
Buongiorno ci svela che Conte ha abbandonato la difesa passiva: il suo Napoli sarà aggressivo
di - È un difensore scuola Juric (quindi Gasperini), che bracca l'avversario ovunque sia. Così sarà la difesa del Napoli, è una novità per Conte
Gli editoriali firmati dalla redazione del Napolista. In questa sezione vivono i pezzi che prendono una posizione netta su un tema di calcio, di sport o di sistema: critiche al gioco di un allenatore, difese di una scelta societaria, riflessioni sul sistema calcio italiano, prese di posizione su arbitri, Federcalcio, mercato e diritti TV. È la voce autoriale del giornale, quella che differenzia il Napolista da una cronaca asciutta. I lettori che cercano «cosa ne pensa il Napolista» trovano qui le risposte più articolate.

di - È un difensore scuola Juric (quindi Gasperini), che bracca l'avversario ovunque sia. Così sarà la difesa del Napoli, è una novità per Conte

di - Il mago salentino ha convinto Aurelio Parlante a riorganizzare il club, riportato sulla retta via Di Lorenzo e Kvaratskhelia, e riportato entusiasmo

di - Addio al capo della comunicazione di Bassolino. Ebbe un ruolo fondamentale nell'affermazione del bassolinismo. Un innovatore. Spigoloso. Mai appariscente.

di - Il tecnico è stato un grande colpo di De Laurentiis ma non dimentichiamo che siamo arrivati a 41 punti dall'Inter e che perderemo Osimhen

di - I vantaggi e gli svantaggi dell'operazione. I 130 milioni di euro in termini di opzione finanziaria sono equivalenti allo Strike Price

di - Le formazioni le fanno i genitori. In Italia quanti figli di immigrati possono permettersi un'iscrizione ad una scuola calcio?

di - Aveva capito tutto, lo trattarono da scemo del paese. «Il calcio italiano deve smettere di scimmiottare i metodi dei settori giovanili di altri Paesi»

di - Trent'anni fa moriva il grande gallerista. Il documentario di Gelormini, prodotto da Azzolini, ce lo fa rivivere. Con garbo, senza enfasi ma senza minimizzare

di - Sia Spalletti che De Laurentiis sono entrati in una dimensione di onnipotenza. Vittime della narrazione di Napoli sempre intrisa di straordinarietà. Conte ne stia lontano

di - EUROBESTIARIO - Le pippe erano in campo, dieci su undici. Ma la confusione del ct si è parsa superiore persino a quella dello sciagurato Ventura

di - La Svizzera ci domina e ci manda a casa. Per fortuna vince solo 2-0. Spalletti esce senza neanche difendere le sue idee né farci capire quali fossero

di - "La scorsa stagione siamo arrivati decimi": tutti sulla stessa barca, anche lui che non c'era

di - È un leader task-oriented, direbbero all'Università del Michigan. Non solo. La sua è anche leadership trasformazionale, lavora per trasformare gli altri in leader

di - "Staranno vicino a me, qualcosa da fare la troviamo": così Conte chiude l'era dei "mal di pancia". Come l'anziana maestra abituata a gestire i bambini viziati

di - Ha scritto il più autorevole manifesto della napoletanità contro quella che Raffaele La Capria magistralmente definiva la napoletaneria

di - Ha parlato da leader politico. Serietà, ossessione, esempio le sue parole d'ordine. Ha chiarito che comanda lui e che lo spettacolo è fumo

di - E’ più un allenatore che un selezionatore ma Mancini ha vinto dando una identità alla squadra. Spalletti è una persona complessa ma coerente

di - La frase sulle pippe ha chiuso il periodo dell'untuosità. Non se ne poteva più. Farà bene sia alla Nazionale sia al giornalismo. Addio sindrome di Vigo

di - Pontifica, fa il moralizzatore. Ci ricorda la Stefania de “La grande bellezza”, la donna con le palle. A Usa 94 andò in finale perché col 10 aveva Baggio non Pellegrini

di - La faccia terrorizzata, in panchina, dopo aver visto un suo compagno sparacchiare un pallone. Aveva capito tutto. Prima di Calafiori