Il Napoli, per ora, è Benitez. E poco altro

Non è qui la festa. La festa è a Firenze (Gomez) e a Parigi (Cavani). De Laurentiis twitta: “Svecchiatevi, non pensate al passato, guardate al futuro”. Guardiamo al futuro. Quale futuro? Se il “botto” del Napoli fosse Higuain (107 gol in sei anni al Real Madrid), il futuro e la festa sarebbero qui.
Intanto, il futuro è Benitez, il programma di Benitez, il lavoro e la competenza di Benitez. Un tecnico coraggioso che arriva sapendo della cessione di Cavani. De Laurentiis svela di avere offerto al Matador il prolungamento del contratto fino al 2017 “alle condizioni del giocatore”. L’uruguayano ha preferito Parigi (una squadra di assi, 10 milioni l’anno di ingaggio). Amen.
Benitez sta funzionando. Se Callejon e Albiol hanno accettato la maglia azzurra, il merito è il “richiamo” dell’allenatore spagnolo. E poi Benitez parla le lingue, dice De Laurentiis, e parla con tutti i giocatori stranieri, non ne lascia nessuno da parte (stoccatina a Mazzarri che avrebbe snobbato Vargas e Chavez non parlando lo spagnolo?).
Benitez dice che il Napoli non prenderà un bomber da 40 gol, perché non ce ne sono in giro, in ogni caso assicura: “Abbiamo le idee chiare”. La prima idea chiara è che Callejon può fare da 10 a 20 gol (l’anno scorso ne ha fatti appena sette in 41 partite nel Real Madrid). La seconda idea chiara è che la seconda linea del Napoli può fare tanti gol, cioè devono segnare Hamsik, Pandev, Insigne, Callejon e Mertens. Sono accreditati di 41 reti secondo lo score dell’anno scorso (Hamsik 11, Pandev 6, Insigne 5, Callejon 3, Mertens 16). Dovrebbero giocare tutti insieme e non raggiungerebbero le 73 reti dell’ultimo campionato (29 gol di Cavani). Pare che Benitez stia provando Hamsik centrale sulla seconda linea, ma Marek rende meglio sul centrosinistra. Così come Behrami vuole essere più nel cuore del gioco che laterale. Non è chiara la vicenda di De Sanctis che era dato titolare al cento per cento da Benitez.
Il tecnico spagnolo ha un piano A e un piano B, non se ne conoscono i dettagli, e una certezza, il turn-over, per “spalmare” su tutti i giocatori della “rosa” le fatiche di una stagione con tre impegni. De Laurentiis va oltre: “Siamo una bella stella”. Ha 224 milioni di euro in mano (64 Cavani, 70 diritti televisivi, 30 Champions, 60 già previsti da investire sul mercato), ma non riesce a catturare né Dzeko, né Gomez, né Negredo, né Martinez e neppure Damiao (24 anni, 7 gol nel 2013, trattativa difficile, si agita il fantasma di Edu Vargas). Circola il nome di Higuain. Metterebbe le cose a posto e il futuro comincerebbe subito. Se è vero, lo scambio Zuniga per Matri e De Ceglie sarebbe molto interessante.
Le buone notizie sono che il Napoli ha preso un altro calciatore del Real Madrid, il difensore Albiol (29 anni, 1,90) che potrebbe giocare sia centrale nella difesa a quattro, sia davanti alla difesa (sa anche impostare il gioco). Ma resta quel vuoto, quel punto interrogativo là davanti a tutti, il centravanti, il goleador, il finalizzatore, chiamatelo come volete.
Intanto, il presidente si diverte. Molti nemici, molto onore. Attacca ancora Platini, intima a de Magistris di vendergli il San Paolo altrimenti andrà a costruire uno stadio nel casertano, rompe i rapporti commerciali con un quotidiano sportivo, dice no alle Figurine Panini, riceve “frecciate” da Andrea Della Valle su Gomez, viene messo all’angolo da Mazzarri che si appropria di tutti i meriti dell’ultimo Napoli, twitta a tutto spiano dando lezioni di calcio e di calciomercato, conferma la battuta dell’anno: Benitez è il nostro Cavani. Fa sorridere, ma forse ci ha azzeccato.
MIMMO CARRATELLI

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