Cucina napoletana il segreto della Schiavone

Parigi. “Francesca qui da noi si sente a casa”, ci aveva detto ieri Gianni, del ristorante Bocconi a Parigi, dove la tennista azzurra va a magiare cucina napoletana. E da oggi la Schiavone ha impresso Parigi nella sua vita e in quella dello sport italiano. E Parigi, ovviamente, ha impresso questo talento non solo tra le prime dieci del mondo, ma anche nella propria storia tennistica. E lo ha fatto nel miglior modo possibile. Insomma, nonostante tutto ci vogliono bene. Avevamo già avuto modo di constatarlo in questi mesi vissuti qui. Il cinema italiano? Fantastico. La musica? Beh soprattutto i classici, da Morricone a Celentano, dai jazzisti a Milva.
E adesso abbiamo la conferma che anche nel tennis, se non sono presenti loro ovviamente, hanno un debole per i colori azzurri. Sarà la vicinanza geografica, sarà perché tenere per i meno forti è quasi naturale, o sarà per la simpatia e la bravura della Schiavone, fatto sta che bastava ascoltare la telecronaca di France 3 per capire qual era l’andazzo. Poco spazio alla neutralità già dalle note di Morricone che accolgono le tenniste sul centrale parigino. Sorride la Schiavone, che qualcuno vede già soddisfatta per questa finale (ma forse non ne conoscono bene il carattere). Il compositore italiano le porterà bene.
La Mauresmo è al commento tecnico e nonostante inizialmente anche i loro pronostici dicessero Stosur, il cuore era in Italia. Proprio la francese sottolinea, punto dopo punto, l’importanza dei fondamentali della leonessa. Arginare la prima palla dell’australiana è uno delle prime cose da fare per portare per la prima volta a casa un Roland Garros al femminile. Dopo i primi due game sembra impossibile. Zero punti lasciati alla Schiavone, grazie a quella battuta che ha permesso alla Stosur di essere in finale.
Ma da quel momento in poi è parità assoluta fino al break del 5 a 4. Il tifo è difficile da nascondere. I francesi sono con la Schiavone: più completa, con un carattere fortissimo e con le sue scaramanzie che sottolineano più volte. Sulla volée che sul 4 a 3 dà il 40 all’italiana la Mauresmo quasi fa outing. I due commentatori spiegano entusiasti come la campionessa francese abbia più volte ripetuto il gesto in cabina, e la Mauresmo non può che ammettere il bel gesto dell’italiana e il miglior gioco. Ogni colpo della Schiavone è sottolineato dall’entusiasmo dei francesi… che non lo nascondono anche dopo qualche errore della Stosur, come un diritto spedito in tribuna o i frequenti errori sottorete. Errori che la Schiavone si vede bene dal commettere. Ottimi fondamentali a rete, ma non solo.
Quando la Schiavone vince il set, quasi non ci crediamo. Il secondo set comincia come il primo. Uno a zero, uno a uno e da lì un passaggio, l’unico, a vuoto della milanese. Sul 4 a 1 i francesi quasi ci credono più di noi. E quando l’italiana vince il secondo game, poi il terzo fino al pareggio è festa. Il tie break è col cuore in gola, e la contentezza (che avevamo notato anche nel match perso dalla Pennetta contro la Wozniacki) non la si trattiene più, al punto che era talmente alto l’entusiasmo sul 4 a 2 per la Schiavone che in cabina è stato d’obbligo sottolineare che “attention, elle n’a pas encore gagné” (“Attenzione, non ha ancora vinto”).
Poi sappiamo tutti come è andata. Con la Schiavone che si arrampica in tribuna e poi sul palco dove sarà premiata, lei che “ha guardato tutte le finali del torneo e questa volta sono io la campionessa” che alza la coppa più importante del tennis italiano di questi ultimi decenni (forse anche più delle Confederation Cup) e soprattutto dà una grande soddisfazione allo sport italiano.
La Leonessa alla “veneranda” età di 29 anni vince il suo torneo più importante e quasi passa il testimone all’avversaria che “merita di essere qui. In fondo lei è ancora giovane”, e quasi sembra non voglia scendere da lassù: “si sta troppo bene qui” ride. Quello dell’italiana, insomma, è stato uno show, più che il ringraziamento di rito e i telecronisti non possono che sottolineare come questa volta non sembrino soliti: “abbiamo visto tanti ringraziamenti su questo palco ma solitamente erano più automatici che altro. Questo, invece, veniva dal cuore. Diciamo un ringraziamento all’italiana”. E allora a pochi giorni del mondiale sudafricano chissà che questi oracoli francesi non ci prendano ancora e si avveri la loro profezia di metà partità “Forse gli italiani avranno diverse cose da festeggiare, dato che fra un po’ c’è anche la Coppa del Mondo”. Speriamo.
<strong>Francesco Raiola</strong>

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