Mazzarri, pensa agli errori
e lascia stare gli arbitri

È stato un giorno un po’ triste per noi napolisti. Certo, ne abbiamo vissuti di peggiori. Di gran lunga peggiori. Però questo resta un giorno triste, così come lo sarà l’intera settimana. Ha voglia Mazzarri a continuare a ripetere ‘sta litania delle finali, che alla lunga ha annoiato e non sortisce più l’effetto sperato. Un po’ come quella mano che Cuper inutilmente batteva sul petto ai suoi giocatori all’ingresso in campo. La sconfitta interna col Parma con ogni probabilità ci esclude dalla Champions, soprattutto dopo le vittorie di Palermo, Juventus e Sampdoria. 
Il Napoli ha evidenziato in novanta minuti tutti i difetti di un’intera stagione. Soprattutto in avanti, con un attacco asfittico che ancora una volta si è rivelato incapace di capitalizzare la mole di gioco sviluppata. E in più stavolta non ha retto nemmeno la difesa, che ultimamente aveva dato i primi segnali di cedimento. Quei due a centrocampo, poi, non ce la fanno più a reggere da soli il peso della squadra.
A fine partita Mazzarri non ha trovato di meglio che prendersela con l’arbitro. Francamente non ci sembra che Romeo abbia condizionato più di tanto la partita. Certo, è stato eccessivamente fiscale nell’espulsione di Quagliarella, ma se l’attaccante non avesse institito in quella sua inutile quanto plateale protesta, avremmo giocato gli ultimi dieci minuti in parità numerica e forse il risultato sarebbe stato diverso. Capiamo che la rabbia possa aver giocato un brutto scherzo al nostro allenatore, ma lo scaricabarile sugli arbitri lasciamolo fare ad altri. Ieri abbiamo perso per nostre responsabilità. Se non ricordo male è la quinta partita su sei (unica eccezione il successo sofferto col Catania) che prendiamo gol di testa in area (Gilardino, Inzaghi, Chiellini, Floccari, e ieri Lucarelli). Sull’1-0 per noi abbiamo preso gol con un avversario da solo davanti a De Santis. Per non ripeterci sull’incapacità dei nostri attaccanti di segnare, Lavezzi su tutti (anche sei ieri non ha giocato male). Non a caso per il terzo anno consecutivo il nostro miglior cannoniere è Hamsik.
Ormai la Champions è andata, a meno di miracoli. Meditiamo sugli errori. E lo faccia anche Mazzarri, incapace per tutta la prima metà del secondo tempo di porre un argine al dominio del Parma. E non certo per colpa dell’arbitro Romeo. Per il prossimo anno cerchiamo un attaccante degno di questo nome. Persino un po’ rozzo, ma che sappia metterla dentro. Perché a calcio se non si fanno gol le partite non si vincono.
Massimiliano Gallo

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