La società faccia fare il mercato a Mazzarri, non se ne può più di vedere in panchina gli acquisti che non sceglie lui

Penso che Mazzarri per il Napoli sia il massimo (nel mio immaginario è surclassato solo da Spalletti e Mourinho) mentre ancora non so come qualificare Vargas, però non mi piace la linea adottata da Walter nei confronti di Edu. Non capisco quel “dobbiamo rispettare i tempi”, tanto per cominciare. Anzi, più che non capirlo, non mi piace. La sensazione è che Vargas sia diventato il pomo della discordia tra allenatore e presidente. Come se Mazzarri non perdesse occasione per dire “l’ha voluto De Laurentiis, ma alla fine, se gioca, lo decido io”. Una prova di forza, insomma. Bruciato in Coppa Italia, dove poi fece quella cazzata che ce lo fece odiare per un po’ e poi messo dentro sempre quando siamo sotto di almeno tre gol: non vuol forse dire “bruciare”, questo? Non sono pressioni insostenibili quelle a cui viene sottoposto un giocatore giovane quando sa che non potrà fare granché per risollevare le sorti di una squadra che già affonda? Poi è arrivata la partita col Novara, cioè con una squadra in area di retrocessione dall’inizio del campionato. Con una squadra che, con la difesa schierata a cinque, ha fatto acqua da tutte le parti. Con Pandev e Lavezzi fuori da parte nostra. E tutti noi a chiederci perché mai non dovesse essere quella la volta buona per Vargas. Mi sono sentita un po’ impotente di fronte all’ostinazione di Mazzarri, anche presa un po’ presa in giro, a tratti. Perché un allenatore deve essere un minimo flessibile, almeno un minimo, e provarci, soprattutto se tutta la tifoseria vuole vedere in campo un giocatore. Ce l’ha dato in pasto in Coppa Italia solo perché lo volevamo tutti, no? E allora perché non offrircelo su un piatto d’argento in una partita come quella contro il Novara? Ah, già, era la partita più importante del suo triennio, già. Mi sono innervosita moltissimo quando Walter ha lasciato che Edu si scaldasse a bordo campo per venti lunghissimi minuti. Minuti interminabili in cui tutti, sugli spalti, gli urlavano di farlo entrare, di dargli una possibilità. Perché non dare una possibilità a qualcuno, nella vita, è un delitto, soprattutto quando a chiedertelo è una tifoseria intera. Voglio dire, se tu quando non motivi più la squadra e la squadra è allo sbaraglio chiedi al pubblico di starti vicino e di crederci un po’ di più, perché poi non ascolti il pubblico e butti in campo Jesus quando è l’ultima chance? Tutti possono commettere errori. Pensare che ci saremmo rammaricati dei possibili errori di Vargas in campo dal primo minuto non è una buona scusa, però. È come il datore di lavoro che dice “cerco uno a cui far fare le ossa” e poi nell’annuncio chiede che tu abbia almeno cinque anni di esperienza nel settore. In un paese in cui lo slogan “largo ai giovani” sa di vecchio e stantio, dovremmo iniziare a dare il buon esempio anche in campo, crescendoli davvero i nostri giovani, e non rinnovando contratti a calciatori sull’orlo dell’addio. Comunque, abbiamo vinto, e nella classifica provvisoria siamo quinti. Sono fermamente decisa a godermi questa domenica di calcio. Con una speranza, però, per l’anno prossimo. Qualora restasse Mazzarri (cosa che desidero fortemente), regalategli un alter ego per le comunicazioni con il pubblico e la stampa e, soprattutto, regalategli le chiavi del mercato. Perché di vedere in panchina i calciatori che non sceglie lui non se ne può davvero più. Ilaria Puglia p.s. non c’azzecca niente, ma ho una domanda: che c’entra il coro “tutti a Roma” intonato dalla curva a pochi minuti dalla fine della partita contro il Novara? E questi mo si stanno riprendendo e iniziando a fare amicizia di nuovo col pallone e noi li carichiamo un’altra volta di ansia così? Eccheccazz…

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