È comodo prendersela con Mazzarri perché non riesce più a fare i miracoli

Tutti contro Mazzarri. Bastano un po’ di risultati deludenti ed ecco che il nostro condottiero diventa un mediocre, da esonare subito, o al massimo a giugno, ma se resta è solo per non sfasciare la squadra. E’ assurdo.

Prima chi spandeva pessimismo veniva chiamato “seccia” e si beccava accuse di disfattismo, fino a ricevere la condanna suprema: “Non sei un vero tifoso del Napoli”. Oggi basta un pareggino sfigato a Siena per scatenare una valanga di critiche.

Rispetto alla partita di ieri, le polemiche sono giuste: già col Bologna si erano visti alcuni giocatori visibilmente sfasati (Maggio, Campagnaro e Inler su tutti), rimetterli in campo è stato un errore. Però il tiro al Walter non si ferma alle scelte di Siena. No, qua si mette in discussione tutto il suo lavoro. E allora non ci sto.

Vogliamo parlare del suo rapporto con la società? Lui voleva andare via. Non è un mistero. E voleva andarsene soprattutto perché il vostro idolo Aurelione non era intenzionato a rafforzare decentemente la squadra. E infatti ci siamo beccati un gruppo di presunti “rinforzi” del tutto inutili e una delusione gigante chiamata Inler. Tutti gli acquisti del 2010 (tranne Cavani) sono andati via, bocciati. Quelli del 2011 non sembrano migliori. Si salva Pandev, un non-acquisto. E allora siete sicuri che sia Mazzarri a doversi dimettere? Forse se girate lo sguardo vedrete un giovanottino seduto accanto a lui in panchina che potrebbe tornarsene a Reggio Calabria. Sì, Bigon, l’uomo che scambiò Ruiz per Paolo Maldini. E se alzate la testa vedrete un sessantenne con la barbetta, assiso in tribuna con aria arrogante. A lui non dovete dire proprio nulla?

E per la nostra squadra del cuore ve la sentite di emanare una sentenza di piena assoluzione?

Mazzarri in questo momento è un mago che ha perso la bacchetta magica, o un Diogene. Cerca il suo Napoli e non lo trova più. Con le scelte di Siena ha chiesto ancora una volta ai titolarissimi una prova d’orgoglio, un colpo di reni. E invece proprio la sua formazione tipo ha tradito. Poca voglia, pochi stimoli, per una squadra che non impara mai nulla dai suoi errori. Le trasferte di Bergamo e Novara erano state identiche per contenuto e forma alla partita di ieri. Sbagliare approccio una volta va bene, ma tre indizi fanno una prova di coglioneria e supponenza. E’ colpa dell’allenatore? Non credo proprio.

E allora ragazzi, che volete da Walterone? L’uomo che ha organizzato sontuose nozze Champions con i fichi secchi è diventato il problema del Napoli. Prima friggeva in modo sublime il pesce con l’acqua, mo state dicendo che “Il pesce feta dalla capa”.

Ricordatevi che questo è l’allenatore che ha ripescato Aronica e Pazienza dalla tribuna, ha trasformato il fischiatissimo Cannavaro nel “Nostro grande Capitano”, ha reso Cavani un campione da top club, ha permesso a Dossena di tornare ad essere un calciatore (a Liverpool lo chiamavano “Italian Nightmare”, e gli incubi li avevano i tifosi dell’Anfield). Potrei continuare, invece mi fermo e vi invito a guardare bene questi “titolarissimi”. Ricordiamoci chi erano con Reja e Donadoni e cosa – grazie a Walter – sono diventati.

Vi siete offesi per le dichiarazioni del post partita? Ma che le ascoltate a fare? Tutti gli allenatori – tutti – nel dopo partita dicono un mare di puttanate. Giudichiamo i fatti. E i fatti dicono che Mazzarri è l’uomo dei miracoli. Se non gli riescono più non va crocifisso. Al massimo va ringraziato. Invitandolo magari a cambiare qualcosa e rialzare la testa. C’è un intero girone da giocare. C’è la Coppa Italia. E poi arriva la Cempionz dei vostri sogni, quella troia gnocchissima che ce l’ha data un paio di sere facendoci credere che fosse gratis. E invece la stiamo pagando, e a prezzi d’inflazione.

Giulio Spadetta

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