Come andare in Svezia
e farsi una fika

Questo momento lo aspettavo ormai da tre mesi. Ore 13.30, dall’urna esce l’Elfsborg. E dov’è? Come ci si arriva? Quanto costano i biglietti, chi sono questi svedesi sicuramente tutti alti, dai capelli biondi e dagli occhi azzurri?
Beh, mi metto su internet e immediatamente trovo che è la città di Carolina Kluft. Chi è direte voi? Vi basta sapere che ha vinto un oro olimpico, quattro mondiali e quattro europei nell’eptathlon. Tra ottobre e novembre si svolge la Mariedal cup, una sorta di Viareggio giovanile. C’è anche una statua di Pinocchio alta nove metri inaugurata nel 2008. Città con uno stabilimento della Ericsson. Centomila abitanti, come una municipalità napoletana. E allora: www.expedia.it: partenza il 25 agosto, no, anzi, il 26 perché scopro che c’è un aereo alle 6.30 del mattino per Goeteborg. E poi? Con 90 sek biglietto andata e ritorno sul pullman che in un’ora mi porta a Boras. Il tempo di vedere la partita e poi si deve ritornare. Tranquilli, ci sono orari per tutti i gusti. Se voglio dormire a Boras Expedia mi consiglia il Confort Inn: 940 sek per una doppia, vale a dire circa cento euro. Costo totale del viaggio il volo, 528 euro, l’albergo, il pullman e magari una specialità svedese. Se voglio andare in gruppo le agenzie mi stanno già bombardando. Il volo a/r costa 340 euro, forza con le prenotazioni.  Se rimanete in Svezia, attenti alla merenda. E’ chimata fika.  “Would you like some fika?” . Consiste in una fetta di pane (in cassetta) cotto nel tostapane con sopra burro e formaggio Emmental, oppure può essere un dolcetto chimato bulle che corrisponde ad una sorta di ciambella-girella fatta di una pasta/pane e può essere farcita con la crema. Ma tranquilli, da Boras si può partire anche a caccia di svedesi. Viva la merenda.

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