Zielinski e quelle due intuizioni che riscrivono la partita. E pure un po’ il Napoli

Poche ore dopo l’intervista destabilizzante di Sarri, uno degli acquisti giovani confeziona due gol a Palermo. Piotr è un possibile simbolo del nuovo Napoli.

Zielinski e quelle due intuizioni che riscrivono la partita. E pure un po’ il Napoli

Fa strano che appena 24 ore dopo l’intervista più destabilizzante di Maurizio Sarri sia stato un 22enne, uno di quei giovani “che hanno bisogno di tempo”, uno degli acquisti del “mercato di prospettiva” a risolvere la partita di Palermo. Certo, nel secondo tempo magari pure qualcun altro poteva prendere il posto di Zielinski e cambiare la storia del match della Favorita: la squadra di De Zerbi, spompata, si era letteralmente e tatticamente consegnata al Napoli. Però, ripetiamo, fa strano. Ed è bello che faccia strano e che Piotr Zielinski smentisca anche il suo mister, con robe così.

Il primo e il terzo gol nascono da due intuizioni di Zielinski che sono lontane ma al tempo stesso appartengono al calcio di Sarri: il pallone a scavalcare la difesa e a trovare il compagno in sganciamento e la progressione palla al piede. Nel secondo caso, è un replay di quanto visto 15 giorni fa col Milan; nel primo, è una cosa nuova che francamente non pensavamo facesse parte del bagaglio di Zielinski. Che non è Jorginho, non lo è mai stato a livello di ruolo e a livello di sensibilità di piedi. Eppure, ha trovato Ghoulam con un’apertura fantastica, preludio al gol di Hamsik. Meraviglioso.

Nel primo tempo, chi scrive ha visto uno Zielinski non al centro del gioco. Qualcuno la pensa e l’ha pensata e potrà pensarla diversamente, ma non è stato incisivo. Merito anche di un Palermo estremamente registrato, corto, coperto. Non è facile venire fuori da una situazione così, soprattutto se la tua caratteristica migliore è quella di scambiare la palla velocemente col compagno oppure di portarla palla al piede. Proprio le due cose più difficili da fare quando gli spazi sono intasati. Poi, nella ripresa, il polacco cambia marcia. Cambia marcia nel senso che entra più nel vivo del gioco, negli spazi che ora sono necessariamente più vuoti. E trova due giocate che riscrivono Palermo-Napoli.

Ma non solo: avviano una storia nuova, quella dei co-titolari che si mettono accanto al titolarissimo e gli soffiano il posto o comunque sono pronti a sostituirlo. A Kiev, andando a naso, ritroveremo Allan accanto a Jorginho e Hamsik. Questione di equilibri, di necessità di gioco. Di contingenze tattiche. Il Palermo, per forza di cose, non poteva pretendere di giocare una partita offensiva; la Dinamo, invece, lo pretenderà eccome. Almeno sulla carta. Ecco che allora servono i polmoni e la stamina del brasiliano, che però finora hanno trovato un perfetto surrogato nel lavoro fisico e tecnico di Zielinski. Che, non ce ne voglia Allan (a cui chi scrive vuole un gran bene), ma ha tutte le potenzialità per poter diventare titolarissimo. Nel Napoli prima, in un top club poi. Lo vedi dal lavoro fisico di cui sopra, quella cucitura che non si percepisce in una partita come questa. Ma che c’è, eccome. E poi, lo sai perché lo capisci da quello che succede nel secondo tempo, quando due gol su tre sono grande merito suo. Il terzo, secondo personale di Callejon, ha questa ripartizione di merito percentuale: 70% Zielinski, 25% Posavec e 5% Callejon (che tira malissimo, fiacco e centrale). Che ingiusto, il tabellino.

Zielinski è il simbolo di questa estate del Napoli, che tra dieci giorni finirà. È l’elemento esemplare cui devono tendere Rog e Diawara, due che hanno la stessa narrazione e che quindi potrebbero avere anche lo stesso impatto. Magari, anche se ovviamente (come detto anche da Sarri) Piotr conosce già schemi e ambiente . È quel mercato che fa ancora discutere ma che, stringi stringi, ha risolto due partite su tre. E ha contribuito, con Milik, ad aggiustare un po’ la prima. Anche lì, Zielinski fu decisivo. Solo l’arbitro, vittima di un clamoroso errore regolamentare, non se ne rese conto. Ok, poi magari Hamsik (o chi per esso. A proposito: ora chi li tira i rigori?) va dal dischetto e sbaglia, ma comunque ha la possibilità. Creata da Zielinski, noblesse oblige.

Zielinski ha smentito nuovamente Sarri. Lui, giovane di prospettiva, è pronto. Com’è pronto il Napoli, di cui non si deve aver paura e che non deve avere paura di sé stesso. Né degli altri, perché le risorse per cambiare le cose in corsa quando non te l’aspetteresti più ci sono. Vengono dalla panchina. Dall’Empoli via Udinese, per il momento. Poi, magari, anche dal Sunderland, dalla Dinamo Zagabria, dal Bologna, dal Torino o (nuovamente) dall’Ajax. Vengono dal mercato. Anche se fa strano.

ilnapolista © riproduzione riservata
  1. sarebbe il caso di smetterla con questa faccenda dell’intervista di
    Sarri sul mercato, sembra che il piagnone Sarri abbia sminuito il
    valore del mercato del Napoli, commettendo en passant il reato di leso
    De Laurentiis, perchè nemico giurato del turn-over. Su queste pagine
    accusate spesso l’ambiente napoletano, tifoseria, media di non lottare
    spalla a spalla, per mesi aprendo il sito abbiamo dovuto leggere la
    jastemma di Aristotele Sacchi Napoli es una ciudad que no tiene
    mentalidad ganadora. Ma vi sembra un lottare spalla a spalla scatenare
    e/o partecipare alla canea del Sarri chiagnazzaro? Quest’uomo ha
    semplicemente detto che la squadra si è rinforzata nell’organico
    complessivo, che ha buone prospettive future, ma che avendo perso un
    uomo da 36 gol non è certo che sia aumentato il valore assoluto. La
    partita non l’hanno vinta né le argomentazioni eleganti del Napolista,
    né i diktat di ADL ( mo’ so’ c…i tua”), ma Sarri e gli uomini che ha
    messo in campo, oltre alla pochezza del Palermo. Questo famoso turn over
    è stato fatto con Zielinski al posto di Allan e Maggio al posto di
    Hysaj, perchè Insigne – Mertens (o viceversa) è routine. Ebbene,
    Zielinski dei nuovi giovani arrivati, è l’unico pronto: è in Italia dal
    2012, ha esperienza, di serie A e internazionale, ma soprattutto ha già
    lavorato con Sarri. Non esageriamo però con le sue qualità, anche
    stavolta gli è toccato correre 40 metri inseguito da un bradipo, perchè
    Hiljemark è persino più lento di Montolivo. Per quanto riguarda Maggio,
    la qualità che tutti gli riconoscono è di avere gamba (di legno, diranno
    molti), di certo in questo momento più di Hysaj. Con il Milan abbiamo
    rischiato di compromettere la partita proprio per le difficoltà
    dell’albanese con il più tonico Niang ( che è dx e non mancino o.t.).
    Dovremmo avere tutti la pazienza di aspettare che siano pronti tutti gli
    altri, sia da un punto di vista fisico che tecnico-tattico, sperando
    che confermino le importanti qualità viste e/o intraviste. Quando
    scegliere tra Rog e Hamsik, Djawara e Jorginho, Maksimovic e Albiol (o
    KK) ci lascerà tranquilli come ieri che Sarri ha scelto Zielinski per
    Allan, potremo dire che il Napoli è più forte dell’anno scorso. Non vedo
    l’ora di poterlo dire, ma rimane una scommessa.

    • Francesco Sisto 12 settembre 2016, 15:26

      Forse non hai visto bene l’azione del 3zo goal, come cambia direzione a centrocampo, come passa tra 2 difensori sulla 3/4, altro che inseguito da un bradipo.
      Questo ragazzo ha prontezza di pensiero, vision di gioco e piedi buoni, il tutto affiancato a grandi polmoni, ed ha 22 anni, se lo avesse fatto con la Juve quello che ha fatto in queste prime 3 giornato, I giornali, e noi tifosi del Napoli dietro a loro, staremmo gridando tutti al miracolo, al nuovo Falcao, a come la Juve, societa seria, abbia uno scouting e capacita di prendere giocatori forti che il Napoli si sogna.
      Credimi, basta guardare come hanno innalzato un discreto giocatore come Pjanic a fuoriclasse di livello mondiale appena giunto a Torino.

      • Tra le cose che tutti i tifosi del Napoli non dimenticheranno mai c’è un Napoli-Parma 0-1 di qualche anno fa. Se non conoscessimo l’inseguitore (Inler, qui meglio conosciuto come Ualler), il gol di Cassano potrrebbe essere descritto come una irresistibile fuga da centrocampo. Rimango dell’idea che la bellezza delle 2 azioni simili di Zielinski contro Milan e Palermo sia stata accresciuta dalla lentezza di Montolivo e Hiljemark. Solo un cieco non si accorgerebbe delle potenzialità del ns polacco, il mio era solo un invito a non esagerare con le iperboli. Fasano p.e. enfatizza l’azione di Zielinski facendo diventare una fetecchia il tiro di Callejon:”Il terzo, secondo personale di Callejon, ha questa ripartizione di
        merito percentuale: 70% Zielinski, 25% Posavec e 5% Callejon (che tira
        malissimo, fiacco e centrale)”.

  2. Filmauri Pappon Ranger 11 settembre 2016, 9:59

    Su un punto sono più che d’accordo con Fasano. Il Napoli non è un top club e difficilmente lo diventerà.
    Punto.
    Leggo che già qualcuno se la prende con Zielinski perché ha confessato che il suo sogno è di giocare nel Real Madrid. È la stessa gente che pretendeva, in sede di mercato, di “colmare il gap” con la Juventus. Anche la Juve è un top club. Mezzo gradino sotto rispetto a City, Utd, Psg e Real, ma comunque rimane a un livello che al momento è irraggiungibile per una società come la nostra.
    Qui si continua a sopravvalutare l’eredità nell’immaginario popolare, della parentesi Maradona. All’estero Maradona non viene ricordato per gli scudetti nel Napoli o per la vittoria in coppa Uefa (chi se li ricorda, i vincitori della coppa Uefa?). Il Napoli è considerata una buona squadra di vertice di una nobile decaduta, la Serie A. Forse se si prendesse atto di questa banale verità si smetterebbe di avere una visione distorta della percezione che il mondo ha del Napoli e dunque anche del nostro reale valore agli occhi dei ventenni di oggi.

  3. Va bene, sdrammatizzare tutto è mettiamola così: dopo una bella vittoria del Napoli, forse non era il caso di tornare a polemizzare con l’allenatore.

  4. Già molto prima della presunta intervista “destabilizzante”, il Napolista lanciava oscuri avvertimenti al tecnico che mi stupirono e trovai eccessivi e poco comprensibili.
    “E tornano in mente, ad esempio, i presunti veti di Sarri a giocatori come Bacca e Witsel. Naturalmente, siamo sicuri che il mister sappia quello che fa e abbia i suoi motivi. Ma il destino del Napoli sul terreno di gioco ormai è nelle sue mani e dovrà assumersi la responsabilità di ogni scelta, e siamo altrettanto sicuri che buona parte di critica e tifoseria non gli perdoneranno il minimo passo falso. Ci rifletta bene, mister.”
    (Nicola Lo Conte, 11 agosto 2016).

  5. Dimentichiamo,l intervista di sarri. Ieri nel dopo partita ha parlato benissimo.
    Parliamo di Piotrr; io nell Udinese me lo ricordo trequartista rapido sgusciante capace di saltare l uomo.
    Poi con sarri ha fatto il centrocampista, l’interno di centrocampo.
    Il ragazzo ha tutto, doti fisiche , tecniche, visone di gioco, sa sfornare assist, sa concludere ed è capace di strappi da centometristi
    Per quel poco che l ho visto ROG mi sembra molto ma molto simile.
    Forse Sarri sta iniziando a percepire il valore della rosa che ha in mano e Nn si lamenta piu?

  6. Leggo che Zielinski avrebbe “nuovamente” smentito Sarri.
    Quando è chi l’avrebbe smentito la prima volta?
    Tra l’altro, la prova del polacco (mediocre nella primo tempo e buona nel secondo) conferma esattamente quanto osservato dal tecnico: i nuovi sono giovani, hanno bisogno di tempo e solo Zielinski può già iniziare a giocare.
    Quanto al problema centravanti, le prove di Milik e Gabbiadini dovrebbero far riflettere.

    • Francesco Sisto 12 settembre 2016, 15:32

      Mediocre nel primo tempo? Ma tu le guardi le partite?
      Le prove di Gabbiadini e Milik dovrebbero far riflettere? A mw sono parsi tutte e due pericolosi, ed il polacco ottimamente inserito nella manovra degli azzurri.
      Perche`, cosa c’e` stato che non e` andato in quelle prove? Non hanno segnato?, Devono forse segnare ad ogni partita, senno` non so buoni?
      E come fanno Rog e Diawara e Maksimovic a smentire Sarri se non li fa giocare?

      • Va bene, facciamo che io guardo le partite, ma non le capisco e tu invece sì. Mica sono bravo come te.
        Però, lo stesso rimbrotto dovresti farlo anche a Sarri che mi pare abbia espresso una valutazione simile sulla prova di Zielinski. Forse anche lui guarda le partite ma non le capisce.
        Non sono in grado di replicare alla tua seconda osservazione, non essendo riuscito a coglierne il senso.

  7. Intervista destabilizzante di Sarri?
    Destabilizzante per chi?
    Probabilmente solo per il Napolista.
    Sarebbe ora di finirla con questi attacchi insensati al tecnico.

  8. E. A. Schrödinger 11 settembre 2016, 8:27

    “…nel Napoli, prima, in un top club, poi.” E, poi, mi danno del “gobbo”, quando penso, e continuerò a farlo, che questo foglio è a libro paga di qualcuno. Ma a. a f.i.c!

    • Purtroppo ha scritto una verità nota a noi tutti… Il Napoli non sarà mai un top club.
      Detto questo, condivido la tua amarezza….

      FNS

    • Alfonso Fasano 11 settembre 2016, 8:42

      Giusto per puntualizzare: per quale motivo crede che proprio quella frase indichi il fatto che io sia a libro paga di qualcuno? Le assicuro che sono una persona di cuore, avrei già diviso.

      E poi: lei crede che il Napoli possa aspirare a essere come Real Madrid, Manchester United o Bayern Monaco (top club, appunto) prima che Zielinski smetta di giocare a calcio? Così, per capire…

      • marco bonfitto 11 settembre 2016, 9:03

        Prima che Zielinski smetta di giocare riusciamo a vincere uno (1) scudetto? A noi basterebbe.

        • Alfonso Fasano 11 settembre 2016, 9:04

          E secondo lei, la vittoria di uno scudetto renderebbe il Napoli un top club? È proprio questo il punto.

      • E. A. Schrödinger 11 settembre 2016, 13:55

        Egregio Signore, io sono indignato e stomacato, DA NON NAPOLETANO, NON CAMPANO, NON ITALIANO ma, si tenga forte, DA TIFOSO DEL NAPOLI, nel dover constatare come Napoli, il Napoli, debbano SEMPRE essere considerate realtà subordinate agli interessi di altri cosiddetti top club che, come giustamente lamenta, hanno ben altri strumenti di persuasione. Tuttavia, quel che mi indigna, è il fatto che persino NAPOLETANI DI NAPOLI, possano pensare questo INEVITABILE, anzi, AUSPICABILE, mentre, dal mio modesto punto di vista, napoletani che si rispettino e che abbiano strumenti alternativi a quelli garantiti dal capitale del nord, dovrebbero incentivare, con i loro interventi, nel limite delle loro possibilità, i calciatori ad AVERE NAPOLI ED I NAPOLETANI NEL CUORE!!! NON le ha insegnato nulla la vicenda MARADONA? Altri tempi? Come quelli di MAREK? Non è, questo compito, tra le sue corde? Bene: ce ne faremo una ragione! E’ inaudito, appena arrivato e già si prospetta, da parte di cosiddetti napoletani doc, che debba andar via! Fossi ADL, bacerei la terra che lei calpesta, le dice nulla? I tifosi del Napoli, sono, a ragione, STUFI di partecipare: vorrebbero, qualche volta, anche vincere: le suona strano?

        • Quello che lei dice è tutto bello, romantico nobile e condivisibile. Ma lei quanti Marek e Maradona conosce? O quanti ne ha conosciuti? A me la vicenda Maradona ha insegnato che si può vincere anche a Napoli, ma che è stata una parentesi e dopo siamo rientrati nei nostri ranghi storici. Senza una proprietà e una gestione come quelle dei grandi club (sceicchi, grandi aziende, gruppi di business, grandi famiglie e stirpi imprenditoriali). Rendersi conto di questo, per me, è il primo passo per poter capire come fare a ribaltare la situazione. E, attualmente, per un Napoli così, non c’è altro modo che acquistare uno Zielinski pensando di rivenderlo tra 5 anni o sperando sia come Hamsik. Ci sono due possibilità, per noi come per chi è in difetto economico (la Juve con Pogba, ad esempio, ma sette anni fa anche lo United col Real Madrid per Cristiano Ronaldo). Sperare sempre nella seconda mi sembra francamente eccessivo. O eccessivamente ottimista.

          • E. A. Schrödinger 11 settembre 2016, 16:03

            Appunto: io spero sia come Marek, che, detto tra di noi, vorrei a volte più combattivo. Spero, ripeto, che sia come Marek, così come lo sperano, credo, tanti altri tifosi del Napoli. Ed è proprio per questo, mi perdoni, che trovo eccessivo, vedersi sbattuto in faccia, alla seconda di campionato, scenari alternativi. Possibilissimi, per carità, ma pur sempre, ritengo, alla seconda giornata, intempestivi. Lasciamo che il ragazzo maturi le sue esperienze e, magari, che ADL cominci ad amare un po’ di più la sua creatura. Ho motivo di credere che abbia altre priorità e che non sia del tutto sincero nei confronti dei tifosi napoletani, e questo spiega, in parte, il San Paolo come uno degli stadi più disertati d’Italia. Ma, naturalmente, posso sbagliarmi. Con stima.

    • Hai perfettamente ragione. Secondo il Napolista, il compito di Sarri non è quello di far vincere la squadra, ma quello di far giocare tutti per aumentare il valore dei giocatori, ai fini della loro cessione.

      • Alfonso Fasano 11 settembre 2016, 8:49

        Bene: e questo ragionamento logico deduttivo sulle mie parole, su quali basi è supportato? Megalalos, io sono lo stesso di cui ieri diceva di apprezzare competenza e onestà professionale. E scrivo sempre e ancora qui. Appena ho scritto una cosa che forse non le piace perdo “competenza e onestà intellettuale”?

        Non è che magari io voglia sottolineare che 24 ore dopo le parole “destabilizzanti” perché sibilline sul mercato sia strano (e bello, mi pare di leggere) che proprio Zielinski risolva la partita?

        • Mauri Franksson 11 settembre 2016, 8:59

          E sottolinea male, perché non era certo a Zielinski che Sarri faceva riferimento nell’intervista incriminata. Era da novembre che Sarri chiedeva di acquistare Zielinski, proprio per il fatto che aveva già una solida esperienza in A e che conoscesse a memoria i suoi schemi. Non a caso, appena arrivato, lo ha utilizzato subito, compatibilmente col fatto che è arrivato più tardi rispetto ad altri.

          Quindi mi sembra che per l’ennesima volta il Napolista si tiri fuori sassolini dalla scarpa con argomenti pretestuosi.

          • Alfonso Fasano 11 settembre 2016, 9:06

            Posso anche essere d’accordo con fatto che Zielinski non facesse parte dell’intervista di cui sopra. Ma tra quello che dice lei e le interpretazioni che sono state fatte partendo dalla frase “nel Napoli, prima, in un top club, poi” da cui è partito il discorso, c’è una certa differenza.

            Perché, come ho scritto ieri, basterebbe far parlare il campo.

            https://www.ilnapolista.it/2016/09/napoli-lasciamo-parlare-campo-non-mai-tradito/

          • Mauri Franksson 11 settembre 2016, 9:15

            Alfonso, la mia obiezione infatti non riguardava quella frase e la successiva obiezione, ma quello che ha scritto in apertura del pezzo e ha ribadito nella sua replica: una frase polemica, che peraltro contrasta con i toni concilianti usati da Sarri nel dopogara.
            Secondo me è una forzatura.

            E sebbene debba convenire sul fatto che Sarri ha sbagliato a lavare i panni sporchi in pubblico, devo constatare che il suo sfogo evidenzia per l’ennesima volta che evidentemente esiste un problema nella condivisione degli obiettivi di mercato ed è il sintomo di un comprensibile nervosismo.

        • 1) “ha tutte le potenzialità per poter diventare titolarissimo. Nel Napoli prima, in un top club poi”.
          2) Un calciatore che risponde alla fiducia dell’allenatore (che lo fa giocare) non lo smentisce.
          3) Nella mia opinione, Lei resta, naturalmente, competente ed intellettualmente onesto.
          E’ che questa volta non sono d’accordo.

          • Alfonso Fasano 11 settembre 2016, 9:18

            1) Il Napoli non è un top club. Pensarlo o pensare di poterlo diventare prima che Zielinski smetta di giocare a calcio è un’illusione. Io per top club intendo Manchester United, Barcellona, Bayern Monaco. Squadre in cui Zielinski, da qui a qualche anno, potrà giocare a occhi chiusi. E non è un problema di clausole, basta vedere come il top club per eccellenza del nostro calcio abbia piegato la testa su Pogba.

            2) Smentisce non l’allenatore in sé, ma quello che ieri ha detto. Possiamo dire che non è rivolto a Zielinski. Ma se uno dice “sono arrivati calciatori di prospettiva, non abbiamo certezze per il presente” e poi vince anche e proprio per merito di uno di questi giovani viene smentito dalle sue scelte prima, dai fatti poi.

            3) Perfetto, io la ringrazio e il mio confronto (come vede, spero) è pacato e tranquillo. Tra il non essere d’accordo e scrivere “Secondo il Napolista, il compito di Sarri non è quello di far vincere la squadra, ma quello di far giocare tutti per aumentare il valore dei giocatori, ai fini della loro cessione” c’è una bella differenza. Io non credo che Sarri debba farli giocare per aumentare il loro valore. Ma perché sono forti, e già pronti. Tenerli in panchina non ha senso. Il non essere d’accordo su una cosa detta perché pensata da Sarri non vuol dire attaccarlo. Il diritto di critica nei suoi confronti è mio, suo di tutti. Non ci “fazioniamo” per forza su ogni cosa.

            Un saluto.

          • Condivido l’ultima frase.
            Spero che inizi a condividerla anche il Napolista.
            Denigrare un giorno sì e l’altro pure i tifosi (quelli meno abbienti e quelli che criticano il presidente), Napoli, i napoletani e l’allenatore migliore di sempre non mi sembra un modo particolarmente astuto per evitare le divisioni.

          • Ops … saluti anche da parte mia.

          • Ricambio i saluti.

        • Peraltro, per chi ha ascoltato l’intervista (e non letto il suo sunto) le parole di Sarri non erano né destabilizzanti, né sibilline, ma pacate, chiarissime (ed oggettivamente vere).

  9. La differenza se il turnover lo devi fare con chalobah david lopez e grassi o con zielinski rog diawara

  10. Gli ho voluto un gran bene per quella faccia da bravo ragazzo ma l’anno scorso in quel ruolo avrebbe giocato David Lopez …

  11. Francesco Sisto 11 settembre 2016, 5:36

    Zielinski ha più visione di gioco di Allan, e piedi migliori (ed è tantissimo), il lancio a Gohulam è bellissimo, sembrava Pirlo, la dishesa poi un capolavoro, sa già dove andare prima di farlo, ad un certo punto ho creduto che tirasse, invece ha avuto la lucidità e l’altruismo di passarla a Callejon.
    Questo diventerà un campione, ha tutti i numeri e la personalità per farlo.
    15 milioni spesi benissimo

    • giancarlo percuoco 11 settembre 2016, 20:43

      io mi chiedo ancora per quale ragione, a noi favorevole, non l’abbia preso il Liverpool.

      • Francesco Sisto 12 settembre 2016, 15:19

        Mah, chissa`, magari non si sono messi d’accordo per l’ingaggio, Magari il Liverpool non ha volute spendere 15 milioni per il cartellino, magari il ragazzo preferiva restare in Italia, ci sono tante cose dietro una trattativa che noi non sappiamo, ne tantomeno ne sanno I giornalisti, che dicono 100,000 cose nella speranza di azzeccarne 1
        A me pare che il Napoli lo abbia seguito per un bel po.Comunque, buon per noi che non lo abbia preso il Liverpool.

Comments are closed.