Le pagelle / Non si salva quasi nessuno

Le pagelle di Viktoria Plzen-Napoli. DE SANCTIS 4 – Erroraccio sul primo gol. Salvato dalla traversa nel finale (Reznik da pochi passi). Un paio di parate, ma sembra proprio in un momento incerto. Non dà sicurezza alla difesa. Fra andata e ritorno becca cinque gol dai cechi. Un pupazzo di neve con una carota al posto del naso – 3 MAGGIO 4,5 – Nella difesa a quattro, esterno a destra. Ma non è il suo mestiere (anche in nazionale ha deluso in questo schema). Sempre in affanno. I cross, poi, sono sempre sbagliati, spesso addosso all’avversario che ha avanti. L’unico passaggio filtrante a Calaiò nel finale. Ammonito. Un grappista anonimo in una baita di montagna – 3 GAMBERINI 6 – È il difensore che si salva, non commette errori, spazza l’area con decisione in più di una occasione. Azzoppato, stringe i denti, poi esce al 65’. Ammonito. Un albero solitario su una pista innevata – 5 CANNAVARO 4,5 – Entra per Gamberini. Dovrebbe rinsaldare la difesa, è più fresco, ma non c’è su Tecl quando il ceco batte la palla del secondo gol. Una palla di neve che non forma una valanga – s.v. ROLANDO 5 – Si destreggia, ma è lento. Senza danni contro Bakos che però rientra profondo e lo lascia senza un uomo da marcare. Non approfitta della libertà concessagli e non imposta mai la manovra d’attacco. Un pinguino – 4 ZUNIGA 5 – Arranca nella difesa a quattro, esterno a sinistra. Qui imperversa Rajtoral, scatenato. Zuzù lo tiene a fatica, più spesso lo perde. Non c’è sul biondone ceco quando quello batte il cross del primo gol. Inconcludente nelle proiezioni offensive. Una stalagmite. Ma solo perché sta in piedi – 3 BEHRAMI 6 – Per battersi, si batte, come al solito, sempre in pressing sul portatore di palla avversario. È anche l’unico a farlo nel centrocampo completato da due elementi “leggeri”, Donadel e Dzemaili. Ammonito, non rientra nella ripresa. Mentre gli altri cercavano margherite in una distesa di neve, lui provava a portare un bisteccone a casa. Come uno Yeti – 5 CAVANI 5 – Entra nel secondo tempo al posto di Behrami, ma gira troppo lontano dalla porta, rientra in difesa ma non sarebbe il caso con l’attacco a quattro che dovrebbe avere tutti gli effettivi a ridosso dell’area ceca. Tre tiri fuori, uno parato. Fa cilecca il cannoniere dell’Europa League (sette reti). Continua il suo digiuno. Si spera che si svegli a Udine. Ammonito, salterà la prossima partita europea (era diffidato). Una stalattite. Ma solo perché è divino, perciò scende dal cielo – 4 DONADEL 4 – Sembra ingeneroso buttargli la croce e il brutto voto addosso, ma combina poco. Ammonito, viene sostituito dopo il primo tempo. Seppelliamolo sotto la neve di Plzen. Ve ne prego – 1 INLER 4,5 – Entra al posto di Donadel e comincia bene, poi cala, gira a vuoto. Non si libera mai al tiro, mai un passaggio ficcante per gli attaccanti. Perde palla sul contropiede ceco del raddoppio. Un fiocco di neve. Etereo – 4 DZEMAILI 5 – Centrocampista offensivo, in difficoltà sugli attacchi del Viktoria. Cerca il tiro, ma viene “murato”. Un fiocco di neve. Sciolto – 4 PANDEV 5 – La visione del gioco ce l’ha, i mezzi tecnici pure, difende palla, cerca di andarsene, non ci riesce sempre. Qualche buon passaggio. Un tiro alto nel finale. Uno spazzaneve. Ma continua a nevicare – 5 CALAIO’ 5 – La scena europea non lo condiziona, ma capita sotto le grinfie dei due centrali del Viktoria che lo chiudono inesorabilmente. Qualche scambio con Insigne. Tanta voglia di concludere qualcosa. È sua l’unica vera palla-gol del Napoli quando salta il portiere ma il tocco di esterno sinistro finisce oltre il palo lungo (80’). Peccato. Uno slittino senza sciolina – 5 INSIGNE 6 – Comincia muovendosi molto, cercando varchi a sinistra, impegnando il portiere Kozacik. Sfugge spesso a Reznik, ma deve anche arretrare sulle proiezioni offensive dei cechi sulla sua fascia (Rajtoral un tormento). Quattro tiri, uno fuori. E’ l’azzurro che mira di più la porta. Kozacik respinge sempre a pugni tesi. Cala nel finale, si riprende, ma ormai c’era poco da fare. C’è tanto da lavorare nella fabbrica di sci – 5 MAZZARRI 5 – Sfodera un improvviso 4-3-3 per la rimonta. Ma Maggio e Zuniga esterni di difesa non sono all’altezza del ruolo. Dovrebbero difendere e attaccare. Non ce la fanno e in difesa soffrono. Mette a centrocampo Behrami, Donadel e Dzemaili. Un bel rischio. Ma anche quando impiega Inler (per Donadel) le cose non migliorano. Il Viktoria non concede mai spazi, ben organizzato in difesa e pronto al contropiede con più uomini, troppo avvantaggiato dal 3-0 dell’andata. Persa per persa la qualificazione, follia nella ripresa col 4-2-4. I mediani sono Inler e Dzemaili, un bell’azzardo. Tutti all’attacco con Pandev, Cavani, Calaiò e Insigne. L’ammucchiata favorisce la difesa ceca già numerosa, otto uomini dietro la palla. Le ha tentate tutte. Ma forse poteva risparmiare la fatica di una rimonta impossibile agli uomini che servono freschi e pimpanti in campionato. Si gioca fra tre giorni a Udine. O decidi di provarci, e metti in campo la squadra migliore, o, se hai deciso di passare la serata a ballare la polka in mezzo alla neve, non rischi Inler e Cavani a meno 10 a costo gli si frantumino le cosce. Bocciato. Lui e la squadra tutta. Se non si riprendono a Udine sono mazzate, e se non si riprendono per la Juve è guerra civile. Passi pure prenderne 5 dai birrai cecoslovacchi con le schiocche rosse in mezzo al campo, che mentre ci facevano il sedere rosso come l’alba boreale ci provocavano pure. Passi pure fare la figura delle damine dell’800 di fronte agli energumeni della foresta. Ma due partite come queste contro i cechi sono peggio del bruciore di stomaco: nulla può neppure un fiume di Cocacola, sono capaci di gelare anche quella. Mazzarri? Uno di quei vecchietti chiusi nei bar a bere il cicchetto con la giacca di lana da montanaro e le carte da gioco davanti. Pure se sta in maniche di camicia. Si spegne persino il camino per la fantasia che non c’è – 3 MIMMO CARRATELLI e ILARIA PUGLIA

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