace vedere sovrapposizioni e triangoli ma a cui non importi granche’ del risultato.
    Sarri fa giocare cosi’ il Napoli perche’ per i giocatori che abbiamo non c’ e’ alternativa: se decidessimo di difendere bassi e aspettare l’avversario, prenderemmo ancora piu’ gol di quelli che prendiamo adesso, perche’ , semplicemente, i giocatori per giocare alla Allegri, alla Simeone, alla Mourinho non li abbiamo.
    Lo ha anche detto quando gli si chiede del Napoli: a noi mancano centrimetri e kg, ma se i nostri avessero cm e kg insieme alla tecnica che hanno, costerebbero uno sproposito, come infatti costano uno sproposito tutti i giocatori forti fisicamente ma tecnici: i Pogba, gli Ibra, i Bale, i Ronaldo, i Benzema, i Varane, gli Higuain.
    Avevo paragonato il Napoli a una bella sportivetta scattante e sportiva, motore 1400 cc ipercompresso, dalle accelerazioni brucianti e i freni perfetti, ma con due posti dietro scomodi e un bagagliaio piccolo: il viaggio lungo con la famiglia lo fai, ma sei scomodo, pero’ arrivi a 200 all’ora..
    La Juve e’ una berlinona moderna tedesca, un po’ anonima, ma col motore di 3000cc., tutti gli optional, stereo Bang & Olufsen, bagagliaio station wagon: ci fai un viaggio con 7 persone, ma arrivi anche a 250 all’ ora, e cambi l’ assetto con un bottoncino.
    Dare del vintage a Sarri poi e’ veramente fuori luogo: e’ uno degli allenatori piu’ moderni che ci siano in giro, per scelte tattiche, per metodologie, per supporti informatici. Quello che lo rende vintage, otlre al look, e’ la nostalgia di quando nel calcio era la partita il centro di tutto, e non il marketing, il mercato, il brand, e tutto il resto, e quindi i campi perfetti, tempi umani di recupero per i calciatori, orari decenti per giocare a calcio, calendari fatti su misura per la prestazione sportiva e non esigenze televisive.
    Quali passi avanti dovrebbe fare Sarri? Cioe’, se non vinciamo lo scudetto e’ perche’ Sarri deve avere piu’ concentrazione, anche mediatica? Auguri.

    • Ma,scusa Loiusss i kg li abbiamo……MAGGIO, MAK, DIAWARA, MILIK, PAVOLETTI…….te esattamente quanti kg vorresti???

      • Luigi Ricciardi 3 aprile 2017, 17:17

        Pavoletti e Milik non possono giocare insieme, Maggio e’ praticamente un ex giocatore, Diawara deve guardarsi la partita di ieri di Jorginho e capire cosa vuol dire muoversi dopo aver passato la palla, Maksimovic deve migliorare (ma assai).
        Poi, come ho detto, non e’ che mancano in giro i giocatori pesanti (il Crotone ne e’ pieno, pero’ e’ in serie B, ma quelli pesanti e tecnici insieme, che infatti costano capitali.

      • Non serve a niente avere un giocatore coi kg (per esempio Pavoletti) e un altro con la classe (per esempio Mertens). Le due caratteristiche ci vogliono entrambe nello stesso giocatore, e nelle giuste dosi. Ovvero, per dirla in vernacolo: ‘nce vò piso, qualità e mmesura!

    • Fabio Milone 4 aprile 2017, 10:23

      Il paragone con la sportivetta e’ calzante.
      Un po’ meno quello della berlinona con tutti gli optional… se fosse cosi’ la vedremmo primeggiare anche in Europa.

      • Luigi Ricciardi 4 aprile 2017, 10:28

        Ciao Fabio,
        vero, ma (purtroppo) devo notare che due anni fa erano in finale di Champions, e quest’ anno finora hanno fatto una Champions in carrozza, e dovessero uscire col Barcellona potranno sempre dire di essere usciti con dei marziani.

        • Fabio Milone 4 aprile 2017, 10:38

          Beh ricordiamo tutti come abbiano passato i loro gironi e le figuracce accocchiate prima di arrivare alla finale.
          E quest’anno loro sono ai quarti avendo trovato il Porto, mentre noi il real Madrid…
          Per me e’ solo qulo.

          • Luigi Ricciardi 4 aprile 2017, 10:49

            Puo’ essere. Ovviamente spero nell’ asfaltata contro il Barcellona.

  21. L’estetica c’entra poco nel giudizio sulla partita di ieri. Il Napoli ha superato la Juve sul piano delle occasioni, oltre che su quello del dominio territoriale, e ha ampiamente meritato di vincere. Sarri ha semplicemente nascosto la palla ad Allegri. Chest’è.
    Poi se vogliamo anche dire che la Juve è stata orribile e il Napoli abbastanza bello, lo possiamo pure fare. Quello che proprio non dovrebbe mai fare nessuno, men che meno un addetto ai lavori, è giudicare una partita solo dal risultato.

    • Giulio Valerio Maggioriano 3 aprile 2017, 18:54

      Ma non è una goccia nell’oceano, è evidente che le due squadre sono così, due modi d’essere che non potrebbero mai scambiarsi in questo momento.
      Poi diciamo pure la verità, cioè che il Napoli ha giocato meglio e non di poco, ma questo non significa tutto in una partita di calcio se esistono dei diversi valori a monte ( ed esistono ).
      Il Napoli trovato il pareggio ( meritatissimo e stretto alla fine, ripeto per carità di Iddio ), e tolta la fesseria gratuita di Asamoah non ha veramente mai rischiato di vincere, a meno di non pesare i tanti e belli triangoli di prima a 35-40 metri dalla porta.

      • Ha rischiato di vincere diverse volte e fino all’ultimo minuto. Il pareggio poteva arrivare molto prima. Troppo facile dimenticare i due tiri di Hamsik quasi a botta sicura, il passaggio al portiere di Mertens, solo davanti a Buffon, il tiro fuori di un niente di Insigne, il salvataggio rischiosissimo di Chiellini su Callejon. E questo solo nel primo tempo, contro la difesa più forte del campionato e forse d’Europa, per giunta chiusa a riccio. Non si tratta di estetica, si tratta di superiorità schiacciante espressa sul campo.
        Alla fine siamo perfino riusciti a costruire una palla gol senza Hamsik in campo, e credo sia la prima volta quest’anno. Su quel lancio meraviglioso di Zielinski per Callejon, dopo la sponda di quest’ultimo, sarebbe bastata una punta di ruolo al posto di Mertens per vincere la partita.

        • Giulio Valerio Maggioriano 4 aprile 2017, 18:30

          Infatti ho scritto “trovato il pareggio”…
          Al di là del fatto che se tiri due metri fuori ( come Hamsik ) non puoi aspettarti che ti dicano “bravo”…

  22. E basta bacchettare Sarri con Higuain. La fissa per Higuain ce l’hanno i giornalisti che glielo chiedono apposta ad ogni incontro con la juve, sperando in una risposta “sbagliata” in modo da ricamarci su per giorni. Invece il nostro disinnesca subito questi tentativi.

  23. mi è piaciuto di più l’articolo del direttore di tuttosport dove sostiene che i due allenatori si sono annullati a vicenda..sarri voleva giocare al calcio (da playstation) ed allegri voleva racimolare un punticino (da “squadra programmata per vincere”)..quindi giusto pareggio..lo spettacolo lo lasciamo agli stolti..e fortuna che è sconcerti il “giornalista della vecchia guardia”.

  24. forse non capite che il napoli se vuole fare risultato deve giocare bene, se il napoli gioca male non ha il fuoriclasse o i fuoriclasse o comunque non ne ha abbastanza che ti facciano primo VINCERE LA PARTITA secondo NON PRENDERE GOAL (vedi anche alla voce dell antipatico bonucci che da fermo fermava gli avversari, é forte c é poco da dire). il napoli deve giocare cosi perché attraverso l organizzazione di gioco e la mentalitá offensiva i vari mertens possono segnare tanti goal. persino higuain alla juve segna molto molto molto meno che nel napoli, mertens se va via segna 10 goal a campionato, mettetevelo in testa

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