Cavani val bene parenti,
filmini e fotografie

Dopo la santificazione domenicale con la lettura dei giornali, con l’aperitivo era arrivata la notizia che la Roma vinceva a Genova. Poco male, pensavo, c’è ancora tutto il secondo tempo. E non mi sbagliavo. Infatti rientravo a casa giusto in tempo per assistere in tv, prima al pareggio e poi alla vittoria della Samp, grazie a due regali del romanista Juan (subito ribattezzato Giuan ‘o parulano). Per il pranzo avevo stabilito un patto di non belligeranza con la famiglia: in cambio della visione pomeridiana delle varie domenichein o pomeriggi5, mi avrebbero lasciati in pace dalle ore 20 in poi. Sembrava di essere tornati a una domenica degli anni 80, senza calcio in tv. Stavolta mancava anche la radio e oggi non ci sono più neanche i risultati in sovraimpressione. Fra una portata e l’altra ogni tanto mi impadronivo del telecomando per dare un’occhiata ai risultati. Il Milan e la Lazio perdevano e l’Inter stentava a Catania. D’avanti ai miei occhi, più che parmigiane e panzarotti, passava la classifica della serie A, quando mia figlia mi ha tolto di mano il telecomando con la stessa facilità con cui una giovane iena strappa un cosciotto di antilope ad un vecchio leone. Mia moglie si inseriva chiedendole: metti quel film con quell’attore che prima stava con quell’altra e poi ha sposato la figlia di quell’attore che ha fatto quel vecchio film che ogni volta che lo trasmettono lo vediamo sempre volentieri.
Ora una frase del genere, se fosse intercettata da un giovane finanziere, potrebbe indurlo a credere a chissà quale messaggio segreto celato. Ma se il militare intercettante fosse un vecchio maresciallo con 35 anni di matrimonio alle spalle, potrebbe facilmente decriptare la frase in modo seguente: Metti il film con Brad Pitt, che prima stava con Jennifer Aniston e che poi ha sposato Angiolina Jolie, figlia di John Voight, che ha interpretato Un uomo da marciepide, che la prossima volta che lo danno in tv, col cavolo che mi costringi a vederlo per l’ennesima volta. Verso le sedici e trenta ho cercato di impietosire la prole per essere messo a conoscenza almeno dei risultati finali. Al dolce segnava Denis e all’amaro, dopo che Ibraimovich aveva inchiodato a terra un difensore udinese sotto gli occhi indifferenti dell’arbitro, il Milan, maledizione, pareggiava. Poco male. Mancavano da riempire le quasi quattro ore che ci separavano dall’evento. La peggior cosa che ti può capitare in un pomeriggio domenicale è la visita di parenti che si portano appresso una specie di baule ed un marmocchio senza guinzaglio. Nel fardello sono custodite le foto della comunione del pargolo con il relativo filmino. Una roba da suicidio collettivo! Dopo i convenevoli si comincia a sfogliare le foto. Ad un certo punto sembra che i tuoi morti ti vengano in soccorso perché pare che abbiano dimenticato di portare un qualcosa per cui non è possibile la visione del filmino:peccato! Macchè: il bambino si rivela una specie di genio. Col solo ausilio di un cavetto (che gli avrei stretto volentieri al collo), riesce a fare un ponte coinvolgendo computer, video e televisore (e forse pure frigorifero e forno a microonde) per cui, futuro genio della Nasa, ci permette di guardare il tanto agognato filmino.
A questo punto una moglie che conosca il marito meglio di chiunque sa che la sopportazione è giunta a limiti pericolosi e che da un momento all’altro il pover uomo potrebbe avere una crisi di rigetto da congiuti. Fortunatamente il supplizio giunge alla fine e il parentume decide di togliere il disturbo, non prima di avere strappato una promessa di ricambio della visita: col c…..! Si sono fatte le otto. Come da patti ridivento padrone del campo. IL tv piantato sul S.Paolo. Cominciano ad arrivare i soccorsi. Fra i primi arriva mio nipote che dice: zio non ti sedere sul divano come giovedì scorso. Mettiti sullo sgabello come con il Lecce e la Steaua. Così mi tocca seguire la partita su una specie di strapuntino che mette a dura prova la mia già provata schiena. Per il resto mi ricordo di tre urli inumani che sono stati la prova scientifica che le teorie di Darwin sono assolutamente errate : è la scimmia che discende dall’uomo! L’unico barlume umano che è passato nella mia mente è stato quando ho pensato: ma perché Mazzarri giovedì non ha fatto giocare Grava, che, oltretutto, le feste natalizie le avrà trascorse al massimo a Montesarchio e non a Montevideo. In vista di sabato prossimo, ed in attesa di fare neri i viola, speriamo che i commentatori nazionali non si accorgano ancora che siamo saldamente assestati al secondo posto.
PASQUALE DI FENZO

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