La Juventus se ne infischia del giudizio estetico, come l’Inter di Mourinho

Il Napoli è stato bravo a non naufragare dopo il gol subito al sesto minuto e non ha risentito dell’assenza di Reina. Le critiche al gioco della Juventus lasciano il tempo che trovano.

La Juventus se ne infischia del giudizio estetico, come l’Inter di Mourinho
La difesa della Juventus schierata contro il Napoli (Cuomo)

Bicchiere mezzo pieno

Non appena Orsato ha fischiato la fine della partita ho avuto l’immediata sensazione di un bicchiere mezzo pieno. Non aver perso ieri contro una squadra che in campionato ha vinto 24 partite su 30 mi è sembrato già un fatto positivo, anche alla luce dello svantaggio iniziale.

Di quelli là non mi fido mai. La Juventus non è una squadra che ti fa a pezzi. I bianconeri non mi ricordano un branco di leoni o di tigri. Piuttosto somigliano tanto a quei rettili che, se possono, afferrano la preda e se la mangiano, altrimenti si ritirano e aspettano il momento opportuno. Anche a costo di rischiare il digiuno. Dei veri e propri camaleonti, un po’ per la loro capacità di mimetizzarsi cambiando colore all’occorrenza, un po’ per la velocità con cui catturano la loro preda.

Però il Napoli è stato più bravo del solito. Il gol subito a freddo non ha destabilizzato i calciatori azzurri, anzi credo che abbia scrostato quella patina di prudenza che aveva ultimamente accompagnato l’approccio delle gare del Napoli contro la Juventus.

Tanti gli aspetti positivi

Ci sono vari aspetti positivi da cogliere nella prestazione di ieri, oltre ai soliti dati di possesso palla e predominio territoriale. Tanto per cominciare, il gol avversario non è arrivato dal solito disimpegno errato, anche se si poteva fare meglio per impedire a Khedira di arrivare al tiro.

Invece l’unico disimpegno sbagliato di tutta la partita, al quarto d’ora di gioco, ha permesso ad Higuain di sfondare sulla sinistra nell’unica vera azione di cui l’ex centravanti azzurro si è reso protagonista.

Proprio durante quella fuga sulla fascia, l’argentino ha mostrato un volto davvero incazzato, tanto che probabilmente in quell’occasione ha consumato tutte le sue energie nervose. Dopo è letteralmente scomparso, alimentando la sensazione che Higuain sia un giocatore dai complicati meccanismi psicologici.

Non credo che “il fuggitivo” abbia accusato più di tanto i fischi del San Paolo. Cosa passa nella sua mente in certe occasioni è difficile da capire.

Noi napoletani sappiamo bene quanto lui sia stato tanto delizia quanto croce nei suoi tre anni in azzurro. È bene non dimenticarlo mai ogni volta che si versano lacrime per il suo abbandono.

Il Napoli non ha risentito dell’assenza di Reina

Altro aspetto positivo è che la squadra non ha risentito dell’assenza di Reina. Sia chiaro, Rafael è stato poco impegnato. Ma proprio il rischio di essere avulso dal gioco poteva essere fatale al portiere brasiliano.

Ha esibito un’ottima uscita in presa quando è stato chiamato in causa. Poi sui retropassaggi dei compagni è stato sempre pronto.

Per chi viveva l’incubo Rafael, un sospiro di sollievo. A meno che Rafael non gradisca particolarmente le sfide contro la Juventus…

Gli avversari hanno capito i nostri tagli

Meno positiva è stata invece l’ossessiva ricerca del taglio alle spalle della difesa. Ormai le squadre più esperte leggono bene questo tipo di giocata, e i difensori juventini raramente si sono fatti sorprendere da quelli che, a un certo punto del secondo tempo, sono iniziati a diventare degli stucchevoli ed inutili lob in mezzo all’area. Il gioco palla a terra resta il marchio di fabbrica di questo Napoli, come il gol di Hamsik ha dimostrato.

Ma il Napoli di ieri avrebbe vinto contro molte altre squadre italiane, peccato che di fronte avesse la più forte difesa italiana e la squadra che più di tutte sa fare di necessità virtù.

In verità, fin da ieri sera i social si sono espressi in maniera poco lusinghiera, se non con scherno, sulla prova dei bianconeri. Si va dal 5-5-0 messo in campo, all’inutilità di spendere tutti quei soldi se poi si rinuncia a giocare al calcio. Il tutto paragonando il suo utilitarismo alla bellezza del gioco del Napoli.

Due modi di intendere il calcio

In questi casi si scontrano due filosofie di intendere il calcio. Come scritto su “Il Napolista” altre volte, lo spettacolo fine a sé stesso, e la soddisfazione di mettere alle corde squadre blasonate, non possono essere l’unico fine di una partita di calcio. Perché, come ha scritto Massimiliano Gallo, il calcio non è la ginnastica, non è una gara di tuffi o di pattinaggio artistico. Non c’è una giuria che assegna la vittoria attraverso un voto alla prestazione estetica.

La realtà è che la Juventus in quel modo (per carità, il suo calcio utilitaristico è a volte inguardabile) ha vinto scudetti e coppe. Oggi ha ancora 6 punti sulla sua più diretta inseguitrice in Serie A ed è nei quarti di Champions League.

Il dominio negli anni non è solo figlio del fatturato, non dipende solo dalla sua rosa, non è dovuto al fatto di aver tolto alle sue avversarie i migliori calciatori.

Quella che appare come un’odiosa forma di utilitarismo è invece un’umiltà di fondo che rende i calciatori juventini in grado di compattarsi ogni volta che occorre. Fare risultato è per loro l’unica cosa che conta.

Come l’Inter di Mourinho

Del giudizio estetico loro se ne infischiano.

E poi vincere aiuta a vincere. Fa aumentare ancor di più il fatturato, e i giocatori vanno più volentieri dove si è abituati a vincere. Gli avversari temono e rispettano chi vince, e fatalmente anche gli arbitri finiscono per guardare i vincenti con occhi diversi.

Forse solo l’Inter di Mourinho, non per niente l’ultima italiana a portare a casa la Coppa dei Campioni, si è avvicinata alla stessa idea di fine che giustifica sempre i mezzi.

In una parola: la cazzimma elevata a sistema.

Per fortuna si rigiocherà subito. Spero che il Napoli non si crogioli solo nella beatitudine del bel gioco, ma covi quella rabbia necessaria a battere la Juventus mercoledì.

Nota televisiva: nel salotto post partita di Sky le discussioni sono sempre più surreali. Si è parlato principalmente della prossima sfida tra i bianconeri ed il Barcellona, ed il Napoli è stato tirato in ballo di tanto in tanto per paragonare i rischi corsi ieri sera dalla Juventus con quelli che probabilmente correrà contro i blaugrana. Onoratissimi del confronto tra Barcellona e Napoli, ma l’impressione è stata che gli opinionisti avessero ridotto Napoli-Juventus solo ad una partita di preparazione dei bianconeri ai quarti di Champions League.

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  1. solo_inter_e_basta 5 aprile 2017, 21:47

    Paragonare l’Inter di Mourinho a questa juve è come paragonare Maradona a Vinazzani

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