Napoli-Roma, la mia vendetta su Ranieri

Stamattina ho un pensiero fisso nella testa. Mi stavo chiedendo infatti: chissà tutti gli altri come si saranno alzati dal letto. No, perché io, proprio non ci sto nella pelle. Leggero e felice come non mi capitava da qualche secolo, eh.
E’una gioia che dura da ieri, sempre con la stessa intensità. Mi sembra di camminare a 11 metri da terra e di guardare un po’ tutti dall’alto verso il basso. Ho quasi le vertigini, mi gira la testa e non penso ad altro.
Non penso ad altro che a questa vittoria. La vittoria della goduria infinita. Pure per voi è così?  Questa vittoria non è una semplice vittoria, vale doppio, vale triplo. Vale tanto per una serie di motivi. In primo luogo non riuscivamo ad avere la meglio sugli odiati capitolini da quasi 15 anni. A parte il pareggio in extremis dell’anno scorso, prima, si erano registrate solo sonore batoste e pessime figure. Poi, finalmente è stato sfatato il tabù San Paolo, dopo un pareggio e una sconfitta, con una prestazione maiuscola, come non se vedevano da tempo, e senza spendere il bonus dell’arma segreta rappresentata da un’altra rimonta mazzarriana.
In terzo luogo, godo sempre un pò di più, quando c’è qualche gufastro che con il tifo e col cuore hanno poco a che vedere e che spera ogni domenica che tutto tracolli, in modo da poter dire “avevo ragione”. Parlo in particolar modo dei denigratori del mio amato Pocho e di zio Walter (gli stessi, più o meno che qualche tempo fa gridavano all’attuale coach capo classifica“Reja sei la nostra rovina”). E infine, ho un odio viscerale da sempre, nei confronti di Ranieri (secondo solo a Colomba). Già all’epoca, quando era il nostro mister, non ho mai sopportato il suo atteggiamento da finto umile e poi, la sua dichiarazione famosa  (”non abbiamo bisogno di Iss”) definitivamente lo consacrò “odiato” e lo condannò ad essere un perdente, nonostante abbia allenato grandi squadre.
Ieri, per niente al mondo mi sarei perso le sue parole e la sua faccia depressa del post partita. Le aspettavo da una vita. Mi ha fatto godere molto quando ha cercato di arrampicarsi sugli specchi, spiegando le motivazioni sui cambi che, a mio modesto parere, hanno dato una grossa mano ai nostri ragazzi: la sostituzione di Menez per Brighi, tra primo e secondo tempo, perchè il francese aveva difficoltà ad inserirsi negli schemi del buon Claudio, mentre è stato uno dei più pericolosi, specie nei dialoghi stretti con Totti e Borriello nella nostra tre quarti. Infatti, nella prima frazione abbiamo sofferto molto di più, mentre nella seconda, è bastato controllare Borriello e l’ombra di quel che rimaneva del pupone. Poi, ha lasciato Cassetti all’assurdo destino di fronteggiare nell’uno contro uno Lavezzi che gli ha fatto vedere i sorci in tutte le tonalità possibili. Cicinho non ha coperto più da quel lato e da quel lato è nato così il primo gol di Hamsik, dopo una bella combinazione Pocho-Dossena. E in ultimo, inspiegabilmente ha sostituito Borriello che ha messo apprensione più di una volta la nostra intera retroguardia e che ancora una volta ha dimostrato di essere un osso assai duro da contrastare, invece di togliere Totti che oramai era su una sedia da più di un quarto d’ora.
Sì, mi sembrano davvero buoni motivi per godere, no?
Da registrare infine, le ottime prove di Dossena e di Pazienza e quella buona di Yebda che ha fatto il suo ingresso proprio nel momento cruciale del match senza sfigurare e soprattutto senza subire fischi. Unico neo, anche secondo me, è Maggio. Volontà, impegno, ma alla fine, gli unici errori difensivi sono stati i suoi e al cross nella fase d’attacco c’è arrivato degnamente solo una volta. Per le altre volte, chiedere ai fotografi. Speriamo che Christian si riprenda presto anche perchè non vorrei più assistere alla break-dance di Zuniga, se è possibile.
E sì, oggi è proprio una bella mattina. E ho sempre quel pensiero che mi gira nella mente. Io mi sono alzato col sorriso, leggero e con una fame da lupi, è tu?
Gianluigi Trapani

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