Menù e squadra confermati con sms minatorio

Sveglia ore 5.10, chiaramente del mattino. Tutti dormono. Non posso fare rumori. Mi piace dare la colpa al Napoli, così per un po’ accantono i problemi quotidiani. Stasera ore 20.45 sarò sveglio già da quindici ore e mezzo. Se fossi un disonesto farei causa a De Laurentiis. Ansia, palpitazioni, nevrosi. Colpa di Cavani e Lavezzi, quindi del presidente (responsabilità oggettiva, prevista dalle norme Uefa). Ma anche colesterolo, transaminasi e trigliceridi. Il programma della nutrizionista di famiglia (la pedermoglie) è saltato. Da settembre scorso, ogni partita serale del Napoli è un’apoteosi di errori alimentari, anche se il gusto trionfa. Riconfermo, pertanto, la formazione dell’andata ma soprattutto il menu. Per non sbagliare copio e incollo dal file dell’andata: due teglie di pizza fornite da Franco: una con dodici tranci di margherita, l’altra metà e bianca con prosciutto e funghi, metà con salsicce e friarielli. “Aperitonico” (neologismo di Antonio) con patatine e arachidi. Ho dovuto bocciare la proposta, sempre di Antonio, che voleva ordinare al ristorante sotto casa una “sperlunghetta” (termine ignoto al Devoto Oli, vero, Brak?) di ziti alla genovese. “Amico mio, menu che vince non si tocca. ‘E cipolle, ci dovessero rimané ‘n’coppo ‘o stommaco”? Settore liquidi: birra Heineken, acqua Lete, Falanghina cantine Farro, Aglianico del Taburno; botta epatica: distillato di mela annurca, Borsci, limoncello, grappa bianca e nocino Leanza. Abbiamo in frigo il Brachetto d’Acqui Cinzano la cui apertura, all’andata, fu rimandata scaramanticamente. Mancano, ovvio, chiacchiere e sanguinaccio, dedicati nel match precedente a Villas Boas che è stato esonerato. Ho diramato le convocazioni ieri sera via sms. Antonio, Franco, Dario, Michele, qualcuno accompagnato altri no, hanno ricevuto il seguente messaggio: “Domani è storia. Se con te assente va male, la colpa è solo tua”. FORZANAPOLISEMPREDOVUNQUECOMUNQUE
Giuseppe Pedersoli

Due note a margine, più che un post scriptum: per completare il quadro clinico psichiatrico, h 5.25 ho avviato la cottura di un “mazzetto di asparagi”, la casa h 6 già puzza da morire. Mi attende il conseguente cazziatone muliebre. Sabato scorso, dopo la goleada col Cagliari ma prima di stasera, pederbaby ha vinto 6 a 2.
Che a pranzo, fuori dal menu serale, l’asparago sia con te, figlio mio.

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