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Hysaj e Ghoulam, lo scetticismo è un lontano ricordo

Hysaj e Ghoulam, lo scetticismo è un lontano ricordo

Elseid e Faouzi sono due terzini, e ad inizio stagione avevano due cose in comune. La prima è un viaggio, o meglio una destinazione: il Napoli di Sarri. La seconda è il sentimento che ha accompagnato questo loro percorso: lo scetticismo.

Sono partiti da due punti diversi, hanno camminato su due strade diverse. Elseid Hysaj ha lasciato la Toscana per la Campania, ma ha sostituito appena due lettere al suo background: l’Empoli di Sarri è diventato il Napoli di Sarri. Una differenza sottile, ma grande quanto il mondo. Faouzi Ghoulam, invece, non ha cambiato casa eppure ha cambiato tutto: da Benitez al nuovo corso, con l’artigiano di Figline in panchina. 

Lo scetticismo, si diceva. È stato il fedele ma sgradito compagno di entrambi. Al suo arrivo, Hysaj si trovava, suo malgrado, a rappresentare il male assoluto. L’albanese era il passo indietro, l’empolizzazione selvaggia di una squadra che, con e attraverso lui, Valdifiori e lo stesso Maurizio Sarri, dichiarava – secondo alcuni – di voler studiare per la lotta salvezza. L’altro uomo, Faouzi Ghoulam, rappresentava un malessere diverso, meno riconoscibile ma forse più strisciante e raffinato. Non era considerato un cattivo giocatore, ma la dimostrazione tangibile di come il Napoli non imbroccasse una-trattativa-una quando si trattava di acquistare difensori et simila. Perché Ghoulam è (era) un terzino che non sa (sapeva) interpretare la fase passiva. Uno che in Italia può giocare avanti e basta, al massimo da esterno alto. Perché dietro occorrono per forza gente e roba diversa.

Alla fine del viaggio e del rodaggio, Elseid e Faouzi hanno trovato la loro destinazione. Il Napoli di Sarri gli ha affidato le fasce laterali: Hysaj a destra, Ghoulam a sinistra. Con i gradi dei titolarissimi. L’albanese e l’algerino sono due dei calciatori meno reclamizzati di questo eccellente primo scorcio di stagione, eppure sono fondamentali. Lo leggi nei numeri, lo dicono le partite. Hysaj è il terzo calciatore più utilizzato in campionato (1061 minuti), dietro solo a Reina e Albiol. È sempre partito titolare ed ha una media di 2,7 tackle riusciti a partita. Ghoulam, invece, ha aggiunto delle statistiche difensivamente convincenti ai numeri tipici del terzino fluidificante: 34 cross tentati e 1,4 dribbling riusciti ogni novanta minuti, ma anche una media di 1,2 interventi difensivi per match.  

Hysaj e Ghoulam sono questi numeri, ma rappresentano anche il lavoro a due facce che Sarri ha impostato coi suoi calciatori. Quelli nuovi e quelli già presenti in organico. L’albanese è la prova vivente di come l’allenatore toscano, a dispetto delle dichiarazioni aziendaliste e della facciata da yes-man, sia (anche) un tecnico che fa quadrare i conti del mercato. Hysaj è, infatti e semplicemente, il miglior terzino possibile per questo Napoli. Difende, corre, sostiene. Ha solo 21 anni ed è stato pagato cinque milioni di euro. È un affare, in tutti i sensi possibili. 

Ghoulam, invece, ci racconta un’altra storia bella. Di recupero, modifica e nuova formazione. Sarri l’ha letteralmente trasformato. Si è preso più tempo (Ghoulam ha saltato le prime tre partite), ma è riuscito ad alzare la sua soglia di concentrazione senza snaturare o mortificare le caratteristiche del terzino d’attacco. L’ex Saint-Etienne è diventato un esterno basso in grado di muoversi armonicamente con la linea  a quattro così come di appoggiare con costanza l’azione offensiva. Ha ancora isolati momenti di smarrimento (il gol di Lemina in Napoli-Juventus, ad esempio), ma è roba da poco rispetto alle distrazioni del passato. Ghoulam, oggi, è un difensore affidabile, persino in Italia. E compone con Hysaj una delle coppie di terzini più interessanti del campionato. Alla faccia dello scetticismo.
Alfonso Fasano

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